Eugenio Finardi si racconta a Ballando con le Stelle: la dipendenza dalla droga, l’amore per Patrizia e la perdita della moglie a 56 anni.
Eugenio Finardi si mette a nudo a Ballando con le Stelle. Nella puntata di sabato 24 ottobre, il cantautore ha ripercorso alcuni dei momenti più difficili della propria vita, raccontando la dipendenza dalle sostanze, la tormentata storia d’amore con la prima moglie Patrizia e il dolore per la sua scomparsa. Una testimonianza intensa, legata anche alla nascita della figlia Elettra e alla scelta di intraprendere un percorso di recupero.
Eugenio Finardi e la droga: «Ho scelto di essere un hippie»
Prima di raccontare il proprio passato, Finardi ha ricordato anche l’età e le energie che sta mettendo nella competizione televisiva. «Credo che non tengano conto dell’età», ha osservato, aggiungendo: «Io ho tre quarti di secolo».
Poi il viaggio nella memoria, fino all’adolescenza e alla scoperta della musica rock. «A 13-14 anni sono arrivati i Rolling Stones», ha raccontato, spiegando di aver scelto di essere un hippie. L’incontro con le sostanze è avvenuto quasi per caso: «Mi è capitato una sera di provare sostanze diverse da un amico che le aveva».
Finardi ha descritto anche il conflitto interiore di quei primi momenti: «C’era la paura, poi cosa fai, dici di no? Ti senti fuori. Provo, cosa vuoi che sia». E subito dopo l’angoscia: «Oddio, cosa sto facendo?». Per circa due anni, ha spiegato, la sua vita è stata assorbita da quell’esperienza.
L’amore con Patrizia e la nascita di Elettra
All’inizio degli anni Ottanta, Finardi vive una relazione intensa con Patrizia, destinata a diventare sua moglie. Ma il loro legame è segnato anche dalla dipendenza. «Ho vissuto con lei una storia d’amore complessa, intensa, estremamente sensuale, d’amore e di dipendenze», ha confidato.
Il cantautore ha riflettuto sull’illusione di poter essere salvati da qualcuno che vive la stessa situazione: «Tutti quelli che sono in preda alla dipendenza sognano di essere salvati, di essere tirati fuori, ma da qualcuno che li capisca». Il problema, però, è che «chi li capisce? Uno che sta facendo la stessa cosa».
Con la nascita della figlia Elettra, la situazione diventa impossibile da ignorare. «Il fatto di essere tossicodipendenti non era più una cosa rock e romantica, ma era una vergogna», ha ricordato, raccontando la decisione di affrontare un percorso in comunità.
La comunità e la morte della moglie
Patrizia partì per una comunità di recupero, mentre Finardi venne mandato in Canada. Elettra, che aveva appena cinque anni, fu affidata alla nonna a Vicenza.
Il cantautore ha descritto un ambiente rigidissimo: «Non era permesso alcun tipo di contatto umano, non potevamo nemmeno dire “per favore” e “grazie”». Ha spiegato che lo scopo era «spezzare la tua idea di te e aiutarti a ricostruirti in maniera sana».
Il racconto si chiude con il ricordo più doloroso. Patrizia contrasse l’epatite C e morì a 56 anni, un anno prima che fosse disponibile una cura efficace. «Elettra è rimasta senza mamma», ha detto Finardi, affidando alle ultime parole tutto il peso di quella perdita: «Purtroppo di tutte le scelte si pagano le conseguenze».
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
