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Pierangelo Bertoli, ricordando le sue canzoni più belle

Pierangelo Bertoli

«Un guerriero senza patria e senza spada, con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro», così amava cantare di sé Pierangelo Bertoli in uno dei suoi brani più celebri. Nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa, quel combattente continua a mancarci, così come il suo guizzo e il suo estro creativo.

Innovatore nelle intenzioni e tradizionalista nei contenuti, l’artista emiliano resta ancora oggi uno dei più ispirati baluardi della nostra canzone d’autore, un esempio per un’intera generazione di cantautori che hanno preso spunto dal suo approccio e dal suo inconfondibile stile.

Nato a Sassuolo il 5 novembre del 1942, venne colpito a soli dieci mesi da una grave forma di poliomielite che lo privò delle funzionalità degli arti inferiori, costringendolo su una sedia a rotelle. La musica arrivò in suo soccorso, alleviando le giornate, portandolo ad approfondire lo studio della chitarra da autodidatta.

Iniziò da adolescente facendosi conoscere a livello locale, componendo canzoni in dialetto, fino al debutto discografico ufficiale avvenuto nel ’74 con l’album Rosso colore dell’amore. Due anni più tardi incise quello che possiamo considerare il suo album di maggior successo: Eppure soffia, seguito a ruota tre anni più tardi da A muso duro, altro evergreen che sancì la sua definitiva consacrazione a livello popolare.

Tante le collaborazioni realizzate nel corso della sua carriera, da Fiorella Mannoia in Pescatore a Fabio Concato in Chiama piano, passando per Ornella Vanoni in Favola e Ligabue in Sogni di Rock & Roll. Debuttò al Festival di Sanremo nel 1991 coppia con i Tazenda, sulle note della celebre Spunta la luna dal monte, classificandosi al quinto posto. Tornò l’anno seguente sul palco dell’Ariston, guadagnando una posizione, stabilendosi ad un passo dal podio con Italia d’oro.

Attraverso le sue canzoni, Pierangelo Bertoli ha saputo raccontare il sacro e il profano, rivelando aspetti e sfaccettature del pensiero umano in continua evoluzione e contraddizione.

Le canzoni più belle di Pierangelo Bertoli

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