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Recensione – Francesca Michielin spiazza con “Una donna non può”

Francesca Michielin

Recensione di “Una donna non può“, nuovo singolo di Francesca Michielin disponibile da venerdì 1 maggio

Una canzone spiazzante: è questa la sensazione che subentra dopo il primo ascolto di “Una donna non può“, il nuovo singolo di Francesca Michielin che affronta un tema senz’altro d’attualità, ma lo fa in una maniera del tutto inusuale per una proposta pop. Il titolo è, infatti, rivolto, con un tono provocatorio, a tutti quelli che, ancora oggi, provano a stabilire cosa una donna possa essere, fare, dire o desiderare e viene utilizzato per ribaltare il concetto, spostandolo su una prospettiva che invoca alla libertà femminile e alla autodeterminazione tra relazioni complicate, echi medievali, riti e divinazioni.

Sono proprio questi ultimi elementi a rendere “Una donna non può” un pezzo sorprendente sin dall’incipit: “Al chiaro di luna a cavallo, da sempre in attesa di un segno che sai, sfrontatamente arriva quando arriva, ed ecco il messaggio di un corvo che dice che passa alle 8 da me“, canta Francesca nei primi versi abili ad anticipare le caratteristiche di una canzone che gioca in bilico tra la realtà e uno scenario quasi da film fantasy.

La realtà è quella di una protagonista che ha cercato per diverso tempo di conquistare un uomo, anche sottomettendosi a lui (“C’ho messo una vita ad essere tua amica“), prima di riuscire a prendere in mano la propria situazione e capire che non era l’uomo giusto per lei (“Oggi sento di essere abbastanza, ma credo che sia tu a non essere abbastanza“) a causa dei suoi troppi “silenzi scomodi” e delle ombre di un tradimento (“I dubbi che ho che tu mi abbia tradita“).

Ed è qui che subentrano gli elementi da film fantasy, con il rimando alla divinazione – pratica legata, sin dai primordi della storia umana, alle streghe come ideale riferimento a quello “Strega Comanda Summer Tour” che vedrà impegnata l’artista durante la prossima estate – e al rito esoterico degli spilli nella candela, spesso associato al legamento d’amore e qui utilizzato, idealmente, per infondere il pensiero di lei a lui e fargli, quindi, provare la stessa sensazione di frustrazione davanti al totale disinteresse. Un gesto che non vuole, però, essere raccontato come una vendetta ma come un modo che utilizza la donna per dire che ha deciso di non restare ferma.

Quella cantata da Francesca è, infatti, una donna stanca di subire, che ha scelto di essere libera ed autonoma e di non conformarsi a chi la vorrebbe sottomessa all’uomo. Centrali, qui, sono il rifiuto dell’imposizione e il bisogno di uscire dai ruoli decisi da altri ed è emblematica, in questo senso, la rivendicazione orgogliosa che chiude lo special: “Potevo essere una scema, invece no“.

Il brano convince non solo a livello testuale ma anche dal punto di vista sonoro, con i richiami al pop contemporaneo e all’elettronica senza, comunque, risultare un copia-incolla di ciò che funziona ma guardando a un mondo più sperimentale e psichedelico. Ed è così che l’artista rimanda al mittente le critiche piovutele addosso dopo la recente performance al Festival di Sannolo a Milano che poteva far pensare a una virata verso la strada delle hit facilotte già percorsa da troppe colleghe. Francesca non ha mai cercato cose facili, ha un percorso ben definito che non è quello di altri e, per fortuna, l’ha dimostrato anche questa volta, spiazzandoci con l’originale di una forma-canzone pop, orecchiabile e con ottime possibilità di conquistare le radio, ma anche inusuale.

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