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Recensione – Le Vibrazioni riflettono sulla felicità nella riuscitissima “Forse sono felice”

Recensione di “Forse sono felice“, nuovo singolo de Le Vibrazioni disponibile da venerdì 30 ottobre

Dopo il lungo silenzio discografico di oltre tre anni dovuto a problemi con il precedente team e interrotto solo la scorsa estate con “Ambiguità (così strafatta di coriandoli)“, tornano oggi Le Vibrazioni con “Forse sono felice“, un nuovo singolo fortemente personale e coerente con quello che è sempre stato il mondo della band capitanata da Francesco Sàrcina.

L’intro di 25 secondi, praticamente impossibile da trovare oggi in radio, spiega già molto bene l’intento di un gruppo che è sempre stato grande protagonista dell’etere ma che non si è mai fatto influenzare dai dettami imposti nell’oggi, per cui le durate devono essere simil spot pubblicitario e il ritornello viene richiesto nel giro di 30 secondi. Qui Le Vibrazioni si prendono, invece, tutto il tempo per proporre diverse variazioni all’interno dello stesso brano, riprendendo quello che è il loro classico stile: prima strofa e primo ritornello fortemente melodici, evoluzione rock tra seconda strofa, secondo ritornello e special, per poi ritrovare un nuovo rallentamento verso il finale.

Il tema è quello della felicità che, al giorno d’oggi, nell’epoca social, può diventare una condizione da esibire e una prestazione da dimostrare, e tutto questo ci fa perdere il contatto con la sua dimensione più intima e con l’attimo in cui la proviamo. Francesco Sàrcina porta questa riflessione sul piano personale, ricordando prima i momenti più spensierati vissuti insieme a una persona inizialmente vicina (“Ricordo le canzoni di Battisti, le vacanze e poi, l’autostrada del sole, sì viaggiare, ma dove?“) e oggi lontana dalla sua vita (“Le cose son cambiate ormai da tempo qui tra di noi, tanti anni ad odiarmi e parli sempre di me“), in quello che sembra un chiaro riferimento al chiacchiericcio che subisce da anni in quei salotti televisivi da cui ha sempre voluto tenersi lontano.

Il cantautore di origini pugliesi si serve, così, della propria esperienza personale da una parte per rivendicare con orgoglio che “nonostante le tante cazzate che dici, io sto bene davvero” e, dall’altra, per dirci che bisogna essere sempre pronti ad accogliere la felicità anche davanti al rumore, alla confusione e a tutti i problemi del mondo (“E allora sono felice, e non lo devo spiegare, perché ti giuro mi viene da ridere mentre va tutto a puttane“).

E qui i fan più storici delle Vibrazioni possono trovare uno stretto collegamento con una delle loro prime canzoni, “Sono più sereno“, proprio perché anche qui si conserva il desiderio di riuscire a sopravvivere “anche in mezzo al frastuono” , mantenendo quella positività che, all’epoca, li portava a cantare che “oltre le nubi il sereno c’è” e oggi che “la vita è speciale ed ogni giorno mi sveglio, sorrido davvero e ringrazio il cielo“.

“Forse sono felice” emerge, così, come un pezzo riuscitissimo perché è la classica canzone che ci aspettiamo dalle Vibrazioni e che ci conferma quell’innata capacità da parte della band di sfornare melodie che, dopo un solo ascolto, ti si incollano immediatamente in testa e ti viene subito da canticchiarle, ma anche perché l’ottimo testo scritto da Francesco Sàrcina riesce a trasmettere qualcosa di personale e, allo stesso tempo, universale.

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