Ultimo Bella Davvero

Recensione di “Questa insensata voglia di te“, il nuovo singolo di Ultimo disponibile da mercoledì 29 aprile

Vi ricordate quando, nel 2023, Ultimo ha pubblicato in piena estate “Paura mai“, consapevole lui per primo che sarebbe stato un suicidio discografico perché nessuna radio e playlist avrebbe mai potuto appoggiare il brano? Ecco, l’ha rifatto. Siamo a fine aprile, il focus del mercato musicale è ormai sui tormentoni, sono già uscite diverse canzoni con l’obiettivo di essere protagoniste dei tre mesi più caldi e lui torna, invece, a quasi quattro mesi dal successo di “Acquario“, con “Questa insensata voglia di te“, un singolo fuori da qualsiasi logica commerciale e radiofonica.

Dopo gli ultimi singoli che guardavano più a una dimensione up-tempo e pop-rock, il cantautore romano riabbraccia il pianoforte, quel “dolce amico” di cui parlava qualche anno fa in una delle sue canzoni più celebri – “Quel filo che ci unisce” – e che, per lui, è come una naturale estensione per una ballatona lenta, intima e nostalgica che lo riporta alle origini, a quando era ancora un ragazzo che aveva solo una voce e i tasti di un piano per provare a comunicare le proprie emozioni e il proprio romanticismo d’altri tempi.

Questa insensata voglia di te” è, infatti, un brano perfettamente coerente con la sua poetica: si parla di amore con un linguaggio semplice, che non cerca di stupire a tutti i costi e che è vicino a quello dell’ascoltatore, trovando quindi nella normalità la componente decisiva per risultare universale. “Ci sono cose che non lascerò, anche se sai che non ti parlo più“, canta Ultimo in una prima strofa che anticipa subito qual è il tema della canzone: gli amori che restano nonostante la distanza e la difficoltà nel lasciare andare qualcuno.

Quello di “Questa insensata voglia di te” è un protagonista che continua a combattere con una presenza ingombrante (“E ti immagino qui a riportarmi dentro tutto, a mischiare i sogni ed ordinarmi il giorno“) e con il rimpianto per qualcosa che poteva essere e che, invece, non è stato. Il rifugio nei “ti voglio bene” che rimangono nel silenzio, nei ricordi paragonati a degli “anelli persi giù nel mare blu” e nel desiderio di cercare una connessione almeno a livello mentale (“Ti mando spesso i miei pensieri e mi domando sempre chissà se li senti e se li senti veri“) sono gli antidoti per provare a convivere con una “voglia di te” che è “insensata” perché non c’è ragione nel continuare a cercare una persona con cui la distanza è ormai incolmabile e che, forse, si è anche già costruita una nuova vita. Il brano cerca proprio questo: un contatto tra la lucidità della ragione e l’irrazionalità del cuore.

È una canzone che risulta, così, lontana dal periodo in cui è stata pensata sia a livello di sonorità che di tematiche, fotografando tutta la spontaneità di una proposta musicale che nasce prima per esigenze personali che per fini commerciali. Il mondo di Ultimo convive con la missione di riuscire ad emozionare con la musica anche con l’arrivo di una stagione quasi del tutto orientata sull’intrattenimento: al centro ci sono le sue canzoni, la sua identità e le sue idee che non cedono davanti ad alcuna logica di mercato e, in questo, c’è tutto il suo essere libero.

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