Recensione di “Gennaio 2016“, singolo dei Tiromancino che anticipa l’uscita del nuovo album “Quando meno me lo aspetto“
Un amore con cui attraversare il buio fino a trovare il coraggio di rialzarsi: è questo il tema di “Gennaio 2016“, nuovo singolo dei Tiromancino che anticipa “Quando meno me lo aspetto“, quattordicesimo album in studio – disponibile dal prossimo 6 febbraio – del progetto capitanato da Federico Zampaglione. Il cantautore romano torna a collaborare con Andrea Pesce, pianista già al suo fianco in brani come “Per me è importante” e “Imparare dal vento“, per una proposta che non fa alcuna fatica a giocare lo stesso campionato di canzoni diventate ormai dei veri e propri classici del repertorio musicale italiano.
“Gennaio 2016” è un racconto fortemente intimo, autobiografico e, quindi, particolarmente sentito che, nella sua struttura, è idealmente diviso in tre parti distinte dalle tre strofe vestite ognuna da stati d’animo diversi che trovano la loro centralità nel ritornello: “Eri lì, gennaio del 2016, tu mi hai portato lei che è ancora qui“, verso emblematico nel rendere indelebile la data del primo incontro con la persona che ha cambiato la vita del protagonista.
Nella prima strofa c’è, quindi, il riferimento al prima con una generale inquietudine figlia di un momento di totale appannamento (“C’erano le nuvole fisse nel mio cielo“), di un forte senso di solitudine (“Non avevo amici a cui aggrapparmi“) e di un opprimente malessere psicologico (“L’ansia mi svegliava ogni mezz’ora“) che sono causa di un rifiuto sia di sé stesso (“Mi dimenticavo spesso chi ero“) che del mezzo di comunicazione più importante per un cantante, la voce: “Odiavo la mia voce finché si è accesa quella luce“.
E qui il brano inizia a nutrirsi di una nuova positività centrale nella seconda strofa che ha come motore i primi momenti di frequentazione con l’altra persona (“Uscivamo insieme sera dopo sera, ad ogni parola cadeva una barriera“). Una spensieratezza che significa, per entrambi, un rifugio dal dolore perché “anche lei veniva da una storia complicata, senza più difese, l’anima spezzata” e proprio questa condivisione sia dei momenti più felici che di quelli più difficili porta al pensiero di voler costruire una vita insieme (“Io l’ho vista piangere, ridere e tremare, e mi dicevo: io la vorrei sposare“).
Con la terza strofa arriva, così, la stabilità di un rapporto ormai profondamente consolidato che riesce ad accettare con assoluta serenità anche il passare del tempo: “Ho fatto un sogno, c’era un lungomare, io i capelli bianchi, lei un vestito floreale. Ci raccontavamo il primo incontro in quel locale, io pensavo: con lei è dolce anche invecchiare“. Tre stati d’animo, dicevamo, per quella che possiamo definire “la costruzione di un amore“, come cantava Fossati, perché unisce tutti i puntini che portano al consolidamento di un rapporto passando dalle proprie e altrui sofferenze prima di trovare la bellezza della condivisione.
L’arrangiamento asciutto ed essenziale, con pianoforte, chitarra acustica, quartetto d’archi e un delicato inserto della ritmica solo dalla seconda strofa, è pensato proprio per dare il maggior risalto possibile a una storia molto importante per l’autore e rende il brano un capolavoro di sintesi tra la raffinatezza di tiromanciniana essenza, la profondità lirica della penna di Zampaglione e il sentimento della sua sentitissima interpretazione.
“Gennaio 2016” è una canzone fuori dal tempo e, quindi, sempre attuale, ed è necessaria proprio come tutte quelle canzoni che non scendono a compromessi con una forzata contemporaneità, mantenendo il coraggio di distinguersi dal grande fast-food che è il mercato musicale dell’oggi, dove tutto deve essere di facile presa e consumo. Qui l’urgenza del racconto sostituisce l’ossessione della tendenza che ha ormai irrimediabilmente investito qualsiasi spazio, dalle piattaforme digitali che se ne sono fatte motore al Festival di Sanremo che l’ha accettata con una totale passività. Federico Zampaglione continua a voler essere altro e questo suo modo di vedere la musica definisce tutto il vastissimo confine che c’è tra l’essere un vero artista e l’essere un semplice prodotto costruito a tavolino.

Classe ’92, ho iniziato a scrivere di musica nel 2020 aprendo un mio blog con cui ho catturato le primissime attenzioni di artisti e addetti ai lavori, in particolare di Kekko Silvestre dei Modà, la persona che, più di tutti, mi ha spinto a credere in questa strada. Dal 2022 ho, quindi, iniziato a collaborare con due siti di informazione musicale focalizzandomi su recensioni, approfondimenti e analisi del settore
📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”
🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.
