RON

Ron Sono Un Figlio significato canzoni
Disponibile in tutti i digital store da venerdì 30 settembre, “Sono Un Figlio” è il nuovo album di inediti di RON. Ecco il significato di tutte le canzoni che compongono il progetto.

RON, il significato di tutte le canzoni dell’album “Sono Un Figlio”

Sono Un Figlio

Dedicato a suo padre, l’album si apre con l’omonima canzone, dove RON parla per la prima volta di papà Savino e racconta la storia d’amore dei suoi genitori, nata durante la seconda guerra mondiale. Rosalino usa così il ricordo di una storia vissuta per affrontare il concetto di amore, rivelando con delicatezza i racconti che aveva ascoltato da ragazzo dai suoi genitori e i dettagli di una vita dura ma piena di sogni da realizzare. Papà Savino aveva conosciuto Mamma Maria rifugiandosi a casa sua. Lei gli aveva salvato la vita e lui se ne era innamorato.

“Sono un figlio venuto al mondo per amore, in un tempo dove tutto era da fare / questo tempo io lo vivo per la forza di mio padre / e per quel cuore sempre in viaggio di mia madre”.

“Abitante di un Corpo Celeste”

Firmato da RON e Guido Morra, questo brano è letteralmente “solare” fin dalle prime battute ed è stato il primo singolo estratto dall’album. Ecco dunque nella sua interezza e molteplicità quel ‘corpo celeste’, che altro non è che il nostro pianeta – la Terra – per noi abitanti “precari, a tempo determinato”.

…dall’amore son nato e lui vale / che è il sublime e anche la pena / l’ascensore che unico sale / alla felicità non terrena / abitante di un corpo celeste / anche detto soltanto terrestre / sono spesso contento confesso / anche senza nessuna ragione / perché oltre che intorno a me stesso / io giro intorno al sole

Più di Quanto ti ho Amato

Scritta da Bungaro, Cesare Chiodo e Rakele, “Più di Quanto ti ho Amato” è il terzo singolo estratto da “Sono Un Figlio” e racconta id un tempo in cui si fa fatica ad amare qualcuno in modo intenso. Una curiosità? La versione contenuta all’interno dell’album è diversa da quella che abbiamo già ascoltato come singolo.

Vorrei guardarmi con gli occhi degli altri, capire chi sono / che non è facile amare sé stessi e dirsi perdono / e immaginarti al mio posto di fronte alle scelte importanti / in questa guerra di sogni dove la vita è un istante […] mi manchi così tanto / più di quanto ti ho amato / ti aspetterò qui dentro / dove non ti ho mai lasciato

Diventerò Me Stesso

Testo di Guido Morra su musica di Maurizio Fabrizio e RON. È la canzone più autobiografica dell’album. Scritta prima della pandemia, racconta la storia di un uomo solo che cammina per le strade ed è felice, perché non sente la mancanza di niente e di nessuno. Rosalino si identifica molto in questo ritratto. È in questa condizione infatti che riesce a trovare se stesso.

Nessuno parla in giro / le radio sono spente / non c’è mai stato altro tempo che il presente / il mare non si muove, non si alza il vento / ed io mi sento bene / stranamente contento […] posso girare il mondo / vedere come suona / o amare per sempre la stessa persona / e quello che mi manca / è qui e anche adesso / è libero e splendente /pure senza alcun successo / diventerò me stesso […] / All’orizzonte nulla / ma è un nulla che fa bene / che spezza all’improvviso tutte le catene per strada e nel mio cuore la pace ed il silenzio / sembra di stare quasi come fuori dal tempo

Un’astronave nel Cielo

Un’astronave nel Cielo“, ovvero le paure che porta con sé il sentimento dell’amore. Un testo originale, scritto da Mattia Del Forno della band “La Scelta”, per far emergere le fragilità dell’uomo di oggi.

“Cercami, e nella vertigine trovami / ti porterò fuori di qui / da questo intreccio difficile /dove non potevi vedermi, perché non volevi vedermi / perditi che solo così potremmo raggiungerci / pensami come una musica in mezzo al caos della tua vita / adesso puoi distinguermi fra il rumore ed il niente […] / ti fa paura l’amore? e allora chiamala necessità / fa paura a tutti ma poi diventa felicità / se cerchi adesso una via, per capire dove andare smarrisci il senso”

Melodramma Pop

In “Melodramma Pop“, Guido Morra tratteggia la storia artistica di Rosalino Cellamare: 50 anni, non proprio tutti facili, ma vissuti tutti con passione.

“Io salgo sopra un albero e m’incanto / appare tutta la mia vita dall’alto […] / e guarda chi si vede / un quindicenne con la chitarra nuova / e tutto il corpo ride mentre suona / e vuole fare l’arte e se ne sta in disparte / i pugni se li prende, di nulla mai si pente / ma ha passione e fede, nell’amicizia crede […] / il mio è un melodramma pop / ci vorrebbe Freud e per scriverlo James Joyce o meglio ancora Totò / gli anni avanzano e avanza la speranza di Ron / quello che sono adesso mi viene incontro / allora scendo e accetto il confronto / lui ha l’irrequietezza, io tifo per la gioia / lui cerca la saggezza, io quasi non ne ho voglia / che l’ovvio mi deprime e l’ordine mi annoia”.

La Stessa Persona

Questo brano – scritto da Guido Morra e musicato da RON – racconta della presa di coscienza che avviene quando ci rendiamo conto che la persona che abbiamo al nostro fianco da sempre è quella giusta.

“lo so che sembra strano ed è un’impresa / però la strada giusta è quella già intrapresa / è ripida, scoscesa e misteriosa / tra buche e tra scossoni è piena di splendori / ogni volta mi stupisce la magia di tutti quelli che così come me / amano sempre la stessa persona / e della stessa persona sempre s’innamorano / si fidano sempre della stessa persona e alla stessa persona sempre si confidano / si allontanano a volte da quella persona / però da quella persona sempre poi ritornano / beato chi ha un po’ di fede e nell’amore ci crede / avevo dei dubbi ma non ne ho più / quella persona, quella persona sei tu”

Annina

Scritta da RON, è l’immagine di ogni donna che non si piace e che si crede brutta. È anche un invito a vivere ora, senza preoccuparsi troppo.

“Annina non nasconderti / apri gli occhi, guarda in su / il cielo è sempre blu / anche quando si sporca di nero e il mondo non ci piace più / poi tutto si tinge di fuoco / quel fuoco che è dentro all’amore / solo lui ci potrà salvare […]Annina quanta bellezza sei / questo è il tempo per tutti e per te / che non ci piacciamo mai, neanche quando ci va tutto bene”

Questo Vento

È l’unico duetto dell’album, con Leo Gassmann, che ha scritto la sua parte di “cantato”. Un padre e un figlio: due generazioni distanti, ma con la voglia di stare insieme e di imparare l’uno dall’altro, con la convinzione e la speranza che insieme potranno disegnare un mondo diverso.

“Io e te così diversi / Non ci siamo persi mai / E già lo so che non mi pentirò / Che un giorno salveremo il mondo / Ti prego prendimi per mano / Ti prego fammi da guida / Non posso fare sta salita senza di te / Ho bisogno di idee, ho bisogno che tu stai con me”.

Quel Fuoco

Il brano “Break My Heart Again” di Finneas è la cover dell’album. RON e la sorella Enrica Cellamare hanno “adattato il testo in italiano” con il titolo di “Quel Fuoco” e lo stesso RON ha completamente riarrangiato la musica: “Amo particolarmente questa canzone e il modo di cantare di Finneas. È stata una delle scoperte musicali nel periodo del lockdown”.

“Sei triste, respiri ancora? hai la verità nascosta dentro al cuore / è un fuoco che ti consuma / so che menti quando dici “sto bene” / dai vieni qui a spezzarmi ancora il cuore / come ho fatto anche stavolta a lasciarti entrare? / sei forse tu l’immagine della follia? o sono io…? ah dev’esser forte amar qualcuno che si fa uccidere due volte”.

Nelle Lettere

Essendo stato un prolisso scrittore di lettere, RON si ritrova pienamente nel testo di Niccolò Agliardi. La musica, invece, è di Edwyn Roberts.

“Siamo nelle lettere e solo qualche volta nel tempo reale / io qui, tu lì […] cani viaggiatori su un treno regionale / io qui tu lì / se ci parlassimo avremmo meno da desiderare […] io parto, torno e tu non passi mai / io dove ci metto amore cado / ti tengo nelle lettere così mi tengo vivo / siamo stati al limite e vivere da capo è un dolore infernale / io qui tu lì / non so che farmene di chi non ci ha mai visto attraversare la verità che sta nell’altro con il proprio amore / la libertà dell’altro col lasciarlo andare”.

Fino a Domani

Questa canzone, di cui RON ha firmato la musica, è il racconto di una coppia che sta insieme da tanto tempo e che si ama, ma che vuole uscire dalla routine ed è alla ricerca di qualcosa di diverso, immaginando cosa potrebbe accadere. Il testo è di Mattia Del Forno e Donato Santoianni.

“Lo vedi che ci stiamo accontentando di rimanere fianco a fianco / la vita mia che è sempre stare in viaggio / sei l’unico paesaggio qui e, come ogni venerdì, mi versi un po’ di vita nel bicchiere, sì / e continuiamo a scendere le scale tenendoci per mano / niente è uguale se rinnoviamo a colpi di sereno il nostro cielo / e disegniamo angeli nel grano (così fino a domani), proviamo a reinventarci come vogliamo (fino a domani) qualcosa che stravolga i nostri piani fino a domani”.

I Gatti

Scritta da Giulio Wilson con RON e Valter Sacripanti, è una canzone poetica e velata di malinconia, dove la presenza dei gatti – così speciali e misteriosi – si intreccia con l’assenza di un amore, evocando emozioni e ricordi di quella persona che non c’è più. E così il cielo, “che sembra un quadro di Magritte”, la luna e i pianeti tornano come luoghi ideali dell’anima, quasi aspirazioni visibili del nostro desiderio di ritrovarci e di innamorarci per sempre, dove l’amore è per la vita e per chi ce la rende unica.

“Amori che nascono per caso / e se ne vanno all’improvviso / quando non li senti più […] il cielo sembra un quadro di Magritte dipinto sopra i tetti / apri le finestre questa sera, puoi sentire che mi manchi / mi è sembrato di vederti tra la luna e le antenne dei palazzi / quando senti che ti penso, lo sentono anche i gatti / qualcuno dice sono extraterrestri, forse sono solo un po’ più tristi di me”.