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Radio Italia Live – Il concerto, le pagelle dell’edizione 2026 di Palermo

Le pagelle di tutte le esibizioni sul palco di Palermo per l’edizione 2026 di Radio Italia Live – Il concerto

• Pinguini Tattici Nucleari – VOTO 7

Apertura effetto karaoke: tutta la piazza canta già il nuovo singolo “Sorry scusa lo siento“, tra i candidati al titolo di tormentone dell’estate, mentre “Ridere” e “Amaro” sono brani perfetti per creare l’atmosfera corale che richiede una serata del genere e per riassumere l’indole dei Pinguini Tattici Nucleari, sempre a metà tra malinconia e divertimento. È sempre però più piacevole sentirli in versione studio che dal vivo, dove Riccardo Zanotti è un filino carente dal punto di vista vocale.

• Francesco Gabbani – VOTO 6,5

Un set che s’inserisce bene nell’atmosfera di festa creata prima dai Pinguini Tattici Nucleari soprattutto grazie a “Viceversa” e al nuovo singolo “Summer Funk“. Nel repertorio di Gabbani ci sono, infatti, cartucce decisamente migliori da sparare rispetto a “Il sudore ci appiccica“.

• Ernia – VOTO 7,5

Porta sul palco il filone più intimo della sua proposta con “Per te“, “Berlino” e la sua hit per eccellenza, “Superclassico“, titoli che lo confermano tra i migliori rapper usciti negli ultimi anni dal punto di vista della scrittura, ma anche tra i più preparati nella dimensione live, senza dover ricorrere al solito eccessivo uso di autotune.

• Bambole di Pezza – VOTO 5,5

Dopo l’inaspettata partecipazione all’ultimo Sanremo, queste sono le loro prime volte su palchi di questo calibro nonostante gli oltre vent’anni di carriera e si vede quanto se le stiano godendo tutte. La sensazione però rimane sempre la stessa: questa è una versione alquanto addomesticata delle Bambole di Pezza e dispiace sempre quando un artista, per arrivare a certi risultati, deve in qualche modo snaturarsi. La scelta di dover ricadere sulla cover di “Occhi di gatto” per rimpolpare il proprio set spiega, inoltre, l’assenza di un repertorio rilevante nonostante il già lungo percorso alle spalle.

Serena Brancale – VOTO 5

Serena Brancale è brava ma vorremmo sentirla con pezzi decisamente migliori. Le canzoni portate sul palco stasera, “Anema e core“, “Serenata” e “Al mio paese“, sono tormentoni fini a sé stessi, che non bastano per definire un’artista e che, soprattutto, sono veramente lontanissimi da come l’avevamo conosciuta agli inizi di carriera.

Fedez – VOTO 6,5

Entra in scena con “Battito“, poi ci riporta a fare un viaggio nel tempo negli anni della memorabile collaborazione con J-Ax con le mai dimenticate “Vorrei ma non posto” e “Senza pagare“. Un’esibizione senza infamia e senza lode, ma divertente.

Marco Masini – VOTO 8,5

Conferma la riuscita, senz’altro sorprendente, del connubio con Fedez sulle note di “Male necessario“, mentre con “Bella stronza” e “T’innamorerai” emoziona e fa cantare tutta la piazza, creando un momento di grande coralità che è fotografia di un cantautore che riesce a parlare ancora oggi come pochi a tutte le generazioni.

Samurai Jay – VOTO: 4

Senti prima Marco Masini, poi “Ossessione” e capisci tutta la differenza tra scrivere canzoni pensate per restare, parlando a tutte le generazioni, e fare solo mero intrattenimento.

Irama – VOTO: 4,5

Cos’è successo a Irama? Il modo di cantare è cambiato negli anni, in diversi punti si rileva incomprensibile e questo risulta evidente soprattutto in un brano come “Lentamente“. Ma la parabola discendente la vediamo anche nei pezzi: “Cabana“, ad esempio, non è minimamente all’altezza del talento mostrato agli esordi.

Elettra Lamborghini – VOTO 2

Diventa sempre più difficile spiegare la presenza di Elettra Lamborghini in ogni evento, in ogni concerto, in ogni festival estivo, persino in ogni programma di mamma Rai che, prossimamente, la piazzerà anche in giuria a Tale e Quale Show dove sarà messa a giudicare concorrenti molto più preparati di lei. Perché Elettra Lamborghini non sa cantare, non sa ballare, sul palco è totalmente anonima e, nella sua carriera, non ha neanche un pezzo degno di nota.

Ermal Meta – VOTO 7

L’impressione è la stessa lasciata a Sanremo: “Stella stellina” è un pezzo scritto benissimo che con un arrangiamento più intimo e delicato forse avrebbe emozionato maggiormente il grande pubblico esattamente come si è visto stasera con “Piccola anima“, ormai diventata un grande classico. “Calma metafisica“, dopo diversi ascolti, continua invece a non convincere e risulta forse la sua proposta meno riuscita di sempre.

Sal Da Vinci – VOTO 7

“Rossetto e caffè” e “Per sempre sì” sono le canzoni che, finora, hanno fatto più esplodere la platea, con il coro del pubblico a coprire in diversi momenti la voce di Sal che si gode un successo arrivato troppo tardi. Peccato che “Poesia” non abbia la stessa forza.

Achille Lauro – VOTO 9

Porta sul palco “Amor“, “Comuni immortali” e “Incoscienti giovani” e dimostra di vivere un assoluto stato di grazia. Nient’altro da aggiungere.

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