Andrea Scanzi Gianluca Grignani

Gianluca Grignani, che lo scorso venerdì ha pubblicato il singolo I Bei Momenti, è stato ospite della puntata di sabato di Verissimo.

Raccontandosi ai microfoni di Silvia Toffanin si è spesso commosso rivivendo alcuni episodi del passato che lo hanno segnato e tormentato.

Ne è risultato un profilo di un uomo sofferente, in eterna lotta con sé stesso e vittima dei fantasmi del passato.

Andrea Scanzi parla di Gianluca Grignani

Il giornalista Andrea Scanzi ha parlato sui social di Gianluca Grignani, esaltando il suo essere artista e sottolineando le difficoltà legate a un vissuto complicato. E lancia un messaggio importante.

“La storia della musica, e non solo quella, è piena di artisti che hanno “ballato” per molte meno stagioni del previsto. Gianluca Grignani raggiunse livelli di successo inauditi nel 1994/95, per poi smarrirli in breve tempo. Molti non capirono il suo La fabbrica di plastica (ottimo disco, peraltro). E lui ci mise del suo, perdendosi tra mille rivoli e ancora più demoni. Dieci anni fa lo incontrai in un programma tivù Rai. Mi trovai davanti un uomo fragilissimo, umorale e sin troppo sincero. Un ragazzo pronti a esplodere. O implodere.

L’altro giorno Grignani si è raccontato in tivù. A Verissimo, da Silvia Toffanin. Si è commosso parlando dei figli e di un’amica morta troppo presto. Ha ricordato che su Spotify fa ancora numeri notevolissimi, ha parlato di nuovi dischi imminenti e di ottanta canzoni scritte durante la pandemia. Gli auguro ogni fortuna.

A un certo punto Grignani ha raccontato una tragedia del suo passato.

Lo aveva già fatto in un libro, ma raccattata dal vivo fa molto più effetto:

“Io non ho bei momenti, sono un uomo in divenire. Non riesco a essere calmo, non fa parte del mio carattere. Io non li voglio i bei momenti, non mi interessano”.

“Io ero un bambino timido. Avevo grande interesse nella musica. Socializzavo tanto, poi nel 1982 – avevo 10 anni – ho avuto un incontro strano con un pedofilo. Si sedeva sopra di me e mi chiedeva di avere un rapporto con lui e io gli dicevo: ‘Non ti piacciono le bambine?’.

Aveva 18 anni questo ragazzo. Non riusciva ad avere da me quello che voleva e mi picchiava. I miei genitori, sbagliando, preferirono non andare avanti legalmente. Secondo me si doveva fare. Mio padre sarebbe potuto andare da quel testa di caz**. Non è una cosa facile da dire. Certa gente non va perdonata. Lui raccontava che mi picchiava ad altri ragazzi, che poi mi hanno preso alla stessa maniera”.

Dietro il successo c’è quasi sempre l’inferno. Che è poi in ogni vita. Le parole, lo sguardo, le frasi sconnesse e le lacrime di Grignani mi hanno molto colpito. Molto. Di “amici fragili” è piena la musica, e nei momenti di massimo sconforto hanno gli occhi che ho visto in quell’intervista.

Per certi versi Grignani mi ha ricordato le ultime apparizioni di Francesco Nuti, per questo ho provato e provo un po’ di paura. Chi può gli stia vicino.

Buona fortuna, Gianluca.”