Blanco Antonio Suetta

Blanco Vescovo di Ventimiglia
Lunedì 18 aprile alle 14.30 Blanco si esibirà in Piazza San Pietro, in un evento organizzato dalla CEI e dalla Pastorale Giovanile, al quale parteciperà anche Papa Francesco (ne abbiamo parlato Qui).

Antonio Suetta, Vescovo di Ventimiglia, si è espresso in maniera molto critica nei confronti della scelta di invitare il giovane artista, vincitore di Sanremo 2022 e rappresentante italiano all’Eurovision di Torino.

“La Chiesa ha sempre promosso l’arte per elevare lo spirito, mentre così avalla la volgarità.”

Blanco live davanti a Papa Francesco, ma il Vescovo di Ventimiglia non ci sta!

“Ho accolto questa notizia con grande sorpresa negativa, per due ragioni.

Innanzitutto non ritengo che il personaggio sia un modello adeguato per un’iniziativa cattolica rivolta ad adolescenti… non conosco la persona, quindi non mi esprimo su di essa. È evidente che il messaggio veicolato dalle performance di Blanco non è idoneo a un contesto cattolico.

Trovo imbarazzante che un personaggio che chiaramente è diventato un’icona – soprattutto dopo la sua vittoria al Festival insieme a Mahmood – di un certo modo di concepire la vita, la libertà, l’affettività, eccetera, si esibisca in Piazza San Pietro.

Mi riferisco anche al brano con cui hanno vinto Sanremo ma anche ad altre canzoni come Notti in bianco e il video. Basta vedere le sue foto pubbliche, che manifestano un tipo di approccio al corpo, alla relazione, alla visione della vita che stride con la visione cristiana. Ho visto anche una foto di lui praticamente in mutande, con la mano si strizza gli organi genitali. Io capisco che il mondo è precipitato nella volgarità, ma noi, come Chiesa, dobbiamo avallare la volgarità?”

Queste le parole riportate dalla testata on line La Nuova Bussola. Il prelato, poi, si concentra sul ruolo della CEI e sul presunto errore nell’invitare Blanco.

“Ho da tempo l’impressione che questi scivoloni derivino da un malinteso concetto di dialogo. Io do al dialogo una valenza positiva, Presuppone l’incontro di due identità mature, perciò troverei più logico proporre agli adolescenti dei modelli di vita in maniera simpatica, coinvolgente. Si può anche partire dai modelli che vanno per la maggiore sui social, ma in modo che diventino spunti di riflessione critica.”