Carly Simon pubblica “Comes in Waves”, il primo album di inediti in 18 anni, e racconta il rapporto con James Taylor e l’impatto del divorzio sui figli.
Carly Simon torna alla musica con Comes in Waves, il suo primo album di brani inediti in 18 anni. A 83 anni, la cantautrice americana pubblica un progetto profondamente personale, nel quale affronta il passato, il rapporto con James Taylor, il ruolo della maternità e le difficoltà legate alla salute.
L’album arriva infatti in una fase delicata della sua vita. Simon ha recentemente rivelato di aver ricevuto una diagnosi di Parkinson e di essere stata sottoposta a cure per un tumore della pelle. Nonostante questo, la musica è rimasta per lei uno spazio di libertà e di espressione.
Carly Simon e James Taylor, un amore raccontato in musica
Uno dei brani più discussi di Comes in Waves è Maybe I Never Loved You, nel quale Carly Simon torna sul matrimonio con James Taylor, durato dal 1972 al 1983.
Il cantautore non viene citato esplicitamente, ma il riferimento alla loro relazione appare evidente. Simon ripercorre le ambivalenze di un rapporto segnato dall’amore, dalla separazione e da anni difficili.
“Maybe I never loved you / But anyway, I thought I did”, canta l’artista, mettendo in discussione una relazione che ha rappresentato una parte fondamentale della sua vita.
Nel brano emerge anche il peso della famiglia costruita insieme: “I married you, we had a kid / That counts for something”.
Il testo non offre però una risposta definitiva alla domanda sull’amore. Al contrario, Simon lascia aperta la possibilità che il sentimento sia esistito e, forse, esista ancora.
“Maybe I never loved you / Maybe I always will”, canta nella parte finale della canzone.
Il divorzio e l’impatto sui figli
Ancora più intimo è Mother of Pearl, quinto brano dell’album, dedicato alla figlia Sarah Maria Taylor, conosciuta come Sally, e al figlio Ben.
Carly Simon riflette sulle conseguenze che la separazione da James Taylor ebbe sui due figli, allora ancora bambini. Il brano contiene una delle confessioni più personali del nuovo progetto.
“I can see you at 7, a child of divorce”, canta Simon, rivolgendosi alla figlia. E poi aggiunge: “How can it be that we gave you no choice?”.
La cantautrice riconosce anche il ruolo che i due bambini si trovarono a ricoprire durante la crisi familiare: “It was your job and Ben’s to drown out all the noise”.
Il cuore della canzone è però un omaggio alla figlia e alla sua forza. “But my girl, oh my girl. Even then you were shining, you were my mother of pearl”, canta Simon.
Carly Simon e James Taylor: una storia tormentata
Carly Simon e James Taylor si sposarono nel 1972 e ebbero due figli: Sally, nata nel 1974, e Ben, nato nel 1977. Il matrimonio terminò nel 1983, dopo anni segnati da problemi personali, dipendenze e infedeltà.
La relazione tra i due artisti ha continuato a essere presente nella musica di Simon anche dopo la separazione. Nel 2015, parlando del suo rapporto con l’ex marito, la cantautrice aveva dichiarato di provare ancora sentimenti molto forti nei suoi confronti.
“Lo amo così tanto”, aveva raccontato, spiegando anche di desiderare che potesse stare bene.
Nel memoir Boys in the Trees, pubblicato nello stesso anno, Simon aveva inoltre raccontato una versione molto meno idealizzata del loro matrimonio, definendolo lontano dall’immagine perfetta che il pubblico aveva costruito intorno alla coppia.
“Comes in Waves”, la musica dopo 18 anni
Comes in Waves rappresenta il ritorno di Carly Simon alla pubblicazione di materiale originale dopo una pausa durata 18 anni. L’album contiene 12 brani ed è stato scritto e registrato principalmente dalla sua casa di Martha’s Vineyard, con la collaborazione dei figli Sally e Ben.
Il progetto mantiene il carattere autobiografico che ha sempre contraddistinto una parte importante della produzione della cantautrice.
Il risultato è però anche un album attraversato dalla maturità e dalle esperienze personali accumulate nel corso degli anni. La voce di Simon appare più profonda e talvolta più ruvida, ma conserva la capacità di trasformare la propria storia in canzone.
La musica durante la malattia
Il nuovo album assume un significato ancora più importante alla luce delle recenti rivelazioni sulla salute di Carly Simon. La cantautrice ha raccontato di essere stata diagnosticata con il Parkinson e di aver affrontato anche un tumore della pelle.
La musica è diventata uno strumento per affrontare questo periodo senza permettere alla malattia di definire completamente la sua vita.
“Lavorare sulla musica ha dato forma a giorni che non sempre avevano una forma”, ha spiegato Simon in una dichiarazione.
E ha aggiunto: “Mi ha ricordato che la malattia può cambiare la tua vita senza diventare tutta la tua vita”.
È forse questo il significato più profondo di Comes in Waves: un ritorno alla musica che non cerca di nascondere il dolore, ma nemmeno di lasciarsene dominare.
Da “You’re So Vain” a una nuova fase della carriera
Carly Simon resterà per sempre legata a You’re So Vain, uno dei brani più celebri e misteriosi della storia del pop, pubblicato nel 1972. Per decenni il pubblico ha cercato di identificare l’uomo descritto nella canzone, mentre la stessa Simon ha alimentato il mistero con indizi e mezze rivelazioni. Il secondo verso sarebbe dedicato a Warren Beatty.
La sua carriera, tuttavia, va ben oltre quel successo. Da Nobody Does It Better, tema di un film di James Bond, fino alle incursioni nella musica brasiliana e nel musical, Simon ha sempre mostrato una grande disponibilità a cambiare direzione.
Con Comes in Waves, la cantautrice torna dunque a raccontarsi senza filtri, trasformando il passato in nuovo materiale artistico.
E proprio mentre affronta una fase complessa della propria vita, Carly Simon dimostra ancora una volta che la musica può essere un luogo in cui tornare, anche dopo 18 anni di silenzio.
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