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Centherbe, l’album “Natura Docet”, 12 brani tra rock alternative e pop folk

Centherbe

È uscito “NATURA DOCET” (Etichetta: Formica Dischi – Distribuzione: Altafonte), il nuovo album del cantautore toscano CENTHERBE.

CENTHERBE è un artista che nella sua musica si lascia ispirare dal miglior cantautorato italiano, di cui è diventato un nuovo esponente. Un poeta della parola che racconta storie di vita attraverso testi ricchi di immagini vivide in cui l’ascoltatore riesce a riconoscersi.

Dopo la pubblicazione dell’omonimo disco d’esordio “Centherbe” e un periodo di pausa, l’artista pubblica due EP, “Ogni Buio ha un suo Bagliore” del 2022 e “La Mala Educación” del 2023, per tornare nel 2024 con i singoli “Nessun Giorno Torna” e “Controllo Azzerato”, che anticipano l’album “NATURA DOCET”.

NATURA DOCET” contiene 12 brani, che spaziano dal rock alternativo al cantautorato e pop folk.

L’album contiene dei veri e propri racconti, dallo spaccato generazionale di “Nessun Giorno Torna”, che tratta l’innocenza dei vent’anni, riflettendo sui grandi cambiamenti sociali avvenuti a partire dagli ‘90, come l’invasione di internet, a “Controllo Azzerato”, su quanto sia importante accogliere gli insegnamenti che alcuni eventi negativi possono lasciarci, fino alle dediche in forma canzone alle protagoniste femminili dei brani “Helen” e “Capelli Fuxia”, due donne che esprimono loro stesse in modo libero, la prima dal passato doloroso, in cui l’artista si riconosce, la seconda, una ragazza punk piena di passione e di vitalità che diventa una sorta di musa ispiratrice.

L’artista vuole rompere le convenzioni sociali, le catene che ci rendono schiavi per accedere ad un mondo superiore e sentirsi totalmente sé stesso. Nel brano rock elettronico “Triludica” infatti canta “Tu resta a guardare / Mentre spezzo tutte le catene / Eccomi nudo / sorrido mentre / qualcuno mente / distruggo il muro”.

Centherbe nell’album esprime una grande voglia di cose semplicicome una fiaba, oltre a voglia di naturalezza, di ritorno alle origini e alla natura, senza sovrastrutture, come nei brani “Fiaba”, “La Pelle degli Alberi” e “Natura Docet”, che dà titolo al disco, in cui la natura parla in prima persona all’uomo smascherandolo “già conosco chi sei” ed esprimendo la sua sofferenza: “la plastica non mi fa respirare, la terra mi parlava, credevo di sognare”, oltre alle sue speranze per un futuro migliore e alla sua libera scelta di essere natura mite o brutale.

TRACKLIST: 1-Il Fuoco, 2-Nessun Giorno Torna, 3-Controllo Azzerato, 4-È il Sole che Muove, 5-Helen, 6-Capelli Fuxia, 7-Ogni Piccolo Segreto, 8-Triludica, 9-Fiaba, 10-La Pelle degli Alberi, 11-La Regina delle Possibilità, 12-Natura Docet

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