Sono passati cinque mesi dal 29 settembre, giorno in cui a Los Angeles fu trovato morto il rapper Coolio, svelata ora la causa della morte.
Artis Leon Ivey Jr, questo il suo vero nome, aveva 59 anni e da tempo soffriva di malattie cardiache e asma, acuite dal ripetuto utilizzo di sostanze stupefacenti.
La morte, però, è dovuta ad altri fattori. Secondo quanto comunicato dal suo manager a Cbs News, il rapper ha perso la vita a causa di un’overdose di fentanyl, un analgesico oppioide.
Coolio, svelata dopo cinque mesi la causa della morte
Secondo quanto riportato dal sito del Ministero degli Interni, “il Fentanyl è un analgesico con una potenza di almeno 80 volte superiore a quella della morfina. Il Fentanyl ed i suoi derivati sono utilizzati come anestetici e analgesici sia in medicina sia in veterinaria (Carfentanyl). La sua molecola ed i suoi derivati sono soggetti a controllo internazionale così come quei derivati non farmaceutici altamente potenziati, quale il 3-metilFentanyl, sintetizzati illecitamente e venduti come “eroina sintetica” o mescolati con l’eroina.
[…] In Europa e negli Stati Uniti si è registrato un numero significativo di morti a seguito dell’ingestione di fentanili sintetizzati o “creati” illecitamente, chiamati a volte fentanili non farmaceutici.
Nonostante la scomparsa, la musica di Coolio è ancora decisamente ascoltata. L’artista conta, infatti, quasi 14 milioni di ascoltatori unici mensili su Spotify. Gangsta’s Paradise, il suo pezzo più noto, ha superato sulla piattaforma il miliardo e 200 milioni di stream.
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
