Il cantautore Cristiano De André interviene sulle critiche di Renato Zero a Rosa Chemical, proponendo un personale punto di vista.
“Le esternazioni sugli artisti di Sanremo, a mio avviso Renato Zero se le poteva anche evitare.”
Queste le parole di Cristiano De Andrè su Instagram in un post, poi rimosso, ma ripreso da Rolling Stone, in cui appare una foto del Re dei Sorcini.
“Ognuno intende a modo suo… Un grande artista non ha bisogno di esporsi, di paragonarsi, di confermarsi, lo è e basta. È anche il volare alto che ti conferma che lui è un grande artista. Ci vorranno ancora dieci/vent’anni prima che tutto questo ridicolo e inutile “teatrino dell’apparenza e della sottocultura” scompaia dalla scena senza lasciare troppe tracce. E comunque nel frattempo si sta partorendo qualcosa di nuovo o no? Un mea culpa generale ci starebbe, un mea grandissima culpa.”
Cristiano De André parla delle critiche di Renato Zero a Rosa Chemical
Proseguono, quindi, i commenti su una questione spinosa e che ha messo in luce un aspetto piuttosto particolare del carattere di Renato Zero.
Nella tempesta mediatica provocata dalle sue dichiarazioni è, invece, emerso Rosa Chemical che ha commentato l’accaduto da Mara Venier a Domenica In con classe, senza polemizzare ulteriormente. D’altronde l’artista, ottavo classificato a Sanremo con Made in Italy, già a Le Iene aveva allontanato le critiche senza alzare altri polveroni.
“Dicono: l’hanno già fatto Renato Zero, Patty Pravo, Achille Lauro. Non c’è niente di nuovo. Ma se così fosse sarei passato inosservato.”
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
