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Diodato, testo e significato di “Ti muovi” in gara a Sanremo 2024

Sanremo 2024 Diodato

Il ritorno di Diodato a Sanremo 2024 con Ti muovi, testo e significato della canzone che sarà presentata nel corso della prima puntata del Festival in programma il prossimo 6 febbraio al Teatro Ariston.

Diodato Ti muovi Sanremo 2024

Il cantautore tarantino è stato tra gli artisti più premiati di sempre nell’anno del suo trionfo con “Fai rumore”, vincendo non solo il Festival ma anche il Premio della critica Mia Martini e il Premio Sala Stampa Radio Tv e Web.

Sempre nel 2020 Diodato si è aggiudicato anche il Premio Lunezia, il premio David di Donatello 2020, i Nastri d’Argento 2020 e il Ciak D’Oro del pubblico 2020 con il brano “Che vita meravigliosa” come “Migliore canzone originale”.

Diodato Ti muovi – Autori del brano

“Ti muovi” è un brano scritto e composto dallo stesso Diodato.

Diodato Ti muovi – Significato

“Ti muovi”, scritto e composto dallo stesso Diodato, che ne firma anche la produzione artistica con Tommaso Colliva, produttore discografico di fama internazionale da sempre al fianco del cantautore, è una ballad intensa che esplora le emozioni dell’animo umano. Il brano, infatti, esprime tutta l’introspezione del cantautore che, attraverso il perfetto connubio tra il suo stile di scrittura profondo e il suo sound coinvolgente e ricco di autenticità, vuole rappresentare metaforicamente un cammino per esplorare i sentimenti più nascosti che plasmano e condizionano il percorso alla ricerca di sé. Un viaggio interiore capace di raccontare le verità più intime, lasciarsi guidare dai moti dell’anima e catturarne ogni essenza: sono questi gli elementi che influenzano la connessione con il mondo e la percezione della vita che scorre e va avanti.

Diodato Ti muovi – Testo

Cosa ci fai qui
Non vorrai mica deludermi
Hai sciolto le catene che abbiamo stretto insieme
Per tenerci lontani
E già mi parli così
Ma a cosa serve ora insistere
Me lo ricordo bene
Il nostro tempo insieme
Me lo ricordo
Ma anche se sai che è inutile
Anche se sai che è inutile
Tu ancora ti muovi
Qui dentro ti muovi
Cerchi l’ultima parte di me
Che crede ancora che sia possibile
Davvero è questo quel che vuoi
Un sorso di veleno e poi
Un altro gioco di parole
Un’altra dose di dolore
Ma ormai sei già nella tempesta
Non puoi pensare a ciò che resta
E vuoi toccare il fondo, andare a fondo, fino in fondo
E ancora ti muovi
Qui dentro ti muovi
Cerchi l’ultima parte di me
Che crede ancora che sia possibile
Che se poi mi trovi, tu ancora mi trovi
Forse un’ultima parte di me crede davvero che sia possibile
Se ancora ci sei,
Se in mezzo a tutto il resto ancora ci sei
Forse esiste una parte di me che spera ancora che sia possibile

Diodato Ti muovi – La cover del venerdì

“Amore che vieni, amore che vai” è una canzone importante per me e chi mi segue da tempo lo sa bene.
È stato uno di quei brani che mi ha insegnato a scrivere, che mi ha mostrato quanto la parola potesse essere dolce e pungente allo stesso tempo. È il mio primo amore con il più grande poeta in musica che il nostro paese ricordi.
Il desiderio e l’incoscienza di omaggiarlo a modo mio mi portò ai primi riconoscimenti, alla prima collaborazione cinematografica e in qualche modo anche al primo Festival di Sanremo, esattamente dieci anni fa.

A 25 anni dalla scomparsa di Fabrizio De André mi è sembrato bello provare a raccontare questo viaggio fatto insieme e farlo su un palco così importante per la musica italiana, a pochi chilometri dalla sua città.

La valigia è molto più piena e il mio modo di approcciarmi a queste note e a queste parole ha continuato ad evolversi, come è accaduto anche con molte delle mie canzoni.

Diodato Ti muovi – Partecipazioni al Festival

2014 – Babilonia (2° posto) – Nuove Proposte
2018 – Adesso (8° posto) – con Roy Paci
2020 – Fai rumore (1° posto)
2024 – Ti muovi (???)

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