Edoardo Bennato, cantautore e architetto laureato al Politecnico di Milano, si impegna in prima persona per salvare lo storico stadio San Siro. L’artista ha infatti firmato una lettera-appello indirizzata al sindaco di Milano, Beppe Sala, e ai vertici di Inter e Milan, chiedendo di fermare la vendita e la successiva demolizione del Meazza.
L’iniziativa, promossa dall’architetto Lorenzo Degli Esposti, ha raccolto l’adesione di 151 firme illustri, tra cui spiccano l’architetto Massimiliano Fuksas, lo scrittore Gianni Biondillo e l’artista Ugo La Pietra. La lettera è stata inviata anche al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e alla soprintendente Emanuela Carpani.
Il fulcro della protesta riguarda il secondo anello dello stadio, che secondo gli autori della lettera ha già superato i 70 anni di età, diventando così un potenziale bene culturale tutelabile. Le fotografie storiche, risalenti a partite del 1955, dimostrerebbero che questa struttura è in uso da decenni, contestando la versione ufficiale che fissa il vincolo culturale solo al 10 novembre 2025.
Gli oppositori alla demolizione invitano quindi il Comune a interrompere la trattativa con le squadre per non compromettere un’opera simbolo e patrimonio collettivo della città. Tuttavia, Palazzo Marino e la Soprintendenza sostengono che il progetto di ristrutturazione sia tecnicamente fattibile e che il vincolo culturale scatterà solo a fine 2025, basandosi su dati diversi.
La questione resta aperta, con il ministro Giuli che ha promesso un’ulteriore verifica per chiarire la data esatta del vincolo e definire il futuro di uno degli stadi più iconici d’Italia.
Edoardo Bennato ha uno speciale legame con lo stadio di San Siro, visto che il 19 luglio 1980 fu il primo italiano a riempire lo stadio di Milano portando tra prato e spalti oltre 80mila persone.
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