L’ascolto della musica apporta una serie incredibile di benefici al nostro corpo e alla nostra mente. I bambini che ascoltano musica fin da piccoli hanno una migliore capacità di apprendimento, gli adulti che ascoltano musica presentano invece livelli di benessere mentale superiori alla media, con meno stress e più felicità. Pensate adesso se tutto questo venisse unito ad un’attività piacevole, divertente ma comunque cerebralmente importante come quella del gioco. Il mix diventa potentissimo. E forse è proprio qui che risiede la grande importanza della musica nel mondo del gaming, è proprio così che si spiega un rapporto che ormai non è solo una ricetta di successo, ma parla di psicologia, di apprendimento, di cultura e di emozioni.
A fare chiarezza è Lorenza Saettone, filosofa specializzata in cognitivismo ed epistemologia e ricercatrice in Robotics and Intelligent Machines for Healtcare and Wellness of Persons: “La funzione della musica per altri audiovisivi come il cinema, è quello di non essere udibile; di creare atmosfera senza essere palese – ha spiegato in questa pubblicazione – Nel contesto del videogioco è invece presente proprio per contribuire all’esperienza dell’esserci, di accompagnare ritmicamente l’azione”. Il tema era stato approfondito anche da Roderick Munday, docente di Media e Gaming alla Aberystwyth University del Regno Unito, che parlava dell’interazione tra musica e gameplay sotto tre modalità: diegetica, immersiva e ambientale. In quest’ultimo caso, la colonna sonora si integra con ciò che accade visivamente, ogni oggetto, ogni azione, ogni momento diventano anche ascolto e attraverso la musica diventano senso di realtà e di presenza.
Dalla teoria però proviamo a passare alla pratica, agli esempi. Prendiamo quindi Starfield, famosissimo gioco di ruolo che si basa sull’esplorazione spaziale di Bethesda. Le musiche sono state affidate a Inon Zur, che ha deciso di creare una vera e propria opera sinfonica moderna. Il motivo lo ha spiegato direttamente il compositore: comporre melodie e armonie aperte voleva dire lasciare il giocatore creativo e aperto. Il videogioco è stato un grande successo, così come la colonna sonora, riproposta anche dalla London Symphonic Orchestra.
Il ruolo della musica si può notare anche nelle slot machine da bar, che usano melodie, sottofondi e colonne sonore per migliorare l’esperienza del giocatore e per incentivare l’interazione. Suoni accattivanti, effetti sonori per le vincite e ritmi che si intensificano durante momenti chiave contribuiscono a mantenere alta l’attenzione e a creare un ambiente coinvolgente. Lo sanno bene software house come NetEnt e Microgaming, che ormai da tempo hanno iniziato a integrare musiche dinamiche che si adattano al gameplay delle slot bar, stimolando emozioni positive e rafforzando il legame tra giocatore e prodotto.
Emozione, coinvolgimento, ma anche costruzione identitaria e individuale. La musica nei videogiochi e nelle slot diventa così profondamente diversa rispetto a quella del cinema, degli audiolibri, delle serie tv, dei programmi televisivi. Non può che essere così per un media in cui il vero protagonista è il giocatore, è lui che sceglie dove andare, come farlo, perché. La musica allora diventa un elemento importantissimo per sostenere la tonalità emotiva della storia, per accompagnare l’azione, per contribuire all’esperienza dell’esserci. È così che giocando si esplorano nuovi mondi e nascono nuove passioni. È così che giocando si può anche scoprire la musica.
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