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Emma Nolde e Niccolò Fabi, quando un disco unisce e cambia una vita

EMMA NOLDE

Emma Nolde racconta il legame con Niccolò Fabi e l’importanza di “Una somma di piccole cose”, prima di cantare con lui a Milano.

Ci sono incontri musicali che nascono molto prima di un palco. A volte cominciano dall’ascolto distratto di un disco, da una canzone arrivata nel momento giusto e capace, quasi senza chiedere permesso, di cambiare una prospettiva. È quello che è successo a Emma Nolde con Niccolò Fabi, protagonista di uno dei momenti più emozionanti del concerto della cantautrice alla Santeria Toscana 31 di Milano. Qui la recensione del concerto.

Durante il live, Emma ha voluto raccontare al pubblico il particolare rapporto che la lega alla musica di Fabi prima di invitarlo sul palco. E la sua introduzione ha dato un significato ancora più profondo ai due brani che avrebbero cantato insieme: “Una somma di piccole cose” e “Punto di vista”. Il doppio duetto è stato infatti uno dei momenti centrali della serata milanese, che ha chiuso il percorso live legato a Nuovospaziotempo.

Emma Nolde e quel disco che le ha cambiato prospettiva

Emma ha raccontato di aver ricevuto da un’amica il consiglio di ascoltare un disco. Non aveva ancora costruito un rapporto particolarmente profondo con la musica italiana e, soprattutto, all’inizio del proprio percorso pensava di voler scrivere e cantare in inglese.

Poi è arrivato “Una somma di piccole cose”.

Quel disco di Niccolò Fabi ha rappresentato per Emma qualcosa di molto più importante di un semplice riferimento musicale. L’ascolto le ha mostrato una possibile strada, facendole comprendere che anche la lingua italiana poteva diventare uno strumento intimo, contemporaneo e personale attraverso cui raccontarsi.

«Io volevo cantare in inglese», ha raccontato Emma dal palco. «Poi ho sentito questo disco, che mi ha cambiato prospettiva, come ha fatto a molte persone».

È una frase semplice, ma racconta molto del rapporto tra un artista e le proprie influenze. Perché Fabi, in questo caso, non è soltanto un cantautore ammirato: è una figura che, attraverso le proprie canzoni, ha contribuito a modificare il modo in cui Emma ha guardato alla scrittura.

Dal disco ascoltato in cameretta al palco di Milano

Il momento più bello è proprio nella distanza tra quei due momenti: da una parte una giovane artista che ascolta un album e scopre una possibilità; dall’altra la stessa artista che, anni dopo, si trova su un palco a cantare quelle canzoni insieme alla persona che quella possibilità gliel’ha fatta intravedere.

Quando Niccolò Fabi è entrato sul palco della Santeria, il pubblico ha risposto con un’accoglienza particolarmente calorosa. I due hanno iniziato con “Una somma di piccole cose”, trasformando il brano che aveva rappresentato una sorta di rivelazione per Emma in un momento condiviso. Poi è arrivato “Punto di vista”, canzone di Emma contenuta in Nuovospaziotempo.

Il senso dell’incontro si è così completato: prima la musica di Fabi capace di indicare una direzione, poi la musica di Emma diventata ormai una voce autonoma.

Niccolò Fabi come influenza, Emma Nolde come nuova voce

Il rapporto tra i due artisti racconta anche qualcosa di più ampio sul modo in cui la musica passa da una generazione all’altra.

Emma non si limita a riprendere un modello. Quello che ha ricevuto dall’ascolto di Una somma di piccole cose è soprattutto la possibilità di immaginarsi dentro una tradizione cantautorale senza doverne necessariamente replicare le forme.

Nel suo percorso, infatti, la scrittura si è trasformata in un linguaggio personale nel quale convivono canzone d’autore, rock, elettronica e ricerca sonora. Anche il concerto di Milano ha mostrato questa pluralità, con una band capace di muoversi tra arrangiamenti complessi, elettronica e fiati.

Ed è forse proprio questo il valore più bello del duetto con Fabi: non la semplice celebrazione di un maestro da parte di una giovane artista, ma l’incontro tra un’influenza e la sua conseguenza, tra chi ha aperto una porta e chi, dopo averla attraversata, ha costruito una strada propria.

“Una somma di piccole cose” diventa così una storia personale

La scelta di cantare proprio quel brano non poteva essere casuale. “Una somma di piccole cose” è la canzone che, nel racconto di Emma, ha contribuito a cambiare il suo rapporto con la musica italiana e con la possibilità stessa di scrivere.

Cantandola insieme a Fabi, quella storia personale è diventata per qualche minuto un’immagine concreta: il passato che incontra il presente sullo stesso palco.

E subito dopo, con “Punto di vista”, Emma ha potuto restituire qualcosa di suo. Non più soltanto l’artista che ascolta e si lascia influenzare, ma la cantautrice che oggi ha un proprio repertorio, un proprio linguaggio e un proprio pubblico.

Un passaggio quasi simbolico, consumato davanti a una Santeria gremita, che ha reso ancora più speciale la chiusura del percorso live di Nuovospaziotempo.

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