Enrico Ruggeri Maneskin Eurovision
Enrico Ruggeri, che la scorsa settimana ha pubblicato il nuovo album La Rivoluzione, ha rilasciato un’intervista a Libero nella quale ha parlato anche dell’Eurovision Song Contest, dei Maneskin e del conflitto tra Russia e Ucraina.
Il cantautore milanese, dopo aver vinto il Festival di Sanremo 1993 con Mistero, scrisse in fretta e furia il brano Sole D’Europa, con il quale prese parte all’Eurovision in Irlanda a Millstreet.
“Il successo dei Maneskin dimostra che l‘Eurovision è una carta importantissima. Quando andai io nel 1993 era molto diverso. Ricordo che una funzionaria Rai mi disse: “Sono qua per fare qualsiasi cosa, in mio potere, affinché lei non vinca”.
L’idea che in caso di vittoria, l’Italia dovesse ospitare la kermesse li terrorizzava: l’Eurovision era un evento seguitissimo in Europa, ma non in Italia, quindi nulla giustificava la spesa enorme che avrebbe portato realizzarlo qui da noi.”
Enrico Ruggeri parla di Maneskin, Eurovision e conflitto tra Russia e Ucraina
Il cantautore, Presidente della Nazionale Cantanti, parla anche dell’esclusione della Russia dalla kermesse.
“Le discriminazioni sono sempre sbagliate. Se penso che gli atleti russi sono stati esclusi dalle Paralimpiadi, che sono il manifesto dell’inclusione, mi viene un po’ da sorridere. Poi certo, capisco la ratio, ossia spingere la popolazione russa a ribellarsi.
Se si rischia una caccia alle streghe? Quella c’è già da due anni, da prima della guerra. Chiunque sia in contrasto col pensiero istituzionale, è una strega da cacciare.”
Enrico Ruggeri, poi, esprime il suo punto di vista su quello che sta accadendo in Ucraina.
“Sono di base un ottimista: se tutti saranno ragionevoli, si risolverà. Poi certo, la guerra ha sempre due durate: una mediatica e l’altra effettiva, che spesso non combaciano. Penso per esempio ai Balcani, dove le telecamere sono arrivate molto tardi per poi andare via troppo presto.”

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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