Eurovision nuovo logo 2026

Proteste pro-Palestina all’ORF di Vienna a pochi mesi dall’Eurovision 2026: tensioni politiche, accuse di parzialità e dubbi sulla partecipazione di Israele al contest.

L’attesa per Eurovision 2026 in Austria si fa sempre più accesa — e non soltanto sul palco. Nel pomeriggio di venerdì, un gruppo di attivisti pro-Palestina ha fatto irruzione nel campus multimediale dell’ORF a Vienna, interrompendo temporaneamente le attività prima di essere allontanato dalla polizia.

L’assalto al quartier generale ORF

L’emittente ha confermato all’APA (Austria Press Agency) che l’incidente si è verificato “davanti alla redazione” intorno alle 16:00 CET. La situazione è stata rapidamente contenuta, ma i video diffusi dal Kurier raccontano scene di forte tensione: manifestanti sdraiati a terra, agenti in tenuta antisommossa a bloccarli, e la scritta “ORF enabled Genocide” tracciata in modo vistoso sul pavimento.

Nonostante il caos, ORF ha precisato che non c’è mai stato alcun pericolo per il personale né interruzioni delle trasmissioni. In una nota, l’emittente ha ribadito la propria indipendenza editoriale e respinto le accuse di parzialità nella copertura del conflitto israelo-palestinese, dichiarando che «continuerà a garantire un’informazione equilibrata e obiettiva».

Tra politica, Eurovision e contestazioni

L’episodio arriva in un momento particolarmente delicato per ORF, sotto osservazione politica sia per la gestione del conflitto in Medio Oriente, sia per l’organizzazione del Festival di Eurovision 2026, che porterà a Vienna migliaia di visitatori da tutta Europa.

Non a caso, molti fan collegano l’assalto alle polemiche sull’eventuale partecipazione di Israele alla prossima edizione. Le parole di Martin Green, che aveva parlato di una “discussione in corso” sulla presenza israeliana al concorso, tornano ora prepotentemente al centro del dibattito.

Le accuse della politica

Il segretario generale del partito di estrema destra FPÖ, Christian Hafenecker, ha definito la vicenda «uno scandalo di sicurezza di massima gravità», criticando la mancanza di prevenzione nonostante i piani dei manifestanti fossero stati annunciati pubblicamente sui social.

Hafenecker ha inoltre ipotizzato una possibile complicità interna all’ORF, alimentando teorie di complotto che rischiano di infiammare ulteriormente lo scontro politico.

Eurovision 2026 sotto i riflettori

Se la redazione ORF è tornata rapidamente alla normalità, l’emittente austriaca si trova ora al centro di una vera tempesta politica e mediatica. Con il Festival di Eurovision alle porte, le tensioni sul conflitto israelo-palestinese e le proteste rischiano di pesare sull’atmosfera della competizione.

Dopotutto, Eurovision non è mai stato immune alle polemiche: e a Vienna, nel 2026, il contest promette già di essere carico di tensioni dentro e fuori dal palco.

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