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Fulvio Rampi è morto, addio all’organista e compositore simbolo del canto gregoriano

Fulvio Rampi

La musica sacra italiana piange la scomparsa di Fulvio Rampi, organista, compositore e gregorianista di fama internazionale, morto a Cremona dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo. Aveva 66 anni ed era considerato una delle figure più autorevoli nel panorama del canto gregoriano e della musica liturgica.

Solo pochi giorni fa, domenica 19 aprile, aveva diretto quello che sarebbe diventato il suo ultimo concerto nella chiesa di Sant’Abbondio, a Cremona, presentando in prima assoluta la sua ultima composizione, “Pascha nostrum”, un lavoro che oggi assume il valore di un vero e proprio testamento artistico.

Nato a Cremona nel 1959, Fulvio Rampi aveva costruito una carriera straordinaria, diventando un punto di riferimento assoluto per studiosi, musicisti e appassionati di musica sacra. Dopo il diploma in organo e composizione organistica, ottenuto sotto la guida di Luigi Molfino, aveva proseguito il suo percorso accademico presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra, dove conseguì Magistero e Dottorato in Canto Gregoriano.

Qui fu allievo di Luigi Agustoni, del quale sarebbe poi diventato successore alla cattedra di Canto Gregoriano, consolidando un’eredità artistica e culturale di enorme valore.

Nel 1985 fondò i Cantori Gregoriani, ensemble professionistico maschile che ancora oggi rappresenta una realtà di riferimento nel settore, con un’intensa attività concertistica, discografica e didattica in Italia e all’estero.

Dal 1998 al 2010 fu direttore della Cappella Musicale della Cattedrale di Cremona, contribuendo in modo decisivo alla valorizzazione della tradizione liturgica. Nel 2010 diede vita anche al Coro Sicardo di Cremona, ensemble polifonico stabilmente impegnato nel servizio liturgico della chiesa di Sant’Abbondio, dove ricopriva anche il ruolo di organista titolare.

Parallelamente, Rampi era docente di Prepolifonia al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, formando intere generazioni di musicisti.

Con la sua scomparsa, il mondo della musica perde “una delle sue voci più autorevoli”, capace di custodire e rinnovare una tradizione millenaria. La sua eredità continuerà a vivere nelle sue composizioni, nei suoi allievi e nel patrimonio culturale che ha contribuito a preservare.

Foto dai social di Fulvio Rampi

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