Generic Animal Benevolent significato canzoni
L’animale generico è diventato sempre più specifico. Accetta le contraddizioni, sfugge alle definizioni, delinea un’umanità strana, deforme, meravigliosa come solo le imperfezioni sanno essere.
Non si può dare un nome a tutto. Soprattutto se non vuoi distruggere la semplicità o l’impulsività dei tuoi gesti. Capita di essere cattivi tentando di essere buoni, e viceversa. Capita di sembrare persone che non si è davvero. Capita di volersi bene senza mai dirselo una volta.
“Benevolent” è il nuovo disco di Generic Animal, uscito il 18 marzo per La Tempesta Dischi in vinile e digitale. Arriva due anni dopo “Presto”; segue di quattro il suo primo album, omonimo.
Il titolo rappresenta la buona disposizione d’animo. Un atteggiamento positivo verso l’invidia e l’arroganza; gli inciampi e le sfighe del destino, più in generale. Ma un po’ di benevolenza è riservata anche ai nostri peggiori difetti, un’amichevole pacca sulla spalla alla malvagità del nostro io. Tutto il progetto nasce dalla necessità di protezione, dai demoni della vita e ovviamente dai nostri.
Il mostro è schiaffato in copertina, come nelle migliori tradizioni.
Nella narrazione fotografica dell’album cammina sperduto. Sembra stia scappando, ma poi si mette timidamente in posa di fronte alla macchina fotografica. È buono, ma fa pensieri cattivi. Sembra un rettile, anzi un anfibio; attenzione, assomiglia a una scimmia.
Da lontano fa paura, da vicino è rassicurante: è un pupazzo, un amico verde. È solo una maschera, di quelle per bambini. Un buon travestimento per difendersi.
“Benevolent” naviga tra 10 tracce in cui ondeggia tra i pieni e i vuoti della vita umana. Affronta le ansie, si tuffa tra amore e paure, fronteggia le rosicate. Trova la sua dimensione in una terra di mezzo tra età adulta e infanzia, sogni e incubi. Ci mostra un teatrino fatto di mostri buoni, maschere, deserto e paludi.
È rock e post-rock, si muove nell’underground e conquista leggerezza nel pop. Ha una forma chitarrosa ma non riffosa. Canzoni che suonano – semplicemente – alla Generic. Ci puoi ritrovare i Blur e Say Anything, sentire gli echi dei Vampire Weekend o Samuele Bersani, ci puoi fischiettare Paul Simon. Ci riconosci – soprattutto – Luca Galizia.
Generic Animal Benevolent significato canzoni
Benevolent si presenta con Piccolo: una voce, un synth, due chitarre, un basso, una batteria. Ispirato a Paul Simon, è stato scritto pensando ai peggiori giorni di terapia. Un brano pop rock come quelli di una volta, con una piccola crisi d’identità. Prima traccia del disco non a caso, apre e ben delinea la strada dei successivi pezzi.
Si fischietta ancora in Incubo, tra contratti che non ti fanno dormire e sogni che ti fanno firmare i contratti. La paura di volare (o forse di scappare) è il tema di Lifevest, di bugie si parla in Clermont, con Jacopo Lietti.
In Aspetta si cambia sound e si vira verso il catastrofismo (musicale), con le voci di Alvin Mojetta e Manuele Popi Povolo.
Bastone ritrova un ritmo più solare. Racconta la vita in città, la difficoltà di gestire un hype crescente e l’ansia da prestazione. Ci vorrebbe un bastone, ogni tanto. La forza di tirare fuori quello che si pensa, un sano mordente. L’aspirazione massima di chi è abituato a tenersi tutto dentro.
Riverchild è l’essenza del disco: ecco il mostro buono che abita ogni canzone. È il bimbo del fiume, è un pezzo strumentale.
È costruito su un giro di basso pizzicato e ossessivo; ricorda una marcia imperiale, suonata da bambini arrabbiati, o magari dal mostro della laguna.
Con So arriva l’invidia e la malsana competizione. Paura di sono e saranno le ultime parole famose di GA. In Recinto c’è ClausCalmo. La sua voce calma quella di Luca, quella di Luca spinge la sua.

Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia” e nel 2205 “Ride bene chi ride ultimo”
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