Gianni Cavina, stimato attore spesso al fianco di Pupi Avati, è morto questa notte a Bologna. La notizia è stata diffusa proprio dal regista, con il quale aveva lavorato anche recentemente nel film Dante, ancora inedito, in cui interpreta il notaio Pietro Giardino, nonostante la malattia già in stato avanzato.
L’attore era nato a Bologna il 9 dicembre 1940. La sua formazione alla scuola teatrale di Franco Parenti, mentre i primi progetti sono fortemente legati alla città felsinea e alla sua vita allegra, tumultuosa e ricca di riferimenti culturali.
Negli anni ‘60 divide il palcoscenico anche con Lucio Dalla, con il quale si esibisce in alcuni spettacoli di cabaret.
Nel 1968 fa il suo esordio al cinema con il film Flashback del giornalista-regista Raffaele Andreassi, con cui partecipa al Festival di Cannes. La pellicola, molto apprezzata dalla critica, vince il Globo d’oro per la migliore opera prima.
Gianni Cavina, morto l’attore che nel 1987 incise un album di canzoni
Con Pupi Avati, regista che lo ha valorizzato in ogni film fino all’ultimo pochi mesi fa, condivideva la passione per la musica jazz.
Gianni Cavina era molto noto al pubblico televisivo per la serie L’Ispettore Sarti, in onda su Rai 2 all’inizio degli anni ‘90 e di cui interpretò la sigla, Un poliziotto, una città, mostrando anche tutto il suo talento come cantante.
Nel 1987 incise per un’etichetta indipendente l’album Faccia affittasi, disco raffinato caratterizzato dalla sua inconfondibile pasta vocale, che conteneva anche un brano piuttosto intenso intitolato Rimini E’ Come Nashville.
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
