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Giornata Mondiale del Gorilla, un’occasione per riscoprire una canzone iconica

Gorilla

La Giornata Mondiale del Gorilla si celebra ogni anno il 24 settembre ed è dedicata alla salvaguardia di questi primati straordinari, oggi a rischio di estinzione. L’iniziativa vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di proteggere i loro habitat naturali, minacciati da deforestazione e bracconaggio. I gorilla svolgono un ruolo fondamentale per l’ecosistema, contribuendo alla rigenerazione delle foreste tropicali. La giornata è anche un’occasione per sostenere progetti di conservazione e ricerca in Africa centrale. Difendere i gorilla significa difendere la biodiversità del pianeta.

La Giornata Mondiale del Gorilla è, quindi, l’occasione di riscoprire una canzone iconica di Georges Brassens, nota anche in Italia grazie a Fabrizio De Andrè e Nanni Svampa.

“Le Gorille” è una canzone scritta e interpretata da Georges Brassens nel 1952 e pubblicata nell’album La Mauvaise Réputation. All’epoca fece scandalo per i suoi testi audaci e per il messaggio politico che veicolava. Il brano racconta di un gruppo di donne che osservano incuriosite un gorilla nello zoo, finché l’animale non riesce a fuggire. Tutte scappano tranne una donna centenaria, ma l’attenzione del gorilla finisce su un giudice in toga nera, scambiato per una donna. L’animale violenta il magistrato, lo stesso che poche ore prima aveva condannato a morte un uomo ghigliottinato. Il paradosso narrato da Brassens diventa quindi una feroce satira contro la pena di morte, ancora in vigore in Francia in quegli anni.

La canzone venne considerata oscena, e per questo motivo fu censurata e bandita dalle radio francesi, nonostante la forza del suo contenuto politico e sociale. Col tempo, “Le Gorille” è diventata un simbolo della poetica di Brassens: ironica, corrosiva e capace di denunciare ipocrisie e ingiustizie con leggerezza solo apparente.

In Italia il brano conobbe nuova vita grazie a due importanti traduzioni. Fabrizio De André la inserì nel suo repertorio, mantenendo intatta la carica satirica e l’impegno contro la pena di morte. Nanni Svampa, invece, ne propose una versione in dialetto milanese, sottolineando ancora una volta la capacità della canzone di adattarsi a linguaggi e contesti diversi. Due interpretazioni che hanno permesso a “Le Gorille” di diventare, anche nel nostro Paese, un brano cult della canzone d’autore europea.

Foto su licenza Depositphotos

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