E’ morto a 96 anni, nella sua casa dell’Upper West Side di Manhattan, il cantante Harry Belafonte, icona internazionale che ha legato il suo nome alla musica caraibica, ma anche e soprattutto ai diritti civili.
L’artista ha contribuito alla diffusione globale della musica caraibica, tanto da essere soprannominato Re del Calypso.
Belafonte aveva dichiarato di aver trascorso la sua vita “in un costante stato di ribellione. […] Ero un attivista che era diventato un artista!”
La causa del decesso, come dichiarato dal suo portavoce Ken Sunshine, è un’insufficienza cardiaca congestizia.
Harry Belafonte, morto il cantante e musicista icona dei diritti civili
Nato il primo marzo 1927 ad Harlem da genitori giamaicani, Belafonte (il cui vero nome era Harold George Bellafanti Jr) portò alla ribalta la musica caribica con canzoni come Day-O (The Banana Boat Song) e Jamaica Farewell. Il suo album Calypso, che le conteneva entrambe, fu il primo di un artista a vendere più di un milione di copie.
In quel periodo fu un rivale di Elvis Presley nella classifica della musica pop.
Nel 1987 divenne ambasciatore dell’Unicef. È stato il primo afroamericano a ricevere il Kennedy Center Honors nel 1989, è stato insignito della National Medal of Arts nel 1994 dalla Casa Bianca e il Grammy Lifetime Achievement Award, premio alla carriera, nel 2000.
Recentemente dichiarò di non aver apprezzato l’operato del primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti.
“Per tutta la sua morbidezza e il suo intelletto, Barack Obama sembra mancare di una fondamentale empatia con i diseredati, siano essi bianchi o neri.”
Iconico l’omaggio spontaneo del 1985 del gruppo USA for Africa. I cantanti coinvolti nella registrazione di We Are The World quando furono convocati per le riprese del video, interpretarono a sorpresa e senza preavviso Day-O (The Banana Boat Song), il canto popolare giamaicano reso celebre proprio da Belafonte.
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
