Intervista a Dea Culpa e Ciao Sono Vale, le due cantautrici di origine bergamasca che hanno unito le forze per il singolo Il Male è femmina.
L’incontro tra Dea Culpa e Ciao Sono Vale è la testimonianza di come il destino sappia intrecciare percorsi artistici e umani in modo del tutto imprevedibile. Nate a pochi chilometri di distanza nella provincia bergamasca, le due cantautrici si sono incrociate solo sul palco di Sanremo Giovani 2024, dando il via a un legame che ha travalicato i confini della musica per trasformarsi in una profonda storia d’amore.
Da questa sinergia naturale nasce “IL MALE È FEMMINA“, un brano che fonde la potenza vocale e la raffinatezza pop di Dea Culpa con l’attitudine urban e l’urgenza espressiva di Ciao Sono Vale. Nonostante le carriere soliste ben avviate, le due artiste hanno scelto di unire le forze per esplorare le ombre della manipolazione affettiva, trasformando il dolore di esperienze passate in un manifesto di condivisione e sorellanza. Il singolo non è solo un esperimento sonoro tra mondi apparentemente distanti, ma un’esplosione di verità che celebra l’unione come forma di rinascita, dimostrando che quando due anime affini si armonizzano, il risultato è un colore unico e necessario.
Intervista a Dea Culpa e Ciao Sono Vale
È un piacere ritrovarvi. L’ultima volta era Sanremo Giovani, un anno e mezzo fa. Da allora siete diventate una coppia nella vita e ora anche nell’arte. Come è nata l’idea di unire le forze per un progetto comune?
Dea Culpa: Tutto quello che è successo dopo Sanremo è stato inaspettato. Prima di tutto io e Valeria siamo diventate una coppia; da lì abbiamo iniziato a scrivere insieme, quasi per darci consigli. Un giorno stavamo provando a scrivere su un type beat ed è successa una cosa magica: abbiamo intonato la stessa melodia, armonizzandola senza averlo concordato, in modo totalmente spontaneo. Abbiamo ancora l’audio di quel momento! Ci siamo guardate dicendo: “Ma come è possibile?”. Da quel primo pezzo abbiamo capito che c’era un’empatia artistica rara.
Ciao Sono Vale: Esatto. Non è scontato che, solo perché sei fidanzata con qualcuno che fa il tuo stesso lavoro, tu debba farci musica insieme. Anzi, noi siamo due personalità forti, abituate a percorsi solisti e non troppo inclini alle collaborazioni esterne. Però la sinergia era troppo forte per essere ignorata. Persino le persone che lavorano con noi sono rimaste sbalordite da come le nostre voci si incastrino bene. È stata una fortuna doppia.
I vostri percorsi sono molto diversi: Dea ha una vocalità potente e definita, Vale ha un background urban e da busker. Eppure in questo brano le vostre identità si fondono. Come gestite l’equilibrio e la fiducia reciproca?
Ciao Sono Vale: Succede che in certi momenti le nostre voci si uniscono fino a formarne una unica. È assurdo perché, pur venendo da mondi diversi, abbiamo dei punti di forza comuni che si sposano perfettamente. È come essere il bianco e il nero che, unendosi, non creano un grigio spento, ma danno vita a un colore nuovo e completo. Quello che manca a me ce l’ha lei, e viceversa. È un quadro che si completa.
Dea Culpa: Nel ritornello avviene la vera magia. Ognuna mantiene il proprio ruolo nelle strofe – a volte ridiamo perché proviamo a scambiarcele ma capiamo subito che non funzionerebbe – ma quando arriva il ritornello c’è un’esplosione inaspettata. A noi emoziona molto e speriamo che questa “fusione di mondi” arrivi con la stessa intensità anche a chi ascolta.
Parliamo del titolo, “Il Male è Femmina”. È provocatorio e intenso. Qual è il messaggio che volete trasmettere attraverso questo racconto di tossicità e manipolazione?
Dea Culpa: Il titolo è volutamente forte e ha molteplici sfumature. Il significato primario nasce dalle nostre esperienze passate con relazioni tossiche, dove la manipolazione era il centro di tutto. Quel momento in cui ti svegli e dici: “Cavolo, ho vissuto tutto questo e non me ne sono accorta”. È un racconto basato sulla verità di quello che abbiamo passato.
CiaoSonoVale: Ma c’è anche un altro livello, legato al mondo del lavoro e della musica. Spesso tra donne c’è invidia, una competizione superficiale basata sull’aspetto o sulla bellezza. È un peccato, perché in Italia ci sono artiste fortissime. Se facessimo davvero squadra, cambieremmo le regole del gioco e ci sarebbero molte più donne ai vertici delle classifiche. Con questo brano vogliamo dire: “Svegliamoci, perché se siamo coese facciamo il panico”. La musica deve essere condivisione, non invidia.
È stato difficile scavare in queste dinamiche negative proprio ora che state vivendo una storia d’amore felice?
Dea Culpa: In realtà no. Il brano è nato un anno fa, quando entrambe uscivamo da storie finite male. Io ho scritto di getto, svuotando tutto quello che avevo dentro.
Ciao Sono Vale: Io sono entrata in quella dinamica di scrittura con naturalezza, è stato un modo per sfogarmi e liberarmi anch’io. Entrambe abbiamo una “penna drammatica”: non ci viene naturale scrivere di quando le cose vanno bene. Usiamo la musica come uno psicologo, è un flusso di coscienza necessario. Cantare insieme queste ombre ci ha aiutate a unirci ancora di più.
Vale, tu hai un’esperienza che va dal busking a Musicultura fino ai palchi urban. Come si sposa la tua attitudine “da strada” con la raffinatezza di Dea?
Ciao Sono Vale: Tutto quello che ho fatto è nato da un’esigenza personale. Ho iniziato nelle piazze come busker perché avevo un bisogno viscerale di comunicare, di non morire soffocata da quello che avevo dentro. Ho sperimentato tanti generi, cercando di restare sempre fedele alla mia unicità. Incontrare Alessia, che ha un’attitudine così decisa e lineare, ha smosso corde nuove in me. Portare il mio mondo vicino al suo è stata una reazione chimica fortissima.
Dea, tu hai aperto il concerto di Vasco a Napoli e hai vissuto Sanremo. Quanto ti hanno dato queste esperienze quella consapevolezza “rock” che mostri oggi?
Dea Culpa: L’ansia pre-live per me è ancora altissima, ma è un misto di trance e adrenalina che amo. Mi fa sentire in un altro mondo. La cosa che mi fa impazzire davvero è suonare con la band: l’energia che si crea sul palco è inspiegabile a parole. Quando ho suonato prima di Vasco o a Musicultura, è uscito il mio lato più esplosivo. Vale dice sempre che nelle interviste sono pacata, ma sul palco divento un animale perché la gioia della musica mi fa esplodere.
Un’ultima curiosità: entrambe siete originarie della provincia di Bergamo. Quanto ha influito questa radice comune nel vostro incontro?
Ciao Sono Vale: Io a 18 anni sono scappata, ho girato ovunque e collaborato con chiunque, tranne che con persone di Bergamo! Poi ci siamo incontrate noi e abbiamo scoperto di essere nate a 50 minuti di distanza. Forse ogni cosa ha il suo tempo e doveva succedere proprio ora.
Dea Culpa: È bello perché siamo “settate” sulla stessa direzione. Abbiamo lo stesso linguaggio, lo stesso modo di fare battute e concetti simili. Abbiamo radici e famiglie simili alle spalle. È stato inaspettatamente naturale trovarsi così vicine, in tutti i sensi.
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
