Eliza G torna protagonista sulla scena internazionale firmando, insieme a un team di autori e produttori, il brano “Beyond the Stars”, scelto come rappresentante di San Marino allo Junior Eurovision Song Contest 2025.
Un progetto nato dalla collaborazione con una squadra affiatata composta da Valerio Carboni, Karin Amadori, Nicola Marotta e Saintpaul Dj, e cucito su misura per la giovane artista Martina CRV.
Con una lunga esperienza in festival e competizioni internazionali, Eliza G porta nel progetto la sua visione musicale cosmopolita e il suo approccio creativo aperto alla sperimentazione. In questa intervista ci racconta la nascita del brano, il significato profondo del testo, l’adattamento allo stile pop-country di Martina e l’importanza di portare nuovamente una forte identità melodica italiana sul palco europeo. Tra ricordi personali, riflessioni sul mercato discografico e aspettative per Tblisi, Eliza apre le porte del suo mondo artistico e del lavoro dietro a “Beyond the Stars”.
Intervista a Eliza G, tra gli autori del brano con cui San Marino partecipa allo Junior Eurovision 2025
Come stai vivendo il fatto di essere una delle autrici del brano che rappresenterà San Marino allo Junior Eurovision 2025?
È una soddisfazione enorme, sia personale sia professionale. Sapere che un brano che hai scritto viene scelto per rappresentare un Paese in una competizione internazionale è un onore, ma lo è ancora di più vedere quanto bene funzioni con Martina. Lei è talentuosissima: canta e suona in modo incredibile. La cosa più bella è che ci ha detto subito che sente la canzone “sua”, e per chi scrive questo è il traguardo principale. Quando un artista si riconosce nel brano, significa che hai fatto un buon lavoro.
Il team creativo è composto da persone che conosci e che stimavi già da tempo. Com’è stato lavorare con loro?
Bellissimo. Con Valerio Carboni collaboro da anni: insieme abbiamo fatto festival internazionali, tra cui il Cerbul de Aur in Romania che ho vinto con un brano scritto con lui. Karin la conoscevo meno, ma ci siamo trovate subito perché siamo della stessa zona del Triveneto. E grazie a loro ho conosciuto Nicola Marotta. Si è creata una piccola famiglia, un ambiente rilassato che permette a tutti di lavorare in modo libero e creativo.
Come è nato “Beyond the Stars” e quando avete capito che era perfetto per Martina?
La struttura musicale originale era già abbastanza definita, ma il testo era completamente diverso. Abbiamo costruito il nuovo testo pensando a Martina e soprattutto alla sua età, quei dodici anni che segnano uno spartiacque particolare: non sei più bambino, ma non sei ancora grande. Abbiamo usato la metafora dell’altalena: quel momento sospeso tra infanzia e adolescenza. A me ricordava l’altalena che mio padre mi aveva costruito in giardino, dove passavo ore ascoltando musica con il Walkman. L’immagine del “saltare” dall’altalena rappresenta la scelta tra tenere la testa tra le nuvole o scendere coi piedi per terra. La canzone dice che puoi fare entrambe le cose, mantenendo per sempre una parte di sogno dentro di te.
Avete adattato il brano allo stile pop-country di Martina. Come avete trovato l’equilibrio?
Martina ha un gusto musicale molto chiaro: ama il pop-country internazionale, da Miley Cyrus a Taylor Swift, ma ascolta anche i grandi del rock. È una bravissima chitarrista e viene da una famiglia che l’ha sempre sostenuta. Abbiamo voluto rispettare completamente la sua identità, aggiungendo sfumature country senza snaturare il brano. Le sonorità pop internazionali sono rimaste, ma abbiamo inserito elementi come le chitarre che rispecchiano il suo mondo. E soprattutto abbiamo lasciato spazio a lei, ai suoi input, alle sue interpretazioni.
Quanto la tua esperienza internazionale ha influenzato la scrittura del brano?
Moltissimo. Ho sempre lavorato molto all’estero e ho sempre scritto in inglese. Il mercato internazionale ti permette di sperimentare, di spaziare tra generi diversi senza vincoli. In Italia purtroppo siamo diventati molto chiusi: ci siamo fossilizzati su pochi generi e stiamo perdendo il valore della melodia, che invece è il nostro punto di forza nel mondo. Collaboro anche con Savage/Robix, Alexia, Corona: tutta quella scuola eurodance che ha fatto la storia. Mi ha permesso di capire quanto all’estero il panorama sia più dinamico. Questa visione internazionale è entrata naturalmente nel brano.
Hai partecipato a molti festival esteri. In che modo queste esperienze influenzano il tuo lavoro?
Mi hanno formato profondamente. Dal Cerbul de Aur, che ho vinto rappresentando l’Italia, alle selezioni Eurovision della Romania, fino ai festival in Albania e ai tour in Brasile… Ogni tappa mi ha insegnato a confrontarmi con culture musicali diverse. Spero che lo stesso accada a Martina: il Junior Eurovision potrebbe essere solo l’inizio di un percorso internazionale che la farà crescere e capire davvero chi è come artista.
In Italia hai vinto anche il Premio Lunezia: quanto ha significato per te?
È stato importante, perché è un premio prestigioso e l’ho vinto con un brano, “A un passo dal deserto”, che sentivo molto mio. È un pezzo dalla struttura classica della musica leggera italiana, e questo conferma quanto la nostra tradizione melodica sia ancora preziosa. Ed è ciò che temo che stiamo perdendo: le melodie forti, la scrittura ricercata. Serve più coraggio nel tornare alle nostre radici musicali senza ignorare la modernità.
Qual è il tuo augurio per Martina in vista dello Junior Eurovision?
Il mio augurio è che, prima di tutto, sia felice della sua esibizione. Certo, nelle competizioni internazionali conta anche il risultato, inutile negarlo. Ma ciò che rimane davvero è la consapevolezza: capire chi sei, cosa puoi fare, quanto puoi crescere. Martina ha un potenziale enorme. Saremo lì con lei – io e Saintpaul Dj – per sostenerla, darle tranquillità e trasmetterle positività. Lo merita e sono certa che farà benissimo.

Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia” e nel 2205 “Ride bene chi ride ultimo”
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