FABRIZIO PATERLINI, uno dei pianisti italiani più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, continua a sorprendere con la sua musica emozionante e senza tempo che, quest’anno, è stata ascoltata in 183 paesi da 20 milioni di ascoltatori secondo i dati diffusi da Spotify Wrapped 2024.
Nel 2024 ha totalizzato 259 milioni di stream complessivi sulle piattaforme digitali, di cui 189 milioni su Spotify. Il suo pubblico proviene soprattutto dagli Stati Uniti, Germania, Francia, Messico e Regno Unito.
Con oltre 15 anni di carriera e tour che lo hanno portato a esibirsi in tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Cina (quest’ultima nell’ottobre 2024), Paterlini ha costruito una solida fama confermata dai 4 milioni 200 mila ascoltatori mensili su Spotify, una cifra enorme per un pianista, che lo colloca nell’Olimpo insieme a compositori come Ludovico Einaudi e Ólafur Arnalds.
Tra i suoi brani più celebri, spiccano “Waltz“ e “Rue des Trois Frères”, quest’ultimo apprezzato pubblicamente anche dall’attore Chris Evans. Le sue composizioni crossover, caratterizzate da un’impronta unica e una profondità che tocca l’anima, sono spesso utilizzate in film e serie TV, specialmente negli Stati Uniti.
Il successo testimoniato dai dati diffusi da Spotify, dimostra la crescente popolarità della sua musica, che riesce a unire il fascino della tradizione classica con un linguaggio contemporaneo che non smette di emozionare e superare confini e barriere linguistiche.
Fabrizio Paterlini è un carismatico pianista e compositore italiano, nato a Mantova nel 1973. Nel 2007 ha pubblicato il suo primo album per piano solo “Viaggi in aeromobile”, da allora la sua musica ha iniziato a viaggiare per tutto il mondo passando dalle composizioni per pianoforte a brani che intrecciano il piano con la musica elettronica.
Artista orgogliosamente indipendente, nel 2016 ha fondato la sua etichetta Memory Recordings, con l’intenzione di mettere al servizio degli altri musicisti la sua esperienza.
Il suo ultimo album di inediti è “Riverscape” (2023), che ruota attorno al tema del fiume, sviluppato in collaborazione con la fotografa naturalista olandese Kristel Schneider. Questa estate ha pubblicato attraverso i suoi social brevi componimenti di un minuto che sono stati raggruppati nell’album “Summer Stories”, ora disponibile sulle piattaforme digitali.
Fabrizio Paterlini è al lavoro su nuove composizioni che usciranno nel 2025.
Intervista a Fabrizio Paterlini
Come si sente ad essere uno dei pianisti italiani più ascoltati al mondo, con oltre 259 milioni di stream nel 2024?
La sensazione è strana perché da un lato sono di grato e felice per questo traguardo, dall’altro ci penso davvero poco, in quanto la voglia di far arrivare la mia musica a quanta più gente possibile rimane un pensiero fisso in gran parte delle mie giornate in studio.
Secondo Spotify Wrapped, la sua musica è stata ascoltata in 183 Paesi. Cosa significa per lei sapere che le sue composizioni raggiungono un pubblico così globale?
È davvero bello sapere che un progetto nato in una stanzetta di casa con una tastiera elettronica è arrivato a diffondersi in modo così capillare nel mondo. La soddisfazione è sicuramente tanta, ma, come detto, non riesco a fermarmi a pensare ai risultati ottenuti più di tanto – la mia mente è già al “progetto successivo”.
Quali sono le sfide e le soddisfazioni più grandi nell’essere un artista indipendente e fondatore di una propria etichetta discografica?
Essere un artista indipendente è una scelta precisa nella mia carriera: poter gestire (nel bene e nel male) quello che creo, senza intermediari, è una caratteristica che ho cercato fino dagli inizi della mia carriera. La soddisfazione più grande è quella di sapere che le scelte che ho fatto in questi anni mi hanno portato a questi risultati e che, nel bene o nel male, sono state scelte fatte sempre in prima persona.
Nel corso della sua carriera, ha avuto molti riconoscimenti internazionali. C’è un momento o un episodio che considera particolarmente significativo?
Per fortuna ho avuto più episodi che mi hanno particolarmente entusiasmato – l’endorsement di Chris Evans, che ha suonato un mio brano al pianoforte e lo ha condiviso su Instagram, è stato un momento esaltante, così come lo è stato suonare su un palco molto prestigioso a Mosca qualche anno fa con un’orchestra filarmonica di 14 elementi.
Quest’anno ha suonato in Cina per sei concerti. Come è stata l’esperienza e come il pubblico cinese ha reagito alla sua musica?
Ho trovato un’accoglienza molto calorosa e numerosa ai concerti in Cina: come di consueto, ho incontrato di persona il pubblico dopo i concerti e sono rimasto favorevolmente colpito dall’entusiasmo che mi ha dimostrato.
Ci sono differenze significative tra i diversi Paesi in cui si è esibito? Come cambia il modo in cui il pubblico percepisce la sua musica?
Direi che non ci sono differenze significative: la mia musica (e questo tipo di musica in genere) viene percepita ed apprezzata per il forte potere evocativo. Ecco che allora è abbastanza usuale vedere fra la platea persone con ascoltano con gli occhi chiusi, che immaginano chissà quali paesaggi o viaggi mentali. E questo è successo in ogni posto in cui abbia mai suonato.
Qual è il momento più emozionante che ha vissuto durante un’esibizione dal vivo?
Il momento più emozionante è sempre la standing ovation non è mai una cosa dovuta o scontata. Quando in pubblico si alza in piedi alla fine del concerto, è segnale inequivocabile che ha realmente gradito la performance.
La sua musica è spesso descritta come emozionante e senza tempo. Come nasce una sua composizione? Qual è il suo processo creativo?
Il processo creativo nasce il più delle volte al pianoforte. Mi siedo e inizio a suonare qualche accordo, qualche melodia. In questa fase di ricerca, spesso non accade nulla, ma ci sono delle volte in cui qualcosa succede e quella frase, quell’accordo diventano poi una improvvisazione di senso compiuto. A quel punto registro immediatamente per non perdere l’idea.
Come ha sviluppato il suo stile unico, che mescola elementi classici con influenze contemporanee?
Lo stile è un qualcosa in continua evoluzione. Rispecchia il momento creativo che sto vivendo in quel preciso momento ed è frutto della ricerca continua sul suono e sulla modalità di scrivere musica. Quello che si ascolta nei dischi, è il frutto di esperienza di vita vissute, musiche ascoltate ed influenze di vario tipo. Non esiste una “ricetta” preconfezionata, lo stile è in continua evoluzione.
“Riverscape” esplora il tema del fiume. Come è nata questa collaborazione con Kristel Schneider e cosa rappresenta per lei il fiume?
La collaborazione con Kristel è nata durante gli sciagurati anni del Covid: mi contattò per chiedermi se fossi stato interessato a scrivere una colonna sonora per uno suo lavoro, dedicato al fiume Allier in Francia. Kristel stava preparando un libro di fotografie su quel fiume e l’avrebbe poi presentato in tutta Europa, con le mie musiche di sottofondo. Ho subito accettato: abito a pochi chilometri da fiume Po e il fiume ha sempre rappresentato una fonte di ispirazione importante anche per me.
Quest’estate ha condiviso brani brevi sui social, poi raccolti in “Summer Stories”. Cosa l’ha spinta a esplorare questo formato e quali reazioni ha ricevuto dal pubblico?
“Summer Stories” rappresenta un ulteriore passaggio rispetto a quanto fatto con “Transitions” nel 2020. In quella triologia di album, ho pubblicato brani dalla durata massima di 1 minuto e mezzo, due minuti in quanto volevo trasmettere al pubblico “l’essenza” della mia composizione, la forma più pura dell’ispirazione che avevo ricevuto scrivendo quelle musiche. Con “Summer Stories” ho mantenuto questo format e ho voluto aggiungere la prossimità temporale: i brani, pubblicati a fine Settembre 2024, sono tutti stati composti fra Giugno ed Agosto dello stesso anno, in modo da dare una chiara rappresentazione del momento compositivo che stavo vivendo.
Ha in programma nuove uscite per il 2025. Può anticiparci qualcosa sulle sue prossime composizioni o progetti?
Si ho in programma una nuova uscita per la primavera del 2025 e a partire da gennaio di quest’anno inizierò a scrivere nuovo materiale per un progetto che vedrà la luce presumibilmente a fine anno prossimo.
Ci sono collaborazioni o progetti particolari che sogna di realizzare in futuro?
Rimango sempre molto aperto a possibili collaborazioni, in passato ho fatto album con musicisti elettronici e cantanti quindi non precludo mai niente a priori.
Il crescente uso della sua musica in film e serie TV dimostra l’impatto delle sue composizioni a livello visivo. Le piacerebbe comporre una colonna sonora completa per un film?
Sto lavorando molto sulle sincronizzazioni audio/video e di certo avere l’occasione di scrivere una colonna sonora dedicata ad un film sarebbe per me uno stimolo importante e una sfida che mi piacerebbe affrontare.
Qual è il messaggio principale che vorrebbe trasmettere attraverso la sua musica?
La mia musica non ha messaggi predefiniti: il messaggio lo dà chi la ascolta.
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
