Intervista a Leti Dafne, ospite della serata finale del Premio Tenco 2023, è una cantante lirica e autrice teatrale con una formazione classica che si è sempre dimostrata aperta alle novità e alla sperimentazione.
Dal 2015 ha iniziato a comporre le sue canzoni diventando un’artista unica nel suo genere unendo due mondi distanti: il rap e la lirica. Crede fermamente che attraverso il rap e una buona metrica si possano veicolare messaggi di ogni tipo, inclusi quelli di natura sociale, politica e culturale.
“Sono felice ed incredula. – dichiara Leti Dafne – Durante la pandemia ho passato una delle crisi più grandi della mia vita. Una depressione profonda che non mi permetteva di scrivere. Poi, un paio di settimane fa mi è arrivata una mail che nell’oggetto diceva: “A volte i sogni si avverano”, mi si invitava a partecipare al Premio Tenco, e non potevo crederci. È proprio vero, a volte i sogni si avverano!”
Intervista a Leti Dafne, Premio Tenco 2023
Leti Dafne, benvenuta al Premio Tenco 2023. Una bellissima occasione per poter parlare di musica e contaminazione, perché nel tuo approccio convivono due generi apparentemente diversi e opposti.
Sì, è vero. Il mio genere ha suscitato diverse perplessità, perché metto insieme due generi che veramente sono molto lontani, come il rap e la lirica. E questo, a volte, fa un po’ strano, però se si fa con coscienza, tutto riesce al meglio. Sono due generi miei, li sento miei entrambi e quindi nel momento in cui li abbino mi viene assolutamente naturale.
Quello che colpisce è proprio la naturalezza con cui interpreti i tuoi brani. Trovo la tua sperimentazione davvero funzionale, reale, originale, nitida.
Lo sento anch’io così. Una canzone non esce fino a quando anch’io non la sento così naturale. Io propongo solo quando sono soddisfatta. E’ un concetto in cui credo fermamente.
Quanto è importante nella tua musica la provenienza geografica? Perché sappiamo che Cremona è culla di arte e musica.
E’ vero, ma non possiamo dimenticare che queste città piccole danno grandi natali, ma non sempre riconoscono i propri artisti. Quindi, non parlo nello specifico di me, ma in generale è un po’ difficile che si venga riconosciuti nelle piccole città. A Cremona sono nati Claudio Monteverdi, Amilcare Ponchielli, ma è innegabile che sia una città più contadina, è difficile, insomma, proporre novità. Non manca la sensibilità delle persone non manca, ma non dappertutto.
Parliamo del Premio Tenco. La tua presenza sul palco dell’Ariston può essere considerata una consacrazione?
Sì, per me è una grande emozione. E’ stata una grande sorpresa e ancora, ti dico, sono frastornata. Stasera canto e domani riuscirò a realizzare quanto accaduto. Sul palco proporrò tre brani miei e una cover di Enzo Jannacci.
Nel tuo nuovo singolo ‘Sono Tornata’ti esponi senza filtri, sottolineando davvero quello che non ti va.
Sì, lì ho tolto tutti i filtri che venivano appunto dalla cultura musicale, dell’opera lirica, in cui comunque devi essere un po’ posato. Qui ho tolto tutto. Sono tornata dicendo le cose che non mi piacciono, non ho più niente da perdere. Ecco, era un po’ questo il senso. Il messaggio si rifà un po’ al disagio che molte donne della mia età hanno, perché ricordiamoci che la mia età è compresa tra i 45 e i 50. Questa società fa pesare un po’ l’età delle persone, delle donne soprattutto, che dopo essere state madri per tutta la vita, dopo aver corso per portare figli a catechismo e aver fatto la spesa e quant’altro si sentono inutili. Invece noi abbiamo ancora tanto da dare, tantissimo.
Video intervista Leti Dafne
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
