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Intervista a Orphy, in gara al San Marino Song Contest 2026

Orphy San Marino Song Contest

Intervista a Orphy, il giovane artista dalla Repubblica Ceca in gara per emozionare il pubblico del San Marino Song Contest 2026 con il suo brano emozionale Rise Again.

Intervista a Orphy, in gara al San Marino Song Contest 2026

Siamo qui con Orphy, partecipante al San Marino Song Contest. Come hai deciso di prendervi parte?
Un mio fan mi ha detto che la mia musica ha un suono molto cinematografico ed epico. Mi ha suggerito di provare a partecipare al San Marino Song Contest, magari con la possibilità di arrivare all’Eurovision. È stato il punto di partenza: ho capito che era il mio momento per “rinascere”, proprio come dice il titolo della mia canzone.

Di cosa parla la tua canzone?
La canzone parla di non avere paura di “morire” simbolicamente per rinascere, proprio come succede in natura e rappresentato nel tatuaggio che porto. Dopo qualcosa che finisce può nascere qualcosa di nuovo, come un albero o una foresta. La natura è il luogo dove ho trovato me stesso, ed è per questo che mi ispira molto. Anche la scenografia e l’atmosfera della performance richiamano la natura e un tema un po’ ribelle.

Come ti senti a esibirti su questo bellissimo palco?
È incredibile. Tornare sul palco è una sensazione fantastica. È come se questa volta le mie mani fossero libere e potessi volare, fare qualsiasi cosa. C’è un team straordinario e persone meravigliose: mi mancheranno molto quando tornerò a Praga.

Hai contribuito anche alle idee per scenografia e coreografia?
Sì. Ho chiesto, per esempio, uno sfondo che ricordasse una foresta e lo hanno realizzato. Ho voluto molti elementi naturali perché sono cresciuto vicino alla natura e mi sento molto legato agli alberi, al vento e a tutto ciò che mi fa sentire bene quando sono immerso nella natura.

Come ti sei sentito quando ti hanno detto che eri arrivato in finale?
Sono rimasto davvero scioccato, onestamente. Però è stato anche un momento importante, perché mi ha fatto capire che merito di essere qui e che questa è la mia occasione.

Cosa significa per te l’Eurovision?
Significa davvero tanto. Lo guardo da quando ero molto piccolo. Ricordo quando mia nonna iniziò a gridare in salotto “Sì, sì, sì!”. Io le chiesi cosa fosse successo e lei mi disse che la cantante ucraina Jamala aveva vinto l’Eurovision. Per noi è stato uno shock.

Ci sono altri artisti dell’Eurovision che ti hanno ispirato?
Mi piacciono molte canzoni. Mi piace molto una cantante dei Paesi Bassi, non ricordo il nome e mi piace anche Gjon’s Tears. Ricordo che ero un po’ triste quando non ha vinto.

Conosci qualcosa della musica italiana?
Mi piace la musica italiana, ma non la ascolto molto spesso, forse ascolto più musica in inglese. Però ho scritto una canzone in inglese con una frase in italiano che uscirà quest’anno. San Marino mi ha ispirato a farlo. La canzone parla dei bambini che sono morti, ad esempio in guerra o a causa del cancro. Infatti già vedo il video girato in una chiesa! È una canzone molto potente, con una frase che dice “Sei già nel cielo”. Il titolo sarà più o meno “Child in the Sky”.

Ci sono altri artisti internazionali che hanno influenzato la tua musica?
Sì. Mi ha influenzato molto Lana Del Rey per il suo stile cinematografico. Mi piacciono anche Imogen Heap, la sua musica è straordinaria. Agnes Obel con la sua musica strumentale, Hans Zimmer e Aurora. Penso che con Aurora condivida un po’ questa connessione con la natura.

C’è qualcosa che hai imparato da questa esperienza a San Marino che porterai con te nel futuro della tua carriera?
Sicuramente. Non è solo un’esperienza artistica: qui ho visto persone molto talentuose che sono unite e non si confrontano continuamente tra loro. Nessuno cerca di essere “il primo a tutti i costi”. Sembra più un festival che una competizione, e l’atmosfera è molto calda e positiva. Mi piacerebbe avere sempre intorno persone così.

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