Intervista a Random, al secolo Emanuele Caso, giovane artista noto per la partecipazione a Sanremo 2021 e per il singolo Chiasso, che a oggi conta 150 milioni di stream su Spotify.
Il Festival del 2021 fu segnato profondamente dalla pandemia, l’Ariston deserto fu un colpo d’occhio indelebile che ha segnato per sempre la storia della kermesse. Randomera in gara con il brano Torno a te, un pezzo che non ebbe fortuna ma si esibì dopo anni intensi e certificazioni importanti tra cui doppio platino e disco d’oro.
Hai partecipato a Sanremo 2021, atipico a causa della pandemia COVID, che ricordi hai?
È sicuramente sempre un piacere essere qui e camminare in queste strade; quel Festival fu diverso anche se riuscii a viverlo abbastanza bene nonostante l’ansia di essere a Sanremo. Fu comunque bello e divertente ed ho avuto anche delle persone accanto a me che mi hanno aiutato a vivermelo bene.
C’era anche tutta la difficoltà di dovresti confrontare con stampa, media e pubblico da remoto…
Si esatto, dalla mattina alla sera interviste in camera da solo attraverso il pc, poi ci si esibiva all’Ariston e finito di cantare nuovamente in camera. Bello a prescindere, però fu molto pesante.
Passo indietro dal 2018 al 2020: anni di riconoscimenti e successi, doppio platino per Chiasso, Rossetto e Sono un bravo ragazzo un po’ fuori di testa dischi d’oro. Quali erano i tuoi punti di forza di quelle produzioni?
La spontaneità con cui usciva, non ero molto coscienza del mondo della musica e quindi c’era molta più spontaneitùà. Dopo con il team ci siamo stabilizzati e abbiamo perso un po’ di creatività che comunque stiamo ritrovando recentemente.
L’amore è uno dei temi principali dei tuoi brani che non si associa subito al rap. Come mai hai compiuto questa scelta?
Perché per me la musica parte dal messaggio che hai dentro, voglio manifestare questo ed esternarlo.
Hai sempre dichiarato che la musica deve partire dalle fondamenta come l’umiltà delle tue radici…
Assolutamente si, in questo ultimo periodo ho dovuto ricostruire dalle fondamenta. Mentre prima sono partito dal tetto, è successo cosi. Anche l’utilizzo dei social ha accelerato, non rimpiango niente e rifarei tutto alla stessa maniera del percorso compiuto però arriva un punto in cui ti devi fermare e ripartire dalla base.
Nella tua carriera ti sei confrontato anche con il mondo della TV, cosa ti ha dato?
È stato molto bello, tante esperienze formative e soprattutto un grande orgoglio per la mia famiglia.
Stai approfittando di questi giorni del Festival per esibirti in live, come sta andando?
Questi giorni sto vivendo i momenti più belli della mia esistenza perché siamo qui con tutto il coro e riesco a percepire la musica, poi a me basta avere due penne in mano e “suono con le penne” ma avere un coro, più persone che suonano, ha fatto accadere cose bellissime che spero di far ascoltare presto.
Che “penne suoneranno” allora nel tuo prossimo futuro?
Sono al lavoro con questo coro, un progetto nuovo che amo molto e mi ha riportato al momento della mia vita in cui facevo musica che scorreva ed usciva in modo autentico e spontaneo. Lo sento tutto molto “real”.
Nato nel 1988. Da piccolo ascoltava quintali di musica e sognava di: diventare un ghostbusters, guidare una Delorean, cantare nei blues brothers, entrare in Matrix e fare a pugni con Bud Spencer e Terence Hill.
Più in là ha capito che andava bene laurearsi in teologia, scienze della comunicazione digital media e tentare di diventare uno speaker radiofonico.
Brianzolo di nascita, milanese d’adozione, collabora dal 2024 come speaker a RV radio e dopo Sanremo 2025 con iMusicFun
