A un anno dall’ultimo progetto “Manic Pixie Dreamgirl“, Sillyelly torna sulla scena con il suo EP “Una fase“, un lavoro che raccoglie l’essenza di un periodo intenso e ricco di cambiamenti, sia personali che artistici. Dopo la recente collaborazione con ANNA nel brano Hello Kitty, “Una Fase” segna un nuovo capitolo del percorso artistico di Sillyelly.
Intervista a Sillyelly
Ciao Sillyelly. Parliamo del tuo nuovo progetto, Una Fase, un EP che sembra rappresentare un periodo davvero intenso e significativo per te. Quali esperienze personali hanno influenzato maggiormente la creazione di questo EP?
Ciao, grazie per l’invito! Una Fase è nato da tante esperienze, ma due brani sono particolarmente rappresentativi. In In Bambola, ad esempio, racconto il senso di smarrimento che ho provato nel vedere come alcune persone sono cambiate nei miei confronti dopo la collaborazione con Anna. È stato strano vedere gli altri trattarmi in modo diverso e mi sentivo, appunto, “in bambola”. Password, invece, parla di una relazione tossica che mi ha segnato molto. In generale, questo EP vuole dire che tutto ciò che mi rappresenta davvero non è una fase passeggera, ma è una parte profonda di me.
Sembra che questo progetto sia spensierato, ma anche intimo e personale. Cosa rappresenta l’EP nel tuo percorso artistico?
Una Fase è sicuramente un punto di svolta. È il momento in cui ho deciso di mostrarmi senza filtri, di raccontare Sillyelly nella sua autenticità. Nei progetti precedenti, c’era più “Silly”, l’artista un po’ costruita per il pubblico, mentre qui ci sono io, Elly, in modo più sincero. Volevo creare un progetto che mi rappresentasse davvero, qualcosa in cui potermi riconoscere pienamente.
Cosa ti ha fatto scattare questa voglia di mostrarti in modo più autentico rispetto al passato?
Probabilmente questa volontà è nata dal fatto che non mi sentivo completamente soddisfatta del mio lavoro precedente. Anche se ero felice di quel progetto, sentivo che non parlava abbastanza di me e dei miei sentimenti. Con Una Fase, invece, ho potuto raccontare le mie esperienze personali e tutto ciò che mi caratterizza come persona e come artista. È stato un passo necessario per sentirmi più connessa con la mia musica.
Questo EP esplora anche nuove sonorità. Quali sfumature sonore hai voluto sperimentare rispetto al progetto precedente?
Dal punto di vista tecnico, queste sono scelte che il mio produttore ha gestito, ma in quanto interprete ho cercato di vivere a fondo ogni canzone, portando nelle interpretazioni quello che sentivo. È stato un viaggio sonoro diverso, più complesso e anche più maturo rispetto ai lavori precedenti.
Ogni traccia sembra raccontare un capitolo diverso del tuo percorso. Come hai selezionato i temi e le emozioni da inserire in ciascun brano?
Ho scelto di rappresentare ogni emozione in base a come mi sono sentita in momenti specifici della mia vita. Ad esempio, in Password emergono sentimenti negativi come tristezza e delusione, mentre In Bambola trasmette malinconia e confusione. Con Lucky Girl Syndrome, invece, ho voluto comunicare una sensazione di orgoglio. È stato naturale suddividere queste emozioni in capitoli, creando una sorta di percorso emozionale che rappresenta chi sono.
Parlando di Lucky Girl Syndrome, questo è un brano che sembra avere un messaggio interessante. Cosa rappresenta per te?
In realtà, non c’è un vero messaggio da trasmettere agli altri. La Lucky Girl Syndrome è un po’ come una “sindrome della ragazza fortunata”, perché spesso sento che le cose che voglio veramente alla fine le ottengo.
La tua carriera è cambiata grazie alla collaborazione con ANNA, un’artista che apprezzi molto. Cosa vi accomuna?
Credo che ci accomuni la particolarità dei nostri testi, anche se musicalmente siamo diverse. È stato sorprendente quando mi ha contattata per lavorare insieme, perché la seguivo da quando ha pubblicato Bando. Ricordo ancora quel periodo, andavo pazza per quel brano. Poi per un po’ ho smesso di ascoltarla, ma di recente, nel 2023, ero tornata a seguirla proprio poco prima che mi scrivesse. È stato surreale, non avrei mai pensato che le piacesse la mia musica, soprattutto perché per me lei è un idolo. Ancora oggi mi sembra incredibile aver collaborato con lei.
Cosa pensi che abbia colpito Anna della tua musica?
Penso che sia stata la particolarità del mio stile. Non faccio musica “tradizionale”, per così dire, e cerco sempre di inserire qualcosa di unico e personale nei miei brani. Probabilmente è stato questo ad attirarla.
In effetti, il tuo stile si avvicina molto all’hyperpop, un genere poco comune in Italia. Quali ascolti hanno influenzato questa tua scelta artistica?
Ascoltavo molto Nightcore da piccola, che velocizza le canzoni e dà loro quel suono simile all’hyperpop. E poi ero una grande fan dei Vocaloid come Hatsune Miku, con quelle voci robotiche che mi fanno impazzire! Da lì è nata la mia voglia di usare una voce “picciata” nelle mie canzoni, per creare un suono che fosse un po’ come quello dei “robot”.
Quanto è stato difficile creare una tua identità artistica in un genere ancora così di nicchia?
In realtà, è stato abbastanza naturale. Avevo già chiaro in mente che volevo fare hyperpop e usare una voce modificata, anche se è una cosa poco comune in Italia. Non mi vedo come un “personaggio” costruito, sono semplicemente me stessa, e questa autenticità mi ha permesso di trovare il mio stile senza sforzo.
Se dovessimo rivederci tra un anno, quale obiettivo ti piacerebbe aver raggiunto?
Mi piacerebbe che la mia musica arrivasse fino in Giappone e vorrei fare un tour lì! Amo profondamente la cultura giapponese e trovo che abbiano un approccio all’arte davvero unico. Sarebbe un sogno realizzato.
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
