“DAY NOW” è il singolo di debutto di Sofia Ara, vincitrice della categoria Elettronica di LAZIOSound 2025, il programma delle Politiche Giovanili della Regione Lazio dedicato ai giovani talenti musicali, sotto la direzione artistica di Paolo Vita. Il progetto ha rappresentato una svolta decisiva nel percorso dell’artista, aiutandola a definire la propria identità musicale e a muovere i primi passi concreti come cantautrice e producer.
Sofia Ara racconta LAZIOSound come un’esperienza fondamentale di crescita e consapevolezza, da cui nasce proprio DAY NOW, un brano che diventa manifesto di libertà espressiva, coraggio e distacco dai giudizi e dalle rigidità istituzionali. Il singolo celebra la scelta di mostrarsi senza paura, abbracciando la propria autenticità.
Ispirato ai nudibranchi, creature marine dai colori vivaci che si difendono esibendo la propria unicità, DAY NOW racconta una trasformazione: dal silenzio e dalla repressione del passato a un presente dominato dal desiderio di scoperta e di espressione personale.
Scritto e prodotto interamente da Sofia Ara, con testi in inglese diretti e poetici, il brano segna un esordio maturo e personale, capace di dialogare con l’immaginario di artiste visionarie come Björk, FKA twigs, Grimes e Caroline Polachek. Musicalmente, DAY NOW si muove su un groove seducente di 80 BPM, fondendo EDM organica, weird pop, glitch, indie folk e incursioni noise, punk e shoegaze, dando vita a un paesaggio sonoro originale e riconoscibile.
Intervista a Sofia Ara, vincitrice della categoria elettronica a LAZIOSound 2025
1. Hai definito LAZIOSound “un’esperienza cruciale” per la tua crescita: in che modo questo percorso ti ha aiutata a sentirti finalmente “esistente” come artista?
Prima del contest la mia musica era solo nella mia camera, il contest mi ha dato una prova che vi fosse la possibilità di farla uscire dalla cameretta.
2. Vincere la categoria Elettronica di LAZIOSound 2025 cosa ha rappresentato per te, a livello umano e professionale?
Ha rappresentato molto amore dal punto di vista sia umano che professionale.
3. DAY NOW nasce direttamente dall’esperienza di LAZIOSound: come e quando ha preso forma il brano?
Ho scritto e preprodotto questo brano una sera estiva, in un momento catartico, prima di fare il mio primo live in solo.
4. Hai definito la canzone “un inno alla libertà di esprimersi”: da cosa sentivi il bisogno di liberarti?
A partire dall’infanzia, fino al liceo, ho sempre sentito addosso il peso del giudizio, del bullismo. Sono cose che si portano addosso per sempre e bisogna trovare il modo di sublimarle e possibilmente trasformarle. Prima subivo, ora reagisco e cerco di trasformare.
5. Nel brano parli di distacco dal giudizio e dall'”istituzionalità non funzionale”: cosa intendi esattamente? per “istituzione non funzionale”?
Intendo tutto ciò che ha delle regole date, dei dogmi, che non tengono minimamente conto della variabilità della realtà e degli esseri umani. Succede che quando fai qualcosa che esce da quelle regole, o nasci in un certo modo, vieni deriso, giudicato, poiché nella testa della gente c’è solo una possibilità, ed è quella data da quelle regole istituzionali, dalle convenzioni create magari per questioni di mercato, di religione o tradizione. Si pensa spesso che questi meccanismi stiano svanendo, quando invece continuano ad essere intrinsechi in ogni gesto individuale o collettivo. Le istituzioni non funzionali non sono scientifiche, non riguardano la realtà e il bene collettivo, generano emarginazione e odio.
6. Quanto è stato difficile, o liberatorio, metterti così a nudo nel tuo singolo di debutto?
E’ stato difficile perché è andato di pari passo con una trasformazione interiore, per anni sono stata molto chiusa in me stessa, poi, finito il conservatorio ho iniziato a scrivere e forse è stato proprio in quel momento che ho iniziato ad aprirmi al mondo esterno.
7. I nudibranchi sono una metafora centrale di DAY NOW: cosa ti affascina di questi organismi e perché li senti così vicini al tuo percorso?
I nudibranchi sono degli esseri vistosi, coloratissimi, piccoli e teneri. Sono un po’ degli artisti del mare. Li lego molto al concetto di mostrarsi per come si è, anche in maniera vistosa e colorata.
8. Il concetto di protezione attraverso la bellezza e il colore è molto potente: pensi che oggi l’arte possa essere una forma di autodifesa?
L’arte è un modo per comunicare. Imparare a comunicare è uno dei modi migliori per conoscerci e conoscere il mondo esterno. Un’autodifesa senza conoscenza e consapevolezza non funziona, sarebbe solo chiusura ed evitamento. Dal momento che l’arte è un modo per comunicare, conoscersi e conoscere, diventa quindi una forma di autodifesa consapevole potentissima.
9. Il rapporto con la natura è centrale nella tua poetica: come entra nel tuo processo creativo?
La considero una cosa inevitabile, poiché noi siamo natura. Per me la “natura” non è solamente amore per la biologia e la botanica o andare nei prati a correre, ma è anche e soprattutto natura umana. Nei miei brani infatti tratto molti temi della natura interiore umana, che entrano metaforicamente in relazione anche con altre specie viventi.
10. DAY NOW ha un’estetica sonora molto riconoscibile: come hai lavorato sulla produzione e sul sound design?
Parto quasi sempre dai flauti e dalla melodia, dopodiché aggiungo il lavoro sulla parte elettronica, facendo attenzione all’equilibrio del brano e a non perderne la caratterizzazione sonora mediante il riutilizzo degli elementi originari.
11. I flauti processati e glitchati sono un elemento chiave: perché hai scelto proprio gli strumenti a fiato come firma sonora?
In realtà è stato naturale, dato che io prima di tutto sono flautista e sassofonista. dunque è la mia base e amo tantissimo quelle sonorità.
12. Come riesci a tenere insieme EDM, glitch, weird pop, noise e influenze post-rock senza perdere coerenza?
Non ho mai saputo come tenerle insieme, ho iniziato a creare facendo le cose che mi piacciono e poi ho dovuto trovare delle etichette che ora risuonano con queste parole. ma è un lavoro che è avvenuto dopo aver creato.
13. L’80 BPM dona al brano un groove ipnotico e sensuale: quanto è importante per te il corpo nella musica elettronica?
Tantissimo! spesso neghiamo il nostro corpo, non riusciamo a sentirci bene con esso, anche io l’ho fatto per anni. Il corpo viene sempre visto e usato per diversi scopi, ma c’è sempre bisogno del corpo come espressività pura, senza finalità utilitaristica.
14. Sei spesso accostata ad artiste come Björk, FKA twigs, Grimes e Caroline Polachek: cosa ti unisce a loro e cosa senti invece di voler differenziare?
Sono tutte artiste molto colorate e uniche, le amo tantissimo. Io non penso ad “essere come” o “differenziarmi”. Soprattutto quando si parla di artiste così uniche non ha senso fare troppe similitudini. Io semplicemente faccio la mia ricerca, cerco una strada che stia bene con il mio cuore, la mia testa, la mia pancia ecc.
15. Scrivi, componi, produci ed esegui le tue canzoni: quanto è importante per te il controllo totale del progetto artistico?
Faccio molto in autonomia ma amo lavorare con gli altri. Sono molto intrepida e veloce a fare le cose e spesso succede che chiudo una roba da sola prima ancora di rendermi conto che potevo farla con qualcuno.
16. Cantare in inglese è una scelta estetica, emotiva o politica?
Non ho mai deciso in che lingua cantare, però il 99% della musica che ascolto è in inglese, forse è per quello che mi è venuto spontaneo cantare in inglese. A posteriori posso dire che scrivere in inglese da non madrelingua è interessante perché ti permette di usare parole semplici per concetti complessi. Per ora tutti i miei brani sono in inglese, ma li sto traducendo anche in italiano.
17. Il tuo percorso accademico tra geologia e biologia è affascinante: in che modo la scienza influenza il tuo modo di fare musica?
Il mio percorso accademico è stato importante perché mi ha aiutato a capire il mondo da un punto di vista razionale e scientifico e mi ha aiutato ad avere un rapporto con il mio più grande incubo dell’infanzia: il ragionamento logico-matematico. A parte questo, è stato di grande ispirazione artistica, poiché pieno di colori, processi, dinamiche che danno tantissima ispirazione per creare.
18. Pensi che oggi arte e scienza abbiano più punti di contatto di quanto immaginiamo?
Arte e scienza sono sempre state legate tra loro in tantissimi modi, slegarle è impossibile, sono una dentro l’altra. l’arte si realizza grazie alla scienza e la scienza si muove grazie alle idee, alle stesse ispirazioni che danno origine ad un’espressione artistica.
19. Dopo DAY NOW, che direzione immagini per il tuo prossimo progetto?
Ho in cantiere 4 album che non vedo l’ora di pubblicare e sto cercando di organizzare delle date live in giro. Vorrei andarmene in giro per il mondo con questo progetto.
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
