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Intervista a Tamara Živković, in gara all’Eurovision 2026 per il Montenegro

Tamara

Intervista a Tamara Živković, in gara all’Eurovision 2026 per il Montenegro. Sul palco di Vienna porteranno il brano Nova Zora.

Con una voce intensa e un’identità artistica ben definita, Tamara Živković è oggi una delle artiste emergenti più interessanti della scena musicale montenegrina. Cresciuta in un ambiente profondamente legato alla musica e formata classicamente come flautista, ha iniziato a esibirsi fin da giovanissima, trasformando presto la sua passione in un percorso professionale fatto di autenticità, presenza scenica e forte espressività vocale.

Nel corso degli anni ha conquistato il pubblico attraverso importanti competizioni musicali regionali e numerose performance nei festival, distinguendosi anche per i messaggi che porta avanti attraverso la sua musica: empowerment femminile, uguaglianza e amore. Parallelamente alla sua carriera artistica, Tamara continua a perfezionare il proprio percorso studiando arti performative presso la Facoltà di Musica di Belgrado.

Intervista a Tamara Živković, in gara all’Eurovision 2026 per il Montenegro

Siamo qui con Tamara, rappresentante del Montenegro. Ciao Tamara, piacere di conoscerti. Prima di tutto, parliamo di Nova Zora. Di cosa parla il brano?

Nova Zora parla di tutte quelle donne che hanno tenuto dentro di sé il proprio potere e talento, fino a sentirsi stanche di nasconderli. È una canzone sulla liberazione, sul rompere le proprie catene ed essere finalmente sé stesse, esprimendo il proprio talento e facendo sentire la propria voce. Abbiamo ancora bisogno di uguaglianza, perché non è ancora presente quanto dovrebbe essere. Questo è il messaggio del brano.

Come porterai sul palco questo messaggio così forte?

Abbiamo creato un bellissimo concept, già presente anche nella selezione montenegrina. C’è una coreografia molto potente che racconta la storia della canzone e spero che il pubblico riesca a cogliere il messaggio che vogliamo trasmettere.

Sappiamo che recentemente hai incontrato Sal Da Vinci. Com’è andata?

Sì, ci siamo incontrati all’Eurovision pre-party di Amsterdam. È stato davvero bello conoscere lui e la sua delegazione. Sono persone molto gentili, accoglienti e divertenti. Inoltre mi ha regalato l’anello “Per Sempre Sì” ed è stato un momento davvero speciale.

Cosa conosci della musica italiana?

Amo la musica italiana. Ascolto diversi artisti italiani, come Laura Pausini… e tanti altri, anche se ora non riesco a ricordarli tutti! Nel mio Paese, e soprattutto nella mia città, l’italiano è la seconda lingua straniera insegnata a scuola, quindi ho studiato italiano, anche se lo parlo poco. Inoltre, abbiamo una cultura molto simile, sia nel cibo che nel modo di comportarci. Amo davvero l’Italia.

Ti piacerebbe esibirti con un artista italiano?

Sarebbe un sogno che si realizza, davvero.

C’è anche un altro collegamento speciale: il cantante montenegrino Knez ha ottenuto proprio qui a Vienna il miglior risultato del Montenegro all’Eurovision. Lo senti come una pressione o come un segno di fortuna?

Io credo molto nella fortuna, quindi penso che mi porterà bene. È successo undici anni fa e l’11 è anche un bel numero. Preferisco pensare che sia un segno positivo e di buon destino.

Hai anche realizzato una cover di Euphoria di Loreen. Perché hai scelto proprio questa canzone e quali somiglianze senti tra il tuo stile musicale e quello di Loreen?

È la mia canzone preferita dell’Eurovision, ed è la prima ragione per cui l’ho scelta. Amo il testo e il brano è molto speciale per me. Credo che la somiglianza tra noi stia soprattutto nell’emozione: penso che entrambe proviamo emozioni molto profonde quando cantiamo. Amo la sua energia e credo che abbiamo entrambe voci forti.

Pensi che la tua vita personale influenzi la musica che fai?

Assolutamente sì. Amo cantare di cose che succedono nella mia vita o che riesco a sentire profondamente. È importante per me provare davvero ciò che canto. Mi piace seguire il mio percorso e raccontarlo nella musica. Questa canzone, scritta da Boris Subotić, è stata ispirata proprio dal mio viaggio personale, e questo la rende molto speciale per me.

Cosa pensi invece dell’uso dell’intelligenza artificiale nella musica?

Non mi piace. Penso che per alcune cose possa essere utile, ad esempio per fare ricerche o aiutarti in certi compiti, ma non mi piace quando viene usata per creare musica o scrivere testi. Credo che noi esseri umani siamo speciali e talentuosi e che possiamo farcela senza intelligenza artificiale.

Photo Credit: Marko Tošković

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