Si intitola Supermario il nuovo singolo del cantautore Uva, brano che racconta delle difficoltà che s’incontrano quando una relazione finisce e ci si trova ad affrontare ostacoli e sfide, un po’ come giocare con Super Mario. Le foto, le risate e i momenti condivisi sbiadiscono tra i suoni elettronici del famoso videogioco.
Intervista a Uva
Qual è il messaggio del tuo nuovo singolo “Supermario”?
Super Mario è l’eroe che c’è dentro ognuno di noi. Lui non pretende di essere nessun altro se non se stesso (“It’s me, Mario!“) – un semplice idraulico in salopette che però si accetta per quello che è, e con grande positività supera tutte le difficoltà della vita fino al livello finale.
Lo starter di questo brano è stato un SMS ricevuto in cui mi sono state attribuite parole e gesti non miei. Mi sono ritrovato a guardare la mia vita come un vero e proprio documentario – in modo totalmente passivo.
Super Mario è l’espediente che mi ha aiutato a riappropriarmi della mia identità e della mia vita, vissuta come protagonista e supereroe di me stesso.
Davvero divertente ascoltare gli effetti dei giochi elettronici anni ’80 e ’90… Com’è nata l’idea di inserirli?
È stato molto immediato in realtà. Le vecchie produzioni le avevamo fatte tanti anni fa, il mio stile è molto cambiato nel tempo, poi ho iniziato a collaborare con questi musicisti che mi stanno dando una valanga di spunti nuovi.

Musicalmente è un brano in cui si avvertono numerosi riferimenti. Quali sono gli ascolti che hanno guidato quest’ultimo periodo?
Sono vittima dei riferimenti, cerco di metterne quanti ne riesco. Sono omaggi o veri e propri stati d’animo a volte. Ho ascoltato tanto musica che alcuni definirebbero vecchia. Mi sono staccato dalle nuove uscite e da tutto quello che è uscito, per un bel periodo. Una fuga d’amore.
Il testo è una fotografia ben realizzata, con immagini piuttosto nitide. Una tua caratteristica che già era emersa nei brani dell’Ep “Futuro anteriore“. Quando hai affinato questa tua abilità?
Grazie mille innanzitutto, non l’avevo mai vista come un’abilità, ma quando scrivo cerco di dividere quello che è il mio significato dalle parole, quindi quello che resta è un’immagine chiara, sta a chi l’ascolta poi scriverci la proprio a storia. Vorrei entrare coke colonna sonora in una parte della vita di chi mi ascolta, che poi è quello che faccio io con la musica. Ogni canzone mi rimanda ad una situazione, e un po’ la riesci a rivivere.
Uva, sui social ti sei definito “uno da Nintendo piuttosto che da Playstation”. Una vera e propria metafora. Ce la puoi spiegare?
Più mi conosco, e più capisco come mi piace vivere. Cerco di seguire i miei tempi e i miei desideri, e la PlayStation l’ho sempre vista più “commerciale”direbbero alcuni, la Nintendo è iconica. Non sono molto il tipo che segue le tendenze.
Qual è l’aspetto di “Supermario”del quale sei più orgoglioso?
Del sound e di tutto quello che ha portato con se. Con Supermario ho collaborato con i musicisti che mi seguono anche live, amplificando tutto. Per me è un inizio, un fresh start.
Da qualche anno ti sei trasferito a Milano. Come trovi la scena musicale milanese? Ne esiste davvero una?
Esiste ed è un isola tropicale.
Hai qualche progetto che vedrà la luce prima dell’estate?
Yes! Il piano è questo: ogni due/tre mesi uscirà un nuovo brano, fino alla fine del disco. Mi piace dare il giusto peso e tempo ai brani, e dare la possibilità alle persone di affezionarsi. La concezione di album è un po’ sprecata, non tutti hanno L a pazienza di ascoltare un brano fino alla fine, e io personalmente ho sempre un crescendo nei miei brani, ci piace produrli così.
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.