Intervista ad Anna Tatangelo che, dopo un lungo periodo di silenzio, torna con il nuovo singolo Inferno e con Tatangeles, due esclusivi concerti. Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.
“Perché il fatto di non rendere troppo conto agli altri e di farsi sovrastare dal giudizio degli altri, è importante, ti aiuta a vivere meglio”
Intervista ad Anna Tatangelo, il nuovo singolo “Inferno”
Anna, parliamo del nuovo singolo Inferno, che segna l’inizio di un nuovo capitolo. Cosa rappresenta questa canzone nel tuo percorso artistico?
Inferno rappresenta una nuova era per me. Il titolo è simbolo di passione, di fuoco, elementi vitali quando si vive una relazione o qualcosa che ti fa stare bene. È solo l’inizio: c’è un disco da raccontare, un’Anna diversa da mostrare. Dopo tre anni di silenzio discografico, sono felice di tornare. E ci sono anche i due live “Tatangeles”, con questo gioco sul mio cognome.
Mi hanno chiamata Lady Tata a X Factor – la “Datangelo” – ed è anche un modo per ringraziare il mio fanclub, i Tatangeles, per farli sentire ancora più parte della famiglia. Nei live porterò in scena tutte le canzoni che mi hanno raccontata negli anni: Doppiamente fragili, Ragazza di periferia, Essere una donna, Un nuovo bacio… Saranno riarrangiate, ci sarà un corpo di ballo e ballerò anch’io. Saranno due eventi importanti di grande festa! Non vedo l’ora!
Nella tua carriera sei riuscita a mantenere una credibilità anche cambiando genere più volte. Qual è il segreto?
Cercare di non snaturarmi. Anche con Guapo, il pezzo con Geolier uscito tre anni fa, pur avvicinandomi a Napoli – alla quale sono molto legata – nel ritornello si sente che sono sempre io. Non ho mai fatto cose forzate, non rappo, resto fedele a me stessa, ma sperimento e cresco. È un’evoluzione che sarà ancora più evidente nel disco.
Hai spesso collaborato con artisti che poi sono diventati famosissimi, come Achille Lauro o Geolier. Ti senti un po’ un ponte tra l’underground e il mainstream?
Mi fa piacere che tu lo dica. Sì, sono stata avanti, forse anche incompresa a volte. Ho collaborato con artisti quando non erano ancora esplosi. Ma l’ho fatto anche nei contenuti: ho portato a Sanremo temi difficili come la violenza sulle donne (Essere una donna), l’omosessualità (Il mio amico), le relazioni tossiche. Temi attuali ma che all’epoca erano tabù. Sono felice di aver dato voce a chi non ne aveva e ora voglio raccontare anche le mie fragilità, quelle che ho sempre tenuto un po’ nascoste, ma che sono sicura faranno da colonna sonora nei sentimenti di persone che hanno vissuto o stanno vivendo esperienze simili.
In questo senso, Inferno è un punto di arrivo e di partenza contemporaneamente, è un viaggio tra desiderio e disillusione, con un testo molto diretto e viscerale che forse prende anche spunto dalla tua anima urban…
Inferno è un po’ il mio modo di giocare con la leggerezza, prendermi meno sul serio e sentirmi libera di osare. Man mano che usciranno i singoli e poi il disco, si vedranno diverse sfaccettature di Anna. Sono contenta di partire con questo brano anche perché è il primo su cui ho lavorato con Junior K, insieme a Palmitessa, Viviana e un ampio gruppo di autori giovani, attuali, urban. E’ stato bello vedere questa contaminazione prendere forma.
Hai lavorato con molti autori diversi. Oggi, che caratteristiche deve avere una canzone per essere “da Anna Tatangelo”?
Il testo è fondamentale. Deve essere vero, sentito, semplice e diretto. Come un piatto buono per tutti.
A proposito di testi e messaggi: oggi è importante poter parlare di testi e poter portare messaggi importanti. Come vedi l’evoluzione recente della musica italiana?
Oggi la musica si consuma maggiormente. Spesso si conosce più la canzone che l’artista, e questo un po’ mi dispiace. Personalmente, io ho sempre fatto quello che sentivo, anche sperimentando. In questo disco c’è sì leggerezza come in Inferno, ma parlerò anche di depressione, di momenti di fragilità. Cose che viviamo tutti. Raccontarsi è importante: una fragilità può essere compagna di un momento storico di qualcuno. Per me è stato importante farlo, come fosse una responsabilità.
Quanto è stato importante per te arrivare a una consapevolezza in cui non hai più nulla da dimostrare? Quanto terapia e meditazione sono stati importanti per raggiungere questa consapevolezza sia personale sia artistica?
È stato fondamentale. Non rimpiango nulla, ma ho lavorato tanto su di me. C’è stato un percorso di autodisciplina, di consapevolezza, di sapere dove fossi. Ho fatto terapia, meditazione… Una volta che resetti, lasci andare, riesci a divertirti di più, anche musicalmente. Inferno è l’apripista perfetto per questa nuova fase proprio perché leggera e mi permette di giocare, anche con me stessa.
Il live, in questo senso, è una celebrazione? Cosa rappresenta per te questo ritorno dal vivo, per di più in due location simboliche?
Assolutamente sì. Le due date – Milano e Napoli – sono simboliche e importantissime. Ci saranno ospiti, sorprese, un corpo di ballo ancora più grande. Ma per me è anche un momento di connessione e condivisione: ci sono volti nuovi, persone che mi scoprono ora, ma anche fan che mi seguono da vent’anni. E sul palco condivido tutto con loro.
La televisione ha in qualche modo influenzato la percezione che il pubblico ha di te?
La TV mi ha aiutata, devo dirlo. X Factor, Io Canto, All Together Now, mi hanno permesso di raccontarmi e di far vedere le mie competenze. Tutti ruoli in cui mi sono sentita a mio agio, con il massimo rispetto per quello che stavo facendo. Ma oggi vivo tutto in modo diverso, più libera, con più consapevolezza. Credo che ognuno debba potersi esprimere, sempre con rispetto.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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