La nostra intervista a Luca Tartaglia, cantautore campano che lo scorso 17 novembre ha rilasciato il brano “L’amore non fa rumore“, insieme al videoclip scritto e diretto da Tayl M.
Il singolo, scritto e musicato dallo stesso Tartaglia, è un’intensa ballad d’amore che racconta con forza e trasporto questo grande sentimento: l’amore visto come un qualcosa di intenso, personale e riservato.
In un mondo alla continua ricerca del consenso e della visibilità, questo brano è un invito a vivere certi momenti in modo intimo, personale, senza urlare e senza fare rumore. Un brano ricco di ricordi, immagini ed emozioni, che il cantautore fa riemergere con semplicità e forza.
Intervista a Luca Tartaglia
Ciao Luca, piacere. Partiamo da “L’amore non fa rumore”, cosa racconta?
«Il brano tratta di un amore sincero, intimo e puro. Nasce dal racconto di un momento di vita vissuto e dove ho sentito il bisogno di celebrare un amore silenzioso, tanto forte da non fare rumore. Un amore appassionato, ma che vive anche di ricordi e momenti incancellabili».
L’amore è uno dei temi più utilizzati in musica, un serbatoio infinito di spunti e di canzoni. Con quale chiave hai voluto rileggere il nobile sentimento per antonomasia?
«La mia concezione dell’amore è molto dolce, infatti all’interno del brano mi muovo con delicatezza. Io credo che l’amore sia leggero come una farfalla. È un sentimento che accarezza e conforta. L’amore è sofferenza, è lotta, è condivisione e complicità. L’amore è tutto e niente. Il mio intento con questo brano, era di raccontare quest’amore intimo, privato e lontano da occhi indiscreti».
Lo hai descritto come un brano autobiografico dove in tanti possono ritrovarsi. Credi anche tu che attraverso il racconto di se stessi, con tutta la semplicità e la delicatezza del caso, si riesca a raggiungere un senso più universale?
«Certamente! Sono dell’idea che un senso universale lo si possa trovare anche se si racconta un qualcosa di privato. Sono felice se le persone riescono ritrovarsi in queste frasi. Questa è una canzone che può essere riletta da tutti, in mille modi diversi e in base al proprio momento di vita. Così da dare sempre nuovi significati».
C’è una frase che rappresenta e sintetizza al meglio il senso della tua nuova canzone?
«Ci sono diversi momenti importanti e rappresentativi all’interno del brano, ma se dovessi scegliere, direi: “L’estate se ne è andata e insieme a te, oltre alla tua splendida armonia, mi è rimasto il caldo sole d’autunno”. Questa frase sintetizza tutto l’aspetto emotivo e nostalgico del brano».

A livello musicale, che tipo di sonorità hai voluto abbracciare?
«Non ho fatto una scelta precisa, mi piace variare molto secondo la necessità. I suoni devono essere al servizio della mia voce e della mia melodia. Nel mio mondo c’è una mescolanza di sonorità, tra elettronica e acustica. Non mi voglio limitare, ma amo sperimentare. Anche con L’amore non fa rumore, sono partito con un’idea più folk inizialmente, ma alla fine ho deciso di arrangiarlo in modo più elettronico per renderlo anche più appetibile. Non seguo un’unica strada, mi piace abbracciare più generi e sonorità possibili».
Cosa aggiungono le immagini del videoclip scritto e diretto da Tayl M?
«Aggiungono dei pezzi di emozione. Delle calde immagini che vogliono abbracciare l’emotività della canzone. Sono diapositive, piccoli dettagli che a me piacciono e che esaltano la canzone anche sotto l’aspetto visivo».
Per concludere, qual è la lezione più importante che pensi di aver appreso dalla musica fino ad oggi?
«Che bisogna sempre essere se stessi e solo così si può convivere al meglio con ciò che ci capita intorno. La musica è un qualcosa di personale, che però regala emozioni a chi ascolta. Così, ho imparato che non bisogna scrivere per forza, tanto per fare una canzone, ma che bisogna scrivere solo quando si ha un qualcosa da dire o un messaggio da lanciare».
Nato a Milano nel 1986, è un giornalista attivo in ambito musicale. Attraverso il suo impegno professionale, tra interviste e recensioni, pone sempre al centro della sua narrazione la passione per la buona musica, per la scrittura e per l’arte di raccontare. È autore del libro “Sanremo il Festival – Dall’Italia del boom al rock dei Måneskin” (edito D’idee), impreziosito dalla prefazione di Amadeus. Insieme a Marco Rettani ha scritto “Canzoni nel cassetto”, pubblicato da Volo Libero e vincitore del Premio letterario Gianni Ravera 2023.