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Intervista ad Anzj: “Mi piace avere dei fan attivi, che mi capiscano realmente”

Anzj è tornato con nuova musica e presenta ora al suo pubblico il nuovo Ep “Cammjno” (Columbia Records / Sony Music Italy): un lavoro in otto tracce tra brani inediti e singolo già pubblicati, in cui l’artista si muove tra sonorità indie pop e twist di elettronica che rendono il suo stile unico e riconoscibile.

Il titolo dell’album, “Cammjno“, fa riferimento al viaggio che Anzj ha compiuto attraverso le tracce di questo suo nuovo progetto: un sentiero talvolta tortuoso come simbolo delle diverse fasi della vita, così come dei diversi stadi di una relazione. Un percorso a volte confusionario, fatto di contraddizioni ma anche di importanti rivelazioni.

Intervista ad Anzj

Ciao Anzj, bentrovato su IMusicFun. Come stai?

Ciao, sto bene! Sono decisamente più tranquillo dal momento in cui c’è stata la release. Resto in attesa di vedere i risultati di questo progetto.

Ci racconti il percorso che ha portato alla pubblicazione del tuo nuovo EP “Cammjno“?

È stato un percorso molto naturale, che si è svolto insieme a Matia, l’art director, e Matteo, il grafico. Essenzialmente, io a Matia ci siamo trovati quando avevo già 4/5 brani e da quel momento è stato molto naturale prendere il concept di questi brani ed estenderlo agli altri pezzi, dandogli una forma più concreta. Abbiamo costruito il progetto legandolo ad un fil rouge pensato e dedicato al percorso in se stesso, a partire da questo anno e mezzo post Covid.

8 tracce e 8 foto che, una al fianco dell’altra, vanno a comporre la cover grafica di questo tuo nuovo progetto? Ce ne parli un po’ più nel dettaglio?

Ciò che abbiamo progettato io e Matia è legato al voler rappresentare con varie istantanee e varie tracce diversi momenti di vita che rappresentano l’ultimo percorso che ho fatto. Il tipo di fotografia still life è esemplificativo del fatto che io sono il soggetto che sta facendo esperienza di alcune situazioni esterne: situazioni che imprimo grazie a queste istantanee, per poi portarle in musica, condurle verso di me ed interiorizzarle, quasi come fosse un diario di viaggio.

Un esempio è l’immagine associata aDentro”. La foto rappresenta l’atto del grigliare, qualcosa che solitamente viene fatto all’esterno ma che, in questa occasione, è fotografato in un ambiente interno. L’immagine traduce proprio il concept del brano, quella paura di uscire, di affrontare la realtà frenetica che a volte può arrivare a mangiarti per quanto è stimolante.

Alcuni dei brani contenuti in questo tuo EP contengono dei featuring. Cosa ha innescato in te questo forte desiderio di collaborare con altri artisti?

Il concept dell’Ep era già solido, ma volevo capire se con altre voci avrei potuto espanderlo e offrire visioni provenienti da altre prospettive. Entrambi i brani in cui sono presenti i feat. contengono un dialogo. Il primo è con un amico (feat. con Sethu); l’altro nasce all’interno di una relazione romantica (feat. con Camilla Magli). Trovo che queste collaborazioni siano funzionali ai brani, che sembrano quasi richiederli.

Camilla Magli, Sethu e Artemis cosa hanno apportato in più ai brani?

Camilla Magli è riuscita a creare al meglio questo dialogo che cercavo di descrivere in “Tu sai tutto”, entrando proprio nel mood giusto. Con Sethu siamo amici ormai da anni. Abbiamo prodotto il brano insieme a suo fratello ed è stato tutto funzionale al concept, sin dalla prima parola che è stata scritta. Entrambi siamo riusciti a mantenere il nostro stile, mostrando due lati diversi della stessa faccenda, due prospettive differenti che al tempo stesso si completano. Artemis lo conosco da moltissimo tempo. Produciamo e lavoriamo insieme da anni. Dopo “Stanza“, questo è il secondo singolo che esce con la sua produzione. È stato molto bello poter sperimentare su una produzione che non era completamente mia.

I titoli delle tracce inedite li hai svelati attraverso una call to action, codificandoli in Braille. Com’è nata questa idea?

È stata un’idea interessante per poter già dire qualcosa, svelandolo solo alle persone che erano interessate, quelle che letteralmente hanno sentito l’esigenza di doverle tradurre, per creare un gioco attivo con chi mi segue. Mi piace avere dei fan attivi, che realmente mi capiscano e mi comprendano.

My Bad“, nello specifico, contiene diverse metafore spaziali. Possiamo parlare di un anello di congiunzione tra il tuo precedente EP “Spazjo” e “Cammjno“?

Sì, sicuramente. Anzi, l’ho proprio fatto con consapevolezza. Ho voluto riprendere in parte lo stesso linguaggio marittimo e spaziale per dare continuità alle metafore che utilizzo. In altri brani questo linguaggio evolve, ma “My Bad” è sicuramente un omaggio a quello che è stato il mio percorso fino a prima di “Cammjno”.

Stai già lavorando per portare queste otto tracce live in giro per l’Italia? Puoi concederci qualche piccola anticipazione?

Sì, sto lavorando per farlo, ma essendo brani complessi da tradurre a livello acustico è necessario trovare un equilibrio tra componenti registrate e componenti più legate alla performance live (come la band). In ogni caso, non vedo l’ora!

Anzj, grazie per essere stato qui con noi. Buona musica e in bocca al lupo!

Grazie mille a voi, è stato un piacere!

Photo Credit: Lorenzo Bonanni

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