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Intervista a SWCH: “Rinascere è una scommessa. Onore e onere”

In radio e in digitale da venerdì 6 maggio, “Reset” è il nuovo singolo del cantautore, polistrumentista e produttore SWCH e rappresenta il primo tassello di un concept elettronico sperimentale dal titolo “Meta-morfosi“.

Scritto, arrangiato e mixato dallo stesso SWCH e prodotto da Raffaele Montanari, “Reset” parla della “goccia che fa traboccare il vaso”, di tutto ciò che svela – in maniera cruda – la realtà. Il cantautore affronta così il disagio digitale, le scelte involontarie e i comportamenti stereotipati. Insomma, tutto ciò che non è dentro di noi, ma che non facciamo altro che manifestare all’esterno.

«Sognavo di miscelare un’opera più ampia a delle argomentazioni più complesse: la vita, la felicità, l’accettazione del sé, il mettersi in discussione, il cambiamento come strumento migliorativo delle proprie vite. “Reset” è il primo tassello, il punto di ripristino dal quale ripartire».

Intervista a SWCH

Ciao Rod, bentrovato su IMusicFun. Come stai?

Ciao amici di IMusicFun! Sto molto bene, è un periodo felice.

Ci spieghi cosa si cela dietro il tuo nome d’arte SWCH?

È un alter ego, un progetto che parla di una tematica specifica e che nasce completamente orientato in questa direzione: il cambiamento.

Reset” è il tuo nuovo singolo. Quando si è accesa la lampadina che ti ha poi portato a scrivere questo brano? Ci racconti la sua genesi?

Ero in lockdown e vivevo quel disagio come tutti. È nei periodo più tetri che sviluppi le idee migliori. D’altronde l’arte nasce dal conflitto. Niente che abbia un valore artistico notevole proviene da una sensazione di felicità. Così la riflessione sul mondo, su di noi, sulla nostra società.

E tu canti: “Ho solo voglia di rinascere e scoprire l’effetto che fa”. Come la immagini questa nuova vita che nasce? O per lo meno, come la vorresti?

Semplice, felice e autentica. Gli ingredienti devono essere pochi perché la ricetta sia buona. È sempre così. Rinascere è però una scommessa. Onore e onere.

Analizzando i tuoi dati, scopri cosa pensa di te la gente. Il ritratto di SWCH, che traspare da questi dati, quanto e cosa ha in comune con l’autoritratto di Rod?

Tutto e assolutamente niente. Quante volte scriviamo qualcosa o postiamo qualcosa per noi stessi? Forse non sarebbe nemmeno necessario farlo. Indossiamo la maschera dei social, che ci porta ad essere qualcosa che non siamo nella realtà. Il mio invito è quello di non miscelare le personalità, di mantenerle distinte e dare priorità a quella reale. Io ci provo ogni giorno e questo percorso di rinascita e riorganizzazione lo sto vivendo. Sono a metà strada!

Al giorno d’oggi l’analisi di questi dati e l’utilizzo dei social media ci “ruba” tantissimo tempo, che nessuno ci restituirà mai. Il rischio è l’alienazione. Riuscire a far convivere la nostra vita reale con quella virtuale, senza trascurare l’una o l’altra, è a tuo parere possibile?

Assolutamente sì. È sufficiente collegarsi con se stessi, ascoltarsi, connettersi con la natura, chiacchierare con gli amici e controllare il cellulare un po’ meno durante la giornata.

Sotto questo punto di vista, ti è mai successo di sentirti non compreso fino in fondo? Oggi come ti piacerebbe apparire agli occhi della gente?

Vorrei essere esattamente così come sono. In passato ho sofferto molto per i commenti della gente, per il pregiudizio e l’esclusione. Oggi sono una persona nuova. Ciò che conta davvero è dentro di noi. Ogni giorno la gente ha la possibilità di scegliere se essere intelligente o no. Chi ha voglia di scoprire chi sono, oggi trova un uomo con una nuova mentalità, aperta e senza confini.

Reset” anticipa il concept elettronico “Meta-morfosi”. Puoi parlarcene? Cosa dobbiamo aspettarci da questo tuo nuovo progetto?

È un concept elettronico che parla del percorso di cambiamento, ma anche evolutivo, che un individuo intraprende quando sente la necessità di trovare se stesso. “Meta-morfosi” si apre con un preludio con strumenti elettronici, per poi addentrarsi nel mondo del funk, in assoli rock lunghissimi, synth anni ’80 e molto groove.

Rod, grazie per essere stato qui con noi. In bocca al lupo per tutto e buona musica!

Grazie mille a voi! Vi mando un forte abbraccio e viva il lupo!

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