Andrà in scena il prossimo 7 settembre, trasmessa in prima serata su Rai Due, la 64esima edizione del Festival di Castrocaro. Tra gli otto finalisti della storica rassegna dedicata alle voci nuove, troviamo anche Simo Veludo, cantautore torinese classe ’95 dallo stile originale e pieno di contaminazioni. Di seguito la scheda e la nostra videointervista per approfondire la sua conoscenza.
La scheda di Simo Veludo
Età: 26 anni
nato il: 16.06.1995
a: Moncalieri (TO)
vive a: Moncalieri (TO)
Strumenti suonati: chitarra acustica
Precedenti trasmissioni tv: X Factor (2020)
Descrizione: “Quando finisco di rispondere alle chiamate del call center in cui lavoro, passo le giornate su FL Studio a scrivere canzoni e a produrre beat – racconta – Ho iniziato suonando in diverse rock band del territorio. Poi nel 2017 ho preso la decisione di suonare da solo e ho iniziato ad esibirmi per strada, a Torino, quasi tutti i giorni. Mi è servito per dimostrare a me stesso che, anche da solo, potevo fare qualcosa di buono ed arrivare alle persone che si fermavano e che mi hanno finanziato, anche con pochi spiccioli, tutti i brani che da lì fino ad oggi ho registrato e pubblicato”.
Brano inedito: Mutande
“Mutande è nata su una nota del telefono, con già la melodia in testa. E’ la storia di una ragazza forte, indipendente, autonoma, ma allo stesso tempo fragile, piena di punti deboli ben nascosti, che spesso si lascia usare dagli altri a casa di queste sue debolezze. Non riesce a creare legami forti e sostituisce persone continuamente per la paura di aprirsi a fondo” spiega l’artista torinese.
Videointervista Castrocaro
Abbiamo incontrato la talentuosa Simo Veludo, a poche ore dalla sua esibizione sul palco del Festival di Castrocaro 2021. Ecco la nostra videointervista.
Mutande Testo
Sei tanto forte troppo
Ma hai anche tu i tuoi punti deboli
Ed io vorrei solo consolarti quando soffri e piangi
Perché le tue lacrime sono anche più pesanti delle mie
Quanto ammiro il tuo coraggio
Tu che vivi alla giornata
Potrei imparare tutto da te
Se solo rispondessi ai miei messaggi
Ed io volevo solo stare un po’ a guardarti
Prima di entrare nelle tue mutande come fanno tutti quanti
Come fanno tutti quanti
Ed io volevo solo entrare nei tuoi occhi grandi
Prima di entrare nelle tue mutande come fanno tutti quanti
Che poi si fanno grandi mentre tu crolli e piangi
Loro si fanno grandi
Sei tanto forte, troppo
Ma hai anche tu i tuoi punti deboli
Ed io vorrei solo capirti a fondo
Perché in fondo non ti ha mai capito nessun altro
Parlavamo sempre fino a notte fonda
Bla bla bla bla car dentro una macchina su una rotonda
Ed io volevo solo stare un po’ a guardarti
Prima di entrare nelle tue mutande come fanno tutti quanti
Come fanno tutti quanti
Ed io volevo solo entrare nei tuoi occhi grandi
Prima di entrare nelle tue mutande come fanno tutti quanti
Che poi si fanno grandi mentre tu crolli e piangi
Loro si fanno grandi
Verrei sotto casa tua
Se sapessi dove abiti
Ma ormai hai rotto tutto quanto
Ed io non mi aggiusto più
Ed io volevo solo entrare nei tuoi occhi grandi
Prima di entrare nelle tue mutande come fanno tutti quanti
Nato a Milano nel 1986, è un giornalista attivo in ambito musicale. Attraverso il suo impegno professionale, tra interviste e recensioni, pone sempre al centro della sua narrazione la passione per la buona musica, per la scrittura e per l’arte di raccontare. È autore del libro “Sanremo il Festival – Dall’Italia del boom al rock dei Måneskin” (edito D’idee), impreziosito dalla prefazione di Amadeus. Insieme a Marco Rettani ha scritto “Canzoni nel cassetto”, pubblicato da Volo Libero e vincitore del Premio letterario Gianni Ravera 2023.
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