Gio Evan

Dopo “Hopper“, Gio Evan torna con nuova musica e presenta il singolo “De Dominicis“, dedicato al pittore, scultore, filosofo e architetto Gino De Dominicis che, forse perché non riuscì mai a nuotare, decise di imparare a volare. E qui torna un concetto molto caro a Gio Evan, che è quello della stranezza: “È vero sono strano. Sì, però anche tu“, canta infatti nel suo nuovo singolo. E poi scava nel significato delle parole, senza mai fermarsi alla superficie. “Strano“, dunque, per il cantautore non è sinonimo di “bizzarro“, ma significa piuttosto “estraneo” (dal latino “extraneus“, nda).

“Siamo strani, e quindi stranieri, quando ci rifiutiamo di vivere nell’omologazione, quando usciamo dai nostri comfort e ci facciamo vedere al mondo per quello che siamo. La mia ambizione più grande è stata quella di uccidere tutti i miei comfort, perché vedo che l’uomo tende a impigrirsi. Ogni comodità ci solleva da un incarico e lo spirito, di conseguenza, si annichilisce”.

“De Dominicis”, videointervista a Gio Evan

Ai nostri microfoni Gio Evan ha fatto un bilancio della prima edizione di Evanland – Festival Internazionale del Mondo Interiore, che si è tenuto al Carroponte di Sesto San Giovanni (MI) lo scorso 1° luglio, ed ha approfondito anche alcune tematiche legate al suo ultimo libro “Vivere a Squarciagola“.

“Sono cresciuto con l’idea che arrendersi significa perdere e abbandonare significa fallire. Io ho spesso sperimentato il contrario. A volte, vinco solo quando pratico l’abbandono”.

Infine, ci ha parlato del tour “Sull’Emani“, al via il prossimo 24 febbraio dall’Hiroshima Mon Amour di Torino, e ci ha raccontato di quel viaggio in India che gli ha permesso di scoprire e di conoscere la versione migliore di se stesso.