IVAN Cattaneo

Ivan Cattaneo rompe il silenzio dopo l’esibizione a L’Anno che Verrà, lo speciale di Capodanno di Rai1 condotto da Marco Liorni. Durante il medley dei suoi successi, molti telespettatori hanno notato vocalizzi insoliti e presunti problemi tecnici, alimentando dubbi sui social. A distanza di giorni, è lo stesso artista a spiegare cosa è realmente accaduto.

Secondo quanto dichiarato da Cattaneo, l’uso del playback era praticamente obbligatorio, soprattutto in contesti televisivi caotici come quello dei grandi show di fine anno. Proprio partendo da questo vincolo, il cantautore ha scelto di trasformare la performance in un atto artistico volutamente provocatorio:
Ho aggiunto la voce live al playback, giocando con vocalizzi sovrapposti e storpiature dissacratorie. Una cosa che nessuno fa”, ha spiegato.
Una scelta che, ammette, in pochi hanno colto, ma che per lui rappresentava un modo per rompere la liturgia del “karaoke televisivo” tipico dei Capodanni in tv.

Cattaneo ha sottolineato come L’Anno che Verrà sia uno spettacolo pensato per far ballare e divertire il pubblico, più che per valorizzare la sperimentazione musicale: “È un caos enorme, la gente vuole solo gioire e togliersi ogni pensiero”. Da qui l’idea di inserire una componente performativa alternativa, coerente con il suo percorso artistico.

In una recente intervista a La Nuova Sardegna, Ivan Cattaneo ha ripercorso anche la sua carriera e il suo impegno culturale. Dai primi sogni da pittore all’avvicinamento alla musica, fino al coming out in un’epoca in cui il termine nemmeno esisteva. “Era inverosimile non farlo”, ha raccontato, ricordando il suo ruolo attivo nel movimento di liberazione omosessuale e la fondazione del Fuori insieme a Mario Mieli.

Infine, uno sguardo alla scena musicale contemporanea. Alla domanda se oggi esista un “nuovo Ivan Cattaneo”, l’artista risponde con lucidità: vede molte imitazioni di un’epoca irripetibile, citando nomi come Achille Lauro, Måneskin e Rosa Chemical. “Non imitano me, ma quel periodo storico. Noi ci vestivamo da soli, loro sono firmati dalla testa ai piedi”. L’unica eccezione? “Forse Lucio Corsi ricorda un po’ me e Camerini”.

Ancora una volta, Ivan Cattaneo dimostra di essere un artista fuori dagli schemi, capace di trasformare anche un’esibizione televisiva discussa in una dichiarazione di poetica.

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