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Kastadiva, è morta la storica drag queen del Muccassassina: lutto nella comunità LGBTQIA+

Bruno Gagliano, in arte Kastadiva, storica drag queen del Muccassassina, è morto a Roma a 40 anni. Profondo cordoglio dalla comunità LGBTQIA+ e dal mondo dello spettacol

Il mondo dello spettacolo e la comunità LGBTQIA+ piangono la scomparsa di Bruno Gagliano, noto al pubblico come Kastadiva, storica drag queen del Muccassassina, la più celebre e longeva serata queer di Roma. L’artista aveva 40 anni ed è stato trovato senza vita in un palazzo del quartiere Colle Salario, nella zona nord della Capitale.

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, intervenute dopo la segnalazione di una residente, la morte sarebbe riconducibile a un gesto volontario. Gagliano abitava nello stesso stabile in cui è stato rinvenuto il corpo e, al momento, non emergono elementi che facciano pensare al coinvolgimento di terze persone.

Chi era Bruno Gagliano, in arte Kastadiva

Originario di Alcamo, in provincia di Trapani, Bruno Gagliano si era trasferito a Roma dove aveva costruito una carriera artistica molto apprezzata. Performer carismatico, regina del lipsync, drag queen e make-up artist, Kastadiva era diventata negli anni una delle figure simbolo della nightlife romana.

Il suo percorso artistico era iniziato in giovane età e lo aveva portato a calcare i palchi più importanti della scena drag italiana. Nel 2017 aveva conquistato anche il titolo di Miss Drag Queen Lazio, confermando il suo talento e il suo ruolo centrale nella comunità.

Il cordoglio del Muccassassina e della comunità LGBTQIA+

La notizia della morte di Kastadiva si è diffusa rapidamente, accompagnata da numerosi messaggi di affetto e dolore. Tra i primi, quello degli organizzatori del Muccassassina, che hanno voluto ricordarla come “una delle migliori drag queen del panorama italiano” e “un pezzo fondamentale della storia della comunità LGBTQIA+”.

«Addio Kastadiva, brilla come hai sempre fatto, ma più in alto», si legge nel messaggio condiviso sui social, insieme al ricordo della sua arte e della sua presenza scenica inconfondibile.

Parole di cordoglio sono arrivate anche da Vladimir Luxuria, che ha commentato semplicemente: «Che brutta notizia», e dal Partito Gay LGBT+, che ha sottolineato quanto la sua scomparsa colpisca profondamente la comunità romana.

I ricordi di chi l’ha conosciuta

Molto toccanti anche le parole della collega La Diamond, che ha voluto salutare sia l’uomo che il personaggio artistico: un ricordo fatto di amicizia, condivisione e ispirazione creativa. L’attivista Imma Battaglia ha invece ricordato la sua energia, il talento e la capacità di portare colore e fantasia, pur dietro una sensibilità profonda e complessa.

Un vuoto nella scena drag italiana

Con la scomparsa di Kastadiva, Roma perde non solo un’artista, ma un simbolo di libertà espressiva, eleganza e passione. Il suo contributo alla cultura drag e alla visibilità LGBTQIA+ resta indelebile, così come il segno lasciato nelle vite di chi l’ha conosciuta e amata.

La comunità oggi la ricorda così: a colori, sul palco, luminosa, come è sempre stata.

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