Letizia Onorati

E’ uscito lo scorso 25 giugno Con I Miei Occhi (Dodicilune / Ird / Believe), il nuovo progetto discografico di Letizia Onorati. Si tratta del terzo disco della cantante leccese, ambasciatrice del jazz italiano a tinte rosa, che torna a distanza di tre anni dall’ultimo album con una raccolta di brani che consente al suo linguaggio musicale di parlare tutte le lingue dell’anima.

Special guest d’eccezione è il cantautore Fabio Concato, che duetta con Letizia nella bellissima Festa di mare.

Letizia Onorati

Produttore artistico del disco e autore degli arrangiamenti (piano e rhodes) è lo straordinario Paolo Di Sabatino, pianista, compositore e didatta di fama internazionale.

Hanno lavorato al progetto Luca Bulgarelli (contrabbasso e basso elettrico) e Glauco Di Sabatino (batteria), i saxofonisti Javier Girotto e Max Ionata.

Questa la tracklist completa.

  1. La musica che gira intorno di Ivano Fossati
  2. Per un’ora d’amore dei Matia Bazar
  3. Le tasche piene di sassi di Jovanotti
  4. L’amore è un’altra cosa di Arisa
  5. Un senso di Vasco Rossi
  6. Solo per te dei Negramaro
  7. Nessuno di Mina
  8. Tintarella di luna di Mina
  9. La voglia, la pazzia di Ornella Vanoni, Vinícius de Moraes e Toquinho
  10. Festa di mare feat. Fabio Concato
  11. Dietro il vetro (Inedito)
  12. Con i miei occhi (Inedito)

Intervista a Letizia Onorati

Buongiorno Letizia, è appena uscito il tuo terzo album “Con i miei occhi”, dopo tre anni dal secondo lavoro. Hai rivisitato ben 10 pezzi storici della musica italiana e due inediti. Perché hai deciso di uscire con un album di cover e come mai la scelta di questi pezzi?

Buongiorno a voi e grazie per l’invito. Questo nuovo progetto è una dedica alla canzone italiana ideata sulla scia delle emozioni vissute durante le avventure in giro per il mondo che sono sempre uniche e difficili da descrivere a parole. Tutte esperienze, dalla Russia al Giappone, grazie alle quali ho ogni volta la conferma di quanto siano amati il jazz e la musica italiana all’estero. Così ho deciso di intraprendere una nuova entusiasmante sfida, insieme a Paolo Di Sabatino che è il produttore artistico del progetto, verso la realizzazione di questo nuovo disco che potesse racchiudere l’unicità e il sentimento propri della canzone italiana così potente per chi suona e chi ascolta. Ho deciso dunque di provare a rileggere Con I Miei Occhi e la mia voce 12 emozionanti racconti in musica, tra cui 10 brani noti che hanno scandito la mia vita e che, nella maggior parte dei casi, non avevano mai avuto nuove versioni in chiave jazz.

In “Festa di Mare” hai addirittura cantato con Fabio Concato, quale emozione hai provato ad avere un ospite speciale, un Artista come Fabio? E come è nata questa collaborazione?

In questo disco ho il privilegio e onore di duettare con Fabio Concato nel suo brano Festa di mare, grazie a Paolo Di Sabatino che condivide con Concato una stretta e preziosa collaborazione da diversi anni. La presenza di Fabio Concato in questo importante progetto è un grande sogno che si realizza, un super ospite davvero immenso, un poeta dall’ inconfondibile voce e dalla scrittura elegante, un maestro da cui continuare ad imparare, la colonna sonora della mia vita.

Letizia Onorati

Poi ci sono i due pezzi, “Dietro il vetro” e “Con i miei occhi”, brani composti da Paolo Di Sabatino sempre presente nella tua musica, e la title track scritta da te. Cosa vede con i propri occhi l’Artista Letizia?

Paolo Di Sabatino (piano e rhodes), produttore artistico del progetto, autore degli arrangiamenti ha diretto anche questo lavoro che vede la collaborazione di una dream band con Luca Bulgarelli (contrabbasso e basso elettrico), Glauco Di Sabatino (batteria), Max Ionata (sax tenore), Javier Girotto (sax soprano) e il contribuito della Neiman Strings Ensamble. In questo progetto oltre ai 10 brani noti ho deciso di inserire anche Dietro il vetro, pezzo che ho sempre amato particolarmente tra tutte le produzioni di Paolo e Con i miei occhi, title track e forza propulsiva del disco che ho scritto partendo dalla visione di uno spazio sospeso che descrive l’inesorabilità̀ del tempo in equilibrio tra consapevolezza e speranza, alla ricerca di un punto fermo, alla ricerca del faro che ci possa guidare a perseguire sempre la strada giusta.

Cosa o chi ti ha spinto a far diventare la musica, il Jazz in particolare, la tua ragione di vita?

Sono nata in una famiglia di grandi appassionati di musica e ho intrapreso fin da piccola un percorso di studi che mi permettesse di approfondire il canto, la musica e il jazz in particolare. Ho ascoltato sempre diversi generi musicali e, trovando molto presto nel canto, nella scrittura e nelle armonie jazz il mezzo di comunicazione più intenso, diretto e sincero, ho capito che sarebbe stata una delle strade fondamentali della mia vita. D’altra parte ho deciso di non rinunciare a nessuna mia passione e con grande impegno ho portato avanti anche gli studi universitari che mi hanno portato ad un ulteriore lavoro in un campo decisamente lontano ma che affianca la mia passione e dedizione per il jazz.

In un mondo, quello del Jazz, dove da sempre l’Artista femminile ha avuto un ruolo secondario, possiamo dire che oggi qualcosa sta cambiando in positivo?

Innanzitutto, sono fermamente convinta che non sia il genere a definirci bensì quanto impegno venga impiegato nel perseguire gli obiettivi che ci si pone nella vita, tuttavia il ruolo femminile nel jazz invece è stato sempre centrale anche se prevalentemente identificabile nella figura della cantante. Sono numerosi gli esempi di cantanti jazz donne che hanno fatto la storia, icone rivoluzionarie dalla forte personalità ancora oggi fonte di ispirazione per chi fa questo mestiere o inizia ad approfondire gli studi; mi viene in mente Ella Fitzgerald, Billie Holiday, Carmen McRae solo per citarne alcune. Ad oggi credo che il mondo stia vivendo un momento di iniziale consapevolezza che ponga l’ attenzione ad ogni forma di inclusività ma sono sicura ci possa essere ancora molta strada da fare, anche nel jazz e nella musica in generale.

Letizia Onorati

Hai anche tu il sentore che il Jazz o la musica che ha bisogno di un buon ascolto in Italia sia sempre in fase di stallo nonostante ci sia un leggero aumento delle manifestazioni che raccontano il Jazz piuttosto che il Blues?

Credo che la realtà jazz italiana sia sempre in grande fermento ma, come spesso accade per le realtà più piccole, è soggetta a meno visibilità e talvolta a qualche pregiudizio da parte del grande pubblico. Uno dei principali obiettivi nei miei progetti è quello di provare a comunicare in musica grazie ad un unico linguaggio universale superando qualunque barriera di genere che rischierebbe di limitare la potenza e l’unicità della musica stessa.

Quanto ha influito nell’animo dell’Artista questo periodo pandemico e quindi di fermo totale in special modo per la musica. Ti ha aiutato a leggerti dentro scoprendo qualcosa che non riuscivi a vedere in altri momenti?

Abbiamo vissuto un periodo molto complesso in particolar modo per il settore dello spettacolo che ne ha risentito maggiormente e in questa dimensione di incertezza ci si è riscoperti vulnerabili ma anche molto più tenaci e resilienti di quanto potessimo immaginare. In questa dimensione la chiave risolutiva ci porta ad aggrapparci alle certezze della vita che per un artista sono spesso riconducibili alla propria arte, nel mio caso la musica, da cantare, scrivere e ascoltare.

E’ possibile che i progetti di Letizia Onorati con Paolo Di Sabatino si fondino sull’idea di musica come linguaggio universale? Un Viaggio nel mondo del jazz tra contaminazioni, tradizione e modernità?

È esattamente così, ogni mio progetto si fonda sulle caratteristiche fondamentali del jazz che vedono la centralità della musica come linguaggio universale, definizione che torna sempre, che rinasce ogni volta attraverso ricerca, contaminazione, condivisione ed intensità riscoprendosi costantemente prezioso, appunto, tra tradizione e modernità senza confini aldilà di una mera classificazione.

Foto di Roberto Ciffarelli