Maneskin Lucio Fabbri
Uno dei personaggi chiave nel successo dei Maneskin è sicuramente Lucio Fabbri.
Il musicista, uno dei più apprezzati a livello nazionale, mentre la band partecipava a X Factor, ha lavorato per la produzione del primo Ep, del quale fa parte la cover di Beggin’, brano che oggi ha scalato le classifiche di tutto il mondo e viaggia verso il miliardo di stream su Spotify.
“In vita mia ho visto grandi produzioni e grandi budget investiti in progetti subito bloccati alla prima apparizione televisiva andata male. Beggin’ invece ha avuto successo grazie al passaparola sul web, con un investimento irrisorio per la registrazione. È la dimostrazione che il pubblico non ha bisogno di essere imboccato. Beggin’ ha scardinato le regole del gioco.”
In un’intervista a Rolling Stone, ha raccontato la genesi del progetto, soffermandosi sulla forza rock dei quattro musicisti romani.
“Si capiva che erano autosufficienti e che andavano fatti lavorare in totale libertà. Ho controllato: abbiamo registrato prevalentemente dalle nove di sera all’una di notte. La prima sera abbiamo fatto le basi di un paio di brani, la seconda i canti, il pomeriggio seguente il mix. Abbiamo ripetuto lo stesso schema qualche giorno dopo per gli altri brani. È stato un lavoro lampo, loro stavano ancora facendo X Factor, avevano tutta una serie di attività da svolgere, non avevano tanto tempo a disposizione. È stata una di quelle occasioni in cui devi dare il meglio in pochissime sere, buona la prima: se qualcuno non sta bene o non è concentrato diventa un problema.
Si sono presentati in studio con una preparazione impeccabile e hanno registrato praticamente in presa diretta. È stato fatto un lavoro molto spartano: batteria, basso, chitarra, senza cose aggiuntive. Rock allo stato puro, una performance eccezionale in condizioni di ristrettezza.
Giusto quando si è trattato di registrare le parti vocali ho convocato un consulente, […] un collaboratore madrelingua del New Jersey, in questo caso Chuck Rolando. Li si chiama per verificare che la pronuncia inglese di un italiano sia corretta. Non che in quel momento si pensasse che il progetto avesse chance di andare all’estero…”
Maneskin, parla Lucio Fabbri
Qual è stato il contributo di Lucio Fabbri al successo dei Maneskin?
“Lasciarli liberi di fare quel che volevano. E trovare col fonico il suono giusto. Alcuni concorrenti di X Factor non sapevano nemmeno dove cominciare, cos’era un microfono, cos’era una cuffia professionale. Venivano e pensavano che le cuffie fossero gli auricolari del telefono.
I Maneskin invece sono arrivati, hanno visto la strumentazione che avevamo in studio, hanno scelto gli amplificatori che preferivano. Ognuno aveva i suoi riferimenti precisi e ha curato il suono del proprio strumento con attenzione. Che fossero stati in studio o meno in precedenza non lo ricordo, sicuramente avevano le idee chiare, erano a loro agio. Era come sentire suonare gente della mia generazione, però col sound di oggi.
Erano diversi dalle altre band che gravitavano attorno allo studio. Spero siano d’esempio per altri gruppi di ragazzi italiani che fanno rock: è un prodotto realizzato in Italia da musicisti italiani con un produttore italiano e un tecnico del suono italiano.”
La musica è la sua grande passione, segue come inviata l’Eurovision Song Contest e il Festival di Sanremo. Negli anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Ama i gatti, il Giappone e la cultura manga!
