Marco Masini conquista Milano con il Live 2026: emozioni, grandi successi, i brani di Perfetto Imperfetto e il duetto con Kekko Silvestre in Bella Stronza.
Martedì 3 novembre, all’Unipol Forum di Milano, il cantautore toscano ha inaugurato le cinque attese date di Marco Masini – Live 2026, tornando a incontrare il pubblico dei palasport con uno spettacolo che attraversa oltre 35 anni di carriera. Un concerto che non è soltanto una celebrazione dei grandi successi, ma un viaggio dentro le emozioni, le contraddizioni e le fragilità di un artista che ha fatto della sincerità la propria cifra distintiva.
Ad accogliere il pubblico è Male Necessario, il brano che apre il concerto e che porta immediatamente sul palco anche il presente musicale di Masini. Poi comincia il viaggio, quello vero, tra canzoni che hanno segnato intere generazioni e nuove pagine di una storia artistica ancora capace di rinnovarsi. Perché il tempo passa, le persone cambiano, ma certe emozioni continuano a parlare la stessa lingua.
Marco Masini a Milano: «Non sapete quanto questo mi riempie il cuore»
«Milano, buonasera! Sei meravigliosa!».
È con queste parole che Marco Masini saluta il pubblico dell’Unipol Forum, dando il via a una serata che ha il sapore di un ritrovo atteso, di un abbraccio rimandato e finalmente ritrovato. Il cantautore non nasconde la propria emozione nel ripartire proprio da Milano, davanti a un pubblico che riconosce come parte integrante del suo percorso.
«È bello ritrovarci dopo un anno. Non sapete quanto questo mi riempia il cuore. È un nuovo concerto, una nuova emozione. Un concerto è una vita nuova, perché tutto cambia nel tempo. Ma in tutto questo tempo una cosa non è mai mancata: voi. Grazie davvero».
C’è qualcosa di profondamente autentico nel modo in cui Masini si rivolge ai suoi fan. Non parla soltanto a chi conosce ogni parola delle sue canzoni, ma a chi, nel corso degli anni, ha trovato in quei testi una risposta, una compagnia o semplicemente il coraggio di attraversare un momento difficile. Il rapporto tra l’artista e il suo pubblico si costruisce proprio qui, in una condivisione che va oltre il palcoscenico.
Il concerto procede alternando energia e intimità, con una scaletta che recupera alcune delle pagine più amate del suo repertorio. Da E poi ti ho visto cadere ad Allora ciao, passando per Io ti volevo, Ti vorrei e Cenerentola innamorata, ogni canzone contribuisce a comporre il ritratto di un interprete che non ha mai avuto paura di raccontare le proprie inquietudini.
Il pianoforte, i cantautori e la musica come storia d’amore
Uno dei momenti più intimi della serata arriva quando Masini si sofferma sul rapporto con il pianoforte, compagno inseparabile di una vita artistica. Poche parole, pronunciate con quella spontaneità che rende ancora più evidente il legame tra l’uomo e la musica.
«Io e il mio pianoforte ci siamo innamorati subito, tanto tempo fa. Ho capito che non avrei fatto niente per cambiarlo e lui non ha mai fatto niente per cambiare me. Così dovrebbe essere anche in amore».
È una frase semplice, ma racchiude molto del suo modo di intendere le relazioni: accettazione, rispetto, libertà. Lo stesso sguardo con cui Masini torna alle origini della propria vocazione, ricordando i musicisti che lo hanno ispirato e il percorso che lo ha portato a scrivere e cantare.
«Da ragazzo avevo i miei miti e i miei supereroi. C’erano i grandissimi musicisti circondati da mille tastiere elettroniche, come Keith Emerson, e poi c’erano i cantautori, che non avevano bisogno di grandi strumenti. Grazie a loro ho iniziato a scrivere e a cantare».
La musica, dunque, come scoperta e come identità, ma anche come possibilità di riconoscersi in qualcun altro. «Ognuno ha il suo eroe», ricorda Masini: una considerazione che sembra abbracciare idealmente tutta la platea, perché ognuno porta con sé una canzone, una voce o un artista capace di lasciare un segno indelebile.
E in un concerto come questo, in cui il passato si intreccia continuamente con il presente, si comprende quanto le canzoni possano diventare parte della nostra storia personale, assumendo significati diversi a seconda dell’età, delle esperienze e delle persone che abbiamo incontrato lungo la strada.
Le donne, il silenzio e la necessità di dare voce a chi non viene ascoltato
Tra i passaggi più significativi della serata c’è quello in cui Marco Masini presenta le coriste, spiegando di aver voluto fortemente due voci femminili capaci di riempire lo spazio e di lasciare il proprio segno nello spettacolo.
Ma il discorso si allarga presto, trasformandosi in una riflessione che va oltre la musica.
«Ho voluto fortemente due voci di donne che cantano e riempiono uno spazio. Oggi ci sono troppe donne che non riusciamo ad ascoltare mentre stanno chiedendo aiuto. Nessuna donna dovrebbe essere costretta a vivere nel silenzio».
Parole importanti, soprattutto in un momento storico in cui il tema della violenza e della libertà delle donne richiede attenzione, consapevolezza e responsabilità collettiva. Masini sceglie di utilizzare il proprio spazio sul palco per ricordare che dietro il silenzio possono nascondersi richieste d’aiuto che non devono essere ignorate.
È uno dei momenti in cui il concerto supera la dimensione dell’intrattenimento e si trasforma in un’occasione di condivisione. Perché la musica può emozionare, ma può anche invitare a guardare oltre se stessi, a riconoscere le fragilità degli altri e a non voltarsi dall’altra parte.
Da Disperato a Vaffanculo: la forza di canzoni che non hanno perso il loro peso
Il cuore del concerto è naturalmente il repertorio che ha accompagnato Marco Masini lungo oltre tre decenni di carriera. Canzoni diverse per atmosfere e intenzioni, unite dalla capacità di raccontare sentimenti senza addolcirli, senza renderli necessariamente più rassicuranti o facili da accettare.
Che giorno è lascia spazio al medley che comprende Il cielo della Vergine, Dentro di te, Le ragazze serie, Fuori di qui, Spostato di un secondo e Il confronto. Una successione di brani che restituisce la ricchezza di un catalogo musicale nel quale convivono inquietudine, ironia, desiderio e disillusione.
Poi arrivano Di più, Caro babbo, Disperato e Il niente, canzoni che appartengono a stagioni diverse, ma continuano a conservare una sorprendente capacità di parlare al presente.
Masini non ha mai costruito la propria identità artistica sulla ricerca della perfezione. La sua forza è sempre stata quella di mettere in primo piano le contraddizioni, le domande scomode e i sentimenti che spesso si preferirebbe tenere nascosti. La rabbia, la malinconia, la paura di perdere qualcuno, il bisogno di essere amati: tutto trova spazio nelle sue canzoni.
Il medley romantico, con A cosa pensi, Viva la libertà, Chi fa da sé, Malinconoia, Perché lo fai, Vai con lui e Raccontami di te, accompagna il pubblico in un’altra parte del suo universo musicale, dove le relazioni diventano terreno di confronto, fragilità e consapevolezza.
E quando arriva Vaffanculo, la provocazione che ha segnato una delle pagine più riconoscibili della sua carriera torna a ricordare quanto Masini abbia saputo dare voce anche alla rabbia di chi non accetta di adeguarsi alle aspettative degli altri. Una canzone che, ancora oggi, conserva la propria carica liberatoria.
Bella Stronza con Kekko Silvestre: un incontro che accende l’Unipol Forum
Uno dei momenti più attesi ed emozionanti della serata è Bella Stronza, che all’Unipol Forum acquista un significato particolare grazie alla presenza di Kekko Silvestre dei Modà, protagonista del duetto con Masini.
Il brano, già entrato nella storia della musica italiana, è tornato al centro dell’attenzione anche grazie alla rilettura contemporanea presentata al Festival di Sanremo insieme a Fedez, con cui ha conquistato il terzo posto nella serata delle cover e dei duetti della scorsa edizione.
A Milano, l’incontro con Kekko Silvestre porta sul palco due sensibilità vocali differenti, accomunate dalla capacità di interpretare le emozioni con intensità e partecipazione. La presenza del frontman dei Modà aggiunge una nuova sfumatura a una canzone che continua a suscitare reazioni forti, dividere, far discutere e, soprattutto, essere cantata.
Bella Stronza è uno di quei brani che non si limitano a essere ricordati: vengono vissuti. Nel corso degli anni è diventato un riferimento per chi riconosce nelle sue parole la parte più contraddittoria dei rapporti sentimentali, quella in cui l’amore si intreccia con la rabbia, il rimpianto e l’incapacità di lasciar andare.
Il duetto con Kekko Silvestre si inserisce così nel percorso di una serata che non guarda al passato con nostalgia fine a se stessa, ma lo rimette in circolo, restituendogli nuove possibilità espressive.
Perfetto Imperfetto e il futuro: «La musica ogni giorno è una scoperta»
Il Live 2026 non è soltanto un ritorno alle canzoni che hanno fatto la storia di Marco Masini. Nel concerto trovano spazio anche alcuni brani di Perfetto Imperfetto, il progetto discografico pubblicato a marzo per Momy Records, Concerto e BMG, prodotto da Gianluca Tozzi e Milo Fantini.
L’album rappresenta una nuova tappa nel percorso del cantautore e dialoga con una carriera che continua a evolversi senza rinnegare le proprie radici. Ne fanno parte anche Male Necessario, presentato al Festival di Sanremo con Fedez e premiato con il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo, e la nuova versione di Bella Stronza, inclusa nei formati fisici del disco.
Sul palco, Masini ribadisce il valore della scoperta e della possibilità di continuare a mettersi in gioco. «La musica ogni giorno è una scoperta, anche grazie a voi!», afferma, riconoscendo nel rapporto con il pubblico una parte essenziale della propria crescita artistica.
E proprio mentre il concerto si avvicina alla conclusione, arriva anche uno sguardo rivolto al futuro: la primavera sarà accompagnata da un lungo tour teatrale. Un nuovo capitolo che permetterà di ritrovare Masini in una dimensione diversa, più raccolta, dove le canzoni potranno respirare in uno spazio ancora più intimo.
Prima dei saluti, il cantautore lascia al pubblico una dichiarazione che suona come una promessa: «Voi mi avrete riportato qui e io non me ne vado!».
È una frase che racchiude il senso di una serata costruita sul legame tra un artista e chi continua a seguirlo, ascoltarlo e riconoscersi nella sua musica. Perché ci sono concerti che finiscono quando si spengono le luci e altri che continuano a vivere molto più a lungo, nelle parole che ci tornano in mente, nelle emozioni che riaffiorano e nelle canzoni che ci accompagnano tornando a casa.
All’Unipol Forum, Marco Masini ha dimostrato ancora una volta che non serve nascondere le proprie imperfezioni per arrivare al cuore delle persone. A volte è proprio da quelle ferite che nasce la musica più autentica. E quando le canzoni riescono a raccontare ciò che non sappiamo dire, diventano qualcosa di più di un ricordo: diventano parte di noi.
Marco Masini – Live 2026: la scaletta completa del concerto di Milano
- Intro / Male Necessario
- E poi ti ho visto cadere
- Allora ciao
- Io ti volevo
- Ti vorrei
- Cenerentola innamorata
- Che giorno è
Medley Up
- Il cielo della Vergine
- Dentro di te
- Le ragazze serie
- Fuori di qui
- Spostato di un secondo
- Il confronto
- Di più
- Caro babbo
- Disperato
- Il niente
Medley romantico
- A cosa pensi
- Viva la libertà
- Chi fa da sé
- Malinconoia
- Perché lo fai
- Vai con lui
- Raccontami di te
- Principessa
- L’uomo volante
- Bella Stronza (con Kekko Silvestre)
- Vaffanculo
Bis
- Ci vorrebbe il mare
- Ti innamorerai
- Parlo di noi
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
