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Matia Bazar, Carlo Marrale ricorda Mauro Sabbione

Matia Bazar Vacanze Romane

La scomparsa del musicista Mauro Sabbione ha evocato innumerevoli ricordi tra coloro che amano la musica dei Matia Bazar. Carlo Marrale, per un ventennio anima della band genovese, lo ha ricordato in un’intervista rilasciata a Rockol.

Mauro fu con noi per alcuni anni. Lavorammo insieme a due album, ‘Berlino, Parigi, Londra’ e ‘Tango’. Fu la persona giusta nel momento giusto. Noi, in quel momento della nostra carriera, volevamo staccarci dal pop solare che la discografia ci chiedeva di perseguire.

Ci chiedevano un pop più semplice, che poi in realtà semplice non era, ma a noi non interessava. Stavamo affrontando un processo di maturazione, prima individuale e poi di band. Con Aldo Stellita e Antonella Ruggiero andammo a Londra e rimanemmo influenzati dalla musica di quel tempo, volevo dare una svolta al nostro sound, fare qualche cosa di completamente nuovo per l’Italia.”

Matia Bazar, Carlo Marrale ricorda Mauro Sabbione

“Lui non era ancora forte con l’elettronica, ma di lì a poco lo sarebbe diventato: comprammo tutta l’attrezzatura più all’avanguardia per il periodo e la portammo con noi. Mauro si trovò per le mani un tesoro dal punto di vista tecnico. Sapevamo già che strada prendere. Il tocco di Mauro e l’apporto del produttore Roberto Colombo furono determinanti.”

Ricorda Marrale.

La svolta elettronica fu forte e importante perché quelle canzoni reggevano anche da sole. Le melodie iniziali che composi e i testi più oscuri e onirici scritti da Stellita erano qualche cosa, già di per sé, di nuovo e potente. Mauro Sabbione mise a questi pezzi un vestito perfetto per valorizzarli. Queste tipologie di canzoni, però, funzionano e rimangono nel tempo se già alla base sono valide. Non basta un muro di elettronica a renderle speciali. […] La band era in uno stato di grazia e quei pezzi lo dimostrano.”

Emozionante la conclusione del pensiero.

Oggi Mauro è insieme a Giancarlo Golzi e ad Aldo Stellita a fare musica fra le nuvole, ne sono certo.”

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