Ko Lanta è il primo disco di Mattia Pellicoro, in uscita oggi 1 aprile 2022. Un lavoro che parla di sogni, di amore, di sofferenza, ma anche di viaggi e libertà, insomma di vita.
Al centro del racconto c’è il mondo attorno a noi che è difficile da interpretare, che a volte non è come vorremmo che fosse e può deluderci. Però, come spesso accade, dalle delusioni nascono anche cose nuove. Per questo è un disco vitale, positivo, che ti sbatte in faccia la realtà e poi la rievoca ricca di ricordi, emozioni, bellezza.

Le sonorità sono volutamente semplici, chiare: pochi strumenti suonati come se fossimo in una stanza con luci soffuse e poche persone, con la chitarra come elemento dominante di tutti i brani.
L’autore mette a nudo i suoi pensieri, le sue storie, le sue sofferenze usando una musicalità a tratti delicata e a tratti più decisa, che non risparmia un ritmo più incalzante dove necessario, così come nel lessico, volutamente diretto dove indispensabile.
È un disco intimo, scritto a Milano e che parla di Milano, partendo dalle sue strade, dalle sue vite, per parlare di altre strade e altre vite.
Mattia Pellicoro Ko Lanta
“Ko Lanta è il nome di un’isola sperduta della Thailandia, ultima tappa di un viaggio fatto insieme al mio migliore amico 4 anni fa. Fu una scelta presa in spiaggia alle 4 di notte, quella di cambiare tutti i nostri programmi e terminare il nostro viaggio a Ko Lanta, una delle scelte più giuste di sempre.
Un viaggio, dentro e fuori, verso una consapevolezza maggiore di se stessi, verso la libertà, lottando contro lo scorrere del tempo che lascia che le cose passino. Quando un viaggio così finisce, non puoi che portare dentro quelle sensazioni, quella VITA e sentirla ancora più forte e stretta a te.
Il disco parla di Milano, la città in cui vivo, e di me attraverso i suoi occhi: tornando verso casa, di notte, mi guardavo intorno e provavo nostalgia, paura, desiderio, a volte tristezza, ma segnavo quei pensieri che poi arrivando a casa diventavano canzoni.
Ko Lanta è dentro di me, nella città, in quel brivido che vuole emergere, è tutte quelle sensazioni di libertà estrema che non vogliono “passare”. Ed eccola, la VITA che scorre, dal “viaggio” vissuto come un sogno, porti quelle sensazioni nuove nella vita di tutti i giorni, a Milano, nella stanza che hai in affitto con quella finestra che si affaccia esattamente sul naviglio Pavese. Il tempo che passa si cristallizza, così come l’amore che è “passato” per quella finestra.
Così arriva la malinconia, il desiderio di quei sogni ancora lì in attesa, che guardi e osservi come un bambino, continuando a sognare. Ad un tratto diventano la tua maledizione, ti buttano giù, e senti l’ansia di non poterci mai arrivare, ma allo stesso tempo sono la tua benedizione più grande, per non rischiare di diventare ciò che non sei, chi non vuoi essere.
Ed intanto il tempo scorre e trasforma tutto in ricordi. Che poi il tempo è lì, esiste, lo tocchiamo sempre e passa come tutto, ma possiamo scegliere di seguirlo, di inseguirlo o di lasciarlo scorrere senza pensarci. Un giorno ci incroceremo, ma per ora meglio VIVERE.”
Queste le parole di Mattia Pellicoro

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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