Mikhail Gorbaciov Sanremo 1999

E’ morto all’età di 91 anni Mikhail Gorbaciov, l’ultimo leader dell’Urss. Malato da tempo, fu ospite del Festival di Sanremo 1999 insieme alla moglie Raissa.

La notizia del decesso è stata annunciato il Central Clinical Hospital della Russia, dove era ricoverato.

“Questa notte, dopo una grave e prolungata malattia, Mikhail Sergeyevich Gorbaciov è morto”, recita il comunicato diffuso dal nosocomio e riportato dalla Tass.

Il nome di Mikhail Gorbaciov fu al centro anche dell’attenzione mediatica legata al mondo della musica e dello spettacolo. Nel 1987 il gruppo italiano The Midnight’s Moskow propose il singolo Tovarisc Gorbaciov.

Il testo del brano fu scritto da Andrea Mingardi (che in questo brano utilizza lo pseudonimo Sapo) e Maurizio Tirelli.

Apparentemente cantato in lingua russa, in realtà il testo consiste in una serie di parole senza senso che assomigliano per assonanza a vocaboli russi.

Nel testo vengono citati nomi legati all’URSS o all’Impero russo, ad esempio quello di Rasputin, del KGB, di Dostoevskij, di Gagarin e la Siberia.

La parte finale della canzone, in cui si canta la frase Welcome in the U.S.S.R., è un chiaro riferimento alla canzone Back in the U.S.S.R. dei Beatles.

Mikhail Gorbaciov

Nel 1999 Fabio Fazio invitò Gorbaciov a Sanremo. Durante la conferenza stampa successiva, l’ex leader dell’Unione Sovietica parlò ai giornalisti.

“Mi è piaciuta la serata di ieri perchè non c’erano soltanto cantanti, ma persone, gente comune e famosa, con le loro storie. Abbiamo sentito musica, ascoltato parole, c’ è stato un certo ordine nel condurre la serata. Insomma mi è piaciuta, ma il mio è un commento da spettatore, non sono uno specialista, non so capire quando una cosa costruita e quando è spontanea, e comunque ieri non si è capito.

[…] La musica mi è sempre piaciuta, mi è arrivata da mia madre che amava le canzoni, e io, ripeto, canto molto meglio quando bevo un po’. La musica a cui sono legato è la lirica, le canzoni del periodo della guerra, per averla personalmente vissuta, le romanze russe e ucraine, e le canzoni della Moldavia, così delicate. non mi è mai piaciuto il rumore, quando si perde la musicalità di un brano e perde il senso delle parole, il caos non mi è mai piaciuto nella musica di qualsiasi epoca, l’importante è che ci sia un senso, sia oggi che ieri.

[…] Sono molto soddisfatto e colpito dall’accoglienza che ha avuto il mio tentativo di esprimere dei concetti importanti, è stato anche per me un esperimento. Credo che quei pochissimi minuti in cui abbiamo interrotto il festival non abbiano creato danni ma possono essere stati utili, spero. Dopo la seconda parte di questa visita potremo dare un giudizio sulla città, ricca di verde, con un mare invitante nel quale forse è possibile fare il bagno adesso, anche se nessuno ha saputo dirmi se il mare era freddo.”

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