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Neil Young fa causa a Donald Trump: chiesti 10 milioni di dollari per “Rockin’ in the Free World”

Neil Young

Neil Young fa causa a Donald Trump per l’uso non autorizzato di “Rockin’ in the Free World”: chiesti 10 milioni di dollari e lo stop ai brani nei comizi.

Neil Young torna all’attacco di Donald Trump per l’utilizzo non autorizzato della sua musica durante gli eventi elettorali del presidente statunitense. Il cantautore canadese ha avviato una nuova azione legale chiedendo un risarcimento di 10 milioni di dollari per la riproduzione di Rockin’ in the Free World, brano pubblicato nel 1989 e diventato uno dei pezzi più rappresentativi del suo repertorio.

La denuncia, depositata il 26 ottobre 2026 contro il comitato politico Trump 47 Committee Inc., riguarda in particolare un comizio tenuto il 12 ottobre a Youngstown, in Ohio. Secondo l’accusa, la canzone sarebbe stata trasmessa prima dell’ingresso di Trump sul palco, senza il consenso dell’artista.

Neil Young contro Trump: «La canzone rappresenta l’esatto contrario»

Nel ricorso, Young sostiene che il significato del brano sia incompatibile con le posizioni del presidente. «La canzone rappresenta l’esatto contrario di tutto ciò che Donald J. Trump incarna», si legge nella denuncia.

Per il musicista, Rockin’ in the Free World non è un semplice inno patriottico, ma una critica alle contraddizioni della società americana, alla povertà e alle promesse disattese dalla politica. Il suo utilizzo durante i comizi rischierebbe quindi di suggerire un sostegno politico che Young non ha mai voluto esprimere.

Il precedente del 2020 e la richiesta di risarcimento

Non è la prima volta che Neil Young si oppone all’impiego delle proprie canzoni da parte di Trump. Già nel 2020 aveva intrapreso un’azione legale per l’utilizzo dello stesso brano. Secondo la nuova denuncia, l’accordo raggiunto in quell’occasione prevedeva che la canzone non venisse utilizzata nuovamente senza autorizzazione.

Oltre ai 10 milioni di dollari di risarcimento, il cantautore chiede un provvedimento giudiziario che impedisca ulteriori utilizzi delle sue opere per finalità politiche.

La vicenda riporta al centro il dibattito sui diritti degli artisti e sull’uso della musica nella comunicazione elettorale, un tema che negli Stati Uniti coinvolge da anni musicisti contrari ad associare le proprie canzoni a campagne politiche senza consenso.

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